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(ultimo: n° 03/2010 - Presa di posizione)
Gli ultimi articoli della rassegna stampa selezionati:
RIESAME DELLA VIA
ELEZIONI
a tutti i Soci,
con la presente ti invitiamo a partecipare alle elezioni del Presidente e del Consiglio Direttivo del Comitato comprensoriale per il No all’inceneritore del Casone di Scarlino - Colline Metallifere.
Le operazioni di voto si terranno in data 13 febbraio 2010 presso i locali dell’ex Casello Idraulico in via Roma, Follonica, con orario:
mattina 10:30 – 12:30; pomeriggio 16:00 – 20:00.
Ti ricordiamo che per votare è necessario essere in regola con la quota associativa 2010 (possibile regolarizzarsi al momento del voto) di minimo 10 euro.
Tutti gli aderenti e simpatizzanti al Comitato, sono invitati a partecipare alla riunione che si terrà lunedì 08 febbraio ore 21 al campo di atletica di Follonica
Ordine del Giorno:
- programmazione elezioni
- situazione generale
- sviluppi riesame VIA
GLI OPERAI SARANNO I PRIMI A SUBIRE
I DANNI DELL'INCENERITORE
Secondo il NRC (CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE AMERICANO):
“Gli operatori dell’inceneritore ed i lavoratori addetti alla manutenzione e quelli che sono coinvolti nella raccolta, nel trasporto e nello scarico delle ceneri volanti e dei residui dei sistemi di abbattimento delle emissioni sono potenzialmente più esposti a sostanze tossiche associate con l’incenerimento.”
Dopo aver notato che “i lavoratori addetti all’inceneritore sono stati esposti ad alte concentrazioni di diossine e di metalli tossici, in particolare piombo, cadmio e mercurio”, il Consiglio ha espresso grande preoccupazione nei confronti della tutela dei lavoratori, indipendentemente dalla applicazione delle più severe tecnologie di abbattimento (NRC 2000).
I lavoratori impiegati negli inceneritori di rifiuti urbani subiscono una considerevole esposizione alle ceneri prodotte dall’impianto e ciò solleva la possibilità che essi possano assorbire quantità significanti di diossine e di altre sostanze tossiche presenti nelle ceneri. La maggiore esposizione avviene durante le operazioni di abbattimento degli inquinanti dalle ceneri (Schecter et al. 1991). I dispositivi di protezione del personale sono stati progettati allo scopo di proteggere i lavoratori dagli inquinanti che si disperdono in aria sebbene sia importante notare che le diossine e le altre sostanze contaminanti possono essere assorbiti anche attraverso la pelle.
apri documento: Stato delle conoscenze sugli effetti degli inceneritori sulla salute umana
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Scarlino Energia: Il presidente Marras rende note le decisioni della Giunta 02/02/2010
Marras: «Approvato dalla Giunta il rapporto del dirigente: entro 30 giorni rapporto interdisciplinare e decisione conclusiva sulla Via. Assistenza legale della Provincia ai commissari querelati da Scarlino Energia»
La Provincia ha sempre agito nel rispetto della legge per tutelare la salute. Questa mattina la Giunta provinciale ha esaminato diverse questioni relative alla vicenda che riguarda l’impianto di Scarlino Energia.
«Ritenendo del tutto inaccettabile il metodo intimidatorio di Scarlino Energia – spiega il presidente della Provincia Leonardo Marras – una volta appreso che erano state notificate le querele ai componenti della Commissione d’inchiesta pubblica, la Giunta provinciale ha immediatamente deciso di dare assistenza giuridico legale ai propri dipendenti ed ai consulenti nominati dall’Ente.
Già in precedenti occasioni avevo sottolineato che l’Amministrazione respingeva gli atteggiamenti minacciosi di Scarlino Energia, tesi ad impedire un sereno svolgimento della procedura di verifica della Via. Coerentemente con la solidarietà già manifestata ai componenti del Comitato per le aggressioni di cui sono stati oggetto all’indomani della diffusione dei risultati dell’inchiesta pubblica, quindi, abbiamo deciso di affiancarli in sede giudiziaria a momento in cui si entrerà nel merito delle querele.
L'inchiesta pubblica, peraltro, ha fedelmente e sinteticamente riportato il tenore delle udienze tenute con la presenza del pubblico e riproposto tal quali le obiezioni oggetto dei ricorsi da parte dei Comuni di Scarlino e Follonica e di altri cittadini e comitati».
Sempre nella stesa seduta, la Giunta provinciale ha trattato la questione relativa alla procedura di revisione della Valutazione d’impatto ambientale.
«I componenti dell’esecutivo – spiega il presidente – hanno esaminato attentamente e quindi adottato il rapporto informativo del dirigente del Settore ambiente, che ha ricevuto le osservazioni presentate dalla società Scarlino Energia alle conclusioni del procedimento del riesame e dopo l'inchiesta pubblica.
Rapporto che ha ribadito i punti critici già evidenziati nella determina conclusiva della prima parte del procedimento di riesame, assegnando 30 giorni per l’istruttoria, al termine dei quali la Giunta adotterà il provvedimento finale.
Nei suddetti 30 giorni – aggiunge il presidente – l’Ufficio di Via della Provincia ed un collegio di esperti in materia ambientale dell’Università di Siena coordinati dal professor Silvano Focardi, redigeranno il rapporto interdisciplinare sulla base del quale sarà presa la decisione conclusiva.
In questi mesi – conclude Marras – la Provincia ha provveduto a rivisitare la procedura di Via, tenendo fede agli indirizzi del Consiglio provinciale e nel più rigoroso rispetto del dettato normativo di settore. È evidente che in questa vicenda esistono interessi in campo di diversa e contrapposta natura, ma l’Amministrazione provinciale ha sempre e solo avuto la preoccupazione di verificare ed escludere qualunque possibile minaccia alla salute pubblica. Gli approfondimenti sulla procedura di Via hanno avuto solo questo intento e non sono mai stati orientati ad un risultato predeterminato, a prescindere dagli auspici delle parti in causa».
dal sito: http://www.0566news.it/notizia.asp?idn=1862
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Montale: diossina e Pcb nel latte materno
accanto all'inceneritore (29.01.2010)
A Montale (PT), è stata rilevata la presenza di diossina e Pcb nel latte materno. E' una conferma di quello che i Comitati contro gli inceneritori e Italia Nostra sostengono da anni. Pochi mesi fa diossina e Pcb erano già stati rilevati nei polli e negli animali da cortile. A Montale c'è un inceneritore simile a quello di Selvapiana (Rufina) di cui la Provincia ha approvato la fase di 'ampliamento', in realtà si tratta di un 'nuovo inceneritore' quattro volte più grande del vecchio. Un progetto di cui si sono rilevati una somma di 32 vizi di illegittimità nelle procedure di VIA (Valutazione d'impatto ambientale) e AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), per questo Italia Nostra Firenze ha fatto ricorso al TAR, accanto all' Associazione Valdisieve.
dal sito: http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=b0.01.29.23.49
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ELEZIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO E DEL PRESIDENTE
- le elezioni per il Consiglio Direttivo e Presidente del Comitato si terranno in data 13 febbraio 2010
- la sede sarà il casello idraulico di via Roma (follonica)
- la commissione elettorale coincide con quella che ha proposto lo Statuto più Paolo Bottai come scrutatore.
- gli orari mattina 10:30-12:30, pomeriggio 16:00-20:00
- E' possibile candidarsi:
1) tramite mail all'indirizzo: comitato@noinceneritorediscarlino.org
2) durante la prossima assemblea del Comitato, convocata lunedì 01 febbraio ore 21 al campo di atletica di Follonica. A chiusura dell'assemblea, saranno chiuse anche le candidature.
Hanno diritto al voto i soci iscritti:
1. negli elenchi soci del 2007, 2008 e 2009 ,
2. nella lista dei presenti all’assemblea del 09 dicembre 2010
3. nella lista delle associazioni di vario tipo che nel tempo hanno sostenuto il Comitato
4. più alcuni nomi (indicati da chi della commissione è la memoria storica del comitato) che in vari momenti hanno contribuito alla vita del comitato stesso.
Purché in regola con la quota associativa 2010 (possibile regolarizzarsi
al momento del voto) di minimo 10 euro.
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Comunicato stampa n° 03 del 23-01-2010
Abbiamo apprezzato il lavoro del Comitato per l’Inchiesta Pubblica. Dai documenti della commissione adesso è chiaro a tutti che “l’Inceneritore di Scarlino non ha i requisiti per essere autorizzato e la Valutazione d’Impatto Ambientale non è da confermare ma da ritirare” a causa delle gravissime lacune rilevate dal Comitato d’Inchiesta sul S.I.A. presentato; lacune già oggetto dei ricorsi al TAR ed ora, ampiamente ed inconfutabilmente confermate dai contenuti della Determina Dir. n.75 della Provincia.
Abbiamo assistito all’intimidazione, all’inaccettabile minaccia di querela da parte della Scarlino Energia nei confronti dei componenti questo Comitato; agli attacchi alla professionalità di tecnici di inconfutabile esperienza; al tentativo maldestro di screditare il Rapporto finale dell’ Inchiesta, con articoli sui giornali a cui è stato già ampiamente risposto. Adesso S.E. produce un ennesimo tentativo per forzare l’iter procedurale ed invece di presentare osservazioni alla Determina n.75 del 13.1.2010 nei 10 giorni previsti per legge, per concludere il riesame della V.I.A., mostra disprezzo sia per la Determina che per i risultati dell’Inchiesta Pubblica voluta per garantire il diritto di partecipazione ai cittadini del territorio e, ignorandone le conclusioni, forza i tempi presentando la documentazione integrativa per la richiesta di rilascio dell’A.I.A. Così, inaspettatamente, mentre siamo in attesa di conoscere le decisioni della Giunta Provinciale sul riesame della VIA, arriva l’atto di convocazione della Conferenza dei Servizi (det. n.155 del 21.1.2010), indetta per valutare le integrazioni presentate per ottenere il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale che permetterebbe a S.E. di alimentare l’Inceneritore con il CDR da rifiuti.
Paradossale è questo momento della vicenda: mentre la determina n.75 “..accerta le condizioni per il ritiro…in autotutela della D.D. n.2211 del 5.6.2009,..” annullando, di fatto, la pronuncia di Compatibilità Ambientale (V.I.A.) e provocando, se confermata in Delibera di Giunta, la conseguente decadenza della procedura A.I.A., Scarlino Energia la ignora e sfida la Provincia!
Questi sono i fatti, lo stato dell’arte, ma manca un Atto importante: la Delibera di Giunta che adotti conseguentemente i contenuti della, comunque, poco coraggiosa Determina n.75! Su questo siamo ora noi che chiediamo con determinazione alla Provincia di procedere rapidamente alla Delibera finale e dimostrare così la correttezza ed il rispetto per quanto prodotto e concluso dall’Inchiesta Pubblica. Francamente, riterremmo paradossale una decisione che non recepisca le conclusione del Comitato d’Inchiesta, ma i comportamenti arroganti di Scarlino Energia, molti passaggi che sfuggono anche per la scarsa chiarezza degli Atti citati, che sembrano studiati ad arte per lasciare, nel futuro, spazi a qualsiasi decisione in un senso o nell’altro, alimentano preoccupazione e dubbi.
Crediamo che, a questo punto, s’imponga l’obbligatorietà di una chiara e tempestiva presa di posizione della Giunta Provinciale e del suo Presidente Marras. Un invito pressante lo rivolgiamo quindi anche a tutte le forze politiche del nostro territorio, affinché si facciano carico degli impegni presi in campagna elettorale e dopo, unendosi a noi in questa richiesta di chiarezza.
Il Comitato per il NO all’Inceneritore di Scarlino
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Comunicato Stampa del 18 gennaio 2010
Il Comitato esprime grande soddisfazione per il risultato positivo dell' Assemblea Pubblica di Sabato 16 Gennaio al Casello Idraulico, organizzata in poco più di 24ore e che ha visto la partecipazione di quasi duecento persone, molte delle quali sono rimaste fuori dalla sala. Erano presenti il Sindaco di Follonica Baldi, alcuni assessori e gran parte dei consiglieri di maggioranza e minoranza. E’mancata invece la presenza degli amministratori del Comune di Scarlino che è risultato “rappresentato” solo da alcuni consiglieri di minoranza!
Grande soddisfazione ed apprezzamento, è stata espressa da tutti, per il risultato dei lavori della Commissione dell’Inchiesta Pubblica che ha dichiarato che “l’Inceneritore di Scarlino non ha i requisiti per essere autorizzato e che la Valutazione d’ Impatto Ambientale non è da confermare ma da ritirare”. Sono state confermate quindi tutte le carenze di un progetto e le omissioni compiute a suo tempo dalla giunta Scheggi che avevano dato origine ai ricorsi al TAR dei Comitati ed Associazioni Ambientaliste e di categoria, unitamente a quelli avanzati dai Comuni di Follonica e Scarlino. Forti perplessità sono state espresse sulla “Determinazione” della Provincia del 13 gennaio, alla quale sono mancati chiarezza e quel coraggio che ci aspettavamo per dimostrare la congruenza alle conclusioni del rapporto finale del Comitato dell’Inchiesta Pubblica: il ritiro della VIA per ripristinare così la legittimità della procedura amministrativa. “Si è deciso di non decidere”, questo il contenuto di molti interventi ed anche, in sintesi, la nostra opinione. I punti 1,3 e 4, così come la scomposta reazione di Scarlino Energia, inducono ad interpretazioni che potrebbero avere un significato positivo, certo è che, viste le inequivocabili conclusioni del Rapporto, ci aspettavamo che ci fosse una stretta e conseguente aderenza nel recepire i risultati dell’Inchiesta Pubblica. Così non è stato ed ora la speranza è che dalla Giunta Provinciale scaturisca una bocciatura totale e senza ambiguità della VIA con il ritiro sia della det.2211 che della 118.
Ci sono state anche reazioni l’indignazione verso Scarlino Energia, (durissimo l’intervento del Sindaco Baldi) che, nel tentativo brutale di condizionare i membri della Giunta, chiamati alla decisione finale sul Riesame dell’Autorizzazione Ambientale, si spinge ad atti di vera e propria intimidazione, minacciando di querela i tecnici del Comitato d’Inchiesta. A questi, naturalmente, è andata la piena, convinta solidarietà di tutta l’Assemblea e l‘apprezzamento per il lavoro svolto che rimarrà, comunque, un elemento prezioso e di grande rilevanza tecnico/giuridica anche per le prevedibili lotte future. Significativo ed “illuminante” l’attacco di S.E. che ha messo in luce la sua vera natura, facendo cadere finalmente il velo ipocrita di ragionevolezza e il tentativo, con le buone, di comprare il collettivo assenso. Un elemento di positività arriva dalla percezione di essere sempre meno soli: deve aumentare la consapevolezza, la partecipazione e l’unità d’intenti in un impegno indirizzato alla lotta all’incenerimento ed allo sviluppo delle alternative.
L'incontro si è concluso con una “passeggiata in corteo” dei partecipanti fino al mare, per respirare quell’”ARIA” del Golfo che stiamo difendendo.
Il Comitato per il NO all’Inceneritore di Scarlino
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"il Comitato ha eletto all'unanimità
Miss Arroganza 2010...
the winner is? indovinate chi?"
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L'inchiesta pubblica si è conclusa con il rapporto finale della Commissione.
Il documento, esprimendo un parere non favorevole, demolisce completamente la VIA di Scarlino Energia ed il relativo parere di conformità ambientale rilasciato dalla Provincia.
Le inadempienze sono innumerevoli e di assolutà gravità
L'INCENERITORE DI SCARLINO NON HA I
REQUISITI PER ESSEREAUTORIZZATO
Apri il documento
COMUNICATO STAMPA N° 01 DEL 08 gennaio 2010
Inchiesta pubblica
“Il Comitato dell’Inchiesta Pubblica, al termine dei suoi lavori, ESPRIME UN PARERE NON FAVOREVOLE. Pertanto la Valutazione di Impatto Ambientale ….. approvata con Determina Dirigenziale della Provincia di Grosseto….. NON E’ DA CONFERMARE, MA DA RITIRARE IN AUTOTUTELA.” apri documento dal sito: www.provincia.grosseto.it/viascarlino/
Queste sono le conclusioni, il parere espresso sul Rapporto redatto dai Tecnici componenti il Comitato dell’Inchiesta Pubblica. Questo, in pratica, è ciò che “suggeriscono” alla Provincia (al responsabile della Procedura ed alla Giunta) per la conclusione del “procedimento di riesame” della V.I.A.
Per noi del Comitato del NO e per tutti gli altri soggetti, da noi coinvolti ed impegnati in questo vicenda, un “successo di tappa” importante che oggi ci premia per tutto il lavoro svolto; un risultato fondamentale per arrivare all’auspicato annullamento della Compatibilità Ambientale data con le determine 118/09 e 2211/09, dalla precedente Amministrazione Scheggi. La conferma che le nostre denunce sulle irregolarità ed omissioni verificatesi durante la procedura di VIA, erano fondate.
Oggi siamo felici che ciò sia emerso; questo è un risultato che ci permette un ulteriore accreditamento nei confronti della Gente, ma anche nei confronti degli Enti Pubblici; credibilità che deriva dalla nostra capacità e serietà, ma anche dalla determinazione che ci spinge ancora a voler chiarire come si sia potuti arrivare alla concessione di una VIA cosi manifestamente carente. Questo è quello che ci aspettavamo, visto l’impegno e la consapevolezza acquisita dal Comitato che ha avuto la responsabilità dell’Inchiesta, rilevando numerose ed evidenti carenze tecniche, soprattutto per quanto riguarda la conoscenza degli impatti ambientali e la definizione e qualificazione dell’Impianto: una Centrale Elettrica in sede di VIA, un Inceneritore in sede di AIA!
Argomenti questi, che insieme al mancato rispetto di normative, rilevato sullo Studio presentato da Scarlino Energia ed a procedure anomale seguite in fase di V.I.A., avevano determinato i nostri Ricorsi Amministrativi. Siamo consapevoli del fatto che il parere espresso dalla Commissione d’Inchiesta non sia vincolante, ma la consistenza delle carenze rilevate e delle argomentazioni a sostegno, a noi sembrano sufficienti e determinanti per motivare adeguatamente il responsabile della procedura e la Giunta Provinciale che dovranno decidere l’eventuale Ritiro in Autotutela della Compatibilità Ambientale data sulla VIA. Sulle decisioni di domani siamo fiduciosi e ci aspettiamo quindi, per coerenza, comportamenti conseguenti.
La delibera del Consiglio Provinciale del 17 settembre, votata all’unanimità, aveva dato inizio ad un percorso coraggioso che la Provincia aveva intrapreso in rispetto degli impegni presi con noi in campagna elettorale dal Presidente Marras, impegni, tra l’altro, condivisi da tutte le forze politiche della provincia. Chiedevamo, allora, un riesame della VIA, un controllo rigoroso delle procedure e di quanto prodotto fino ad allora sia dalla Scarlino Energia che dagli uffici tecnici della Provincia e questo è quello che sta accadendo oggi, a conferma della volontà di rispettare impegni e legalità ed a conferma delle nostre buone ragioni.
Questo, per ora, ci basta e questo è quello che ci fa credere con forza che la decisione finale non potrà che tener conto di quanto emerso dall’Inchiesta Pubblica.
Il Comitato per il NO all’Inceneritore di Scarlino
venerdì 11 dicembre 2009
LETTERA AI MEDICI: INCENERITORE UN PERICOLO PER LA SALUTE
(n. 156/2009) Follonica: lettera del sindaco Eleonora Baldi ai medici. Il primo cittadino è preoccupato dei danni alla salute pubblica che potrebbe provocare l’inceneritore di Scarlino. Chiesta all’ASL un’indagine epidemiologica. “L’attenzione al mantenimento di un ambiente salubre - scrive il sindaco - significa prevenzione, che è l’arma principale che abbiamo per prevenire tutte le sofferenze che il diffondersi di malattie degenerative porta con sé anche a distanza di anni”.
Il sindaco di Follonica Eleonora Baldi ha inviato una lettera ai medici di Follonica, preoccupata dai danni alla salute pubblica che l’inceneritore di Scarlino potrebbe causare al nostro territorio. Ne riportiamo il testo integrale:
“Da sempre, molto prima del mandato ricevuto dalla cittadinanza come Sindaco di questo Comune, ho avuto modo di apprezzare in qualità di madre e di cittadina, l’impegno profuso dalla categoria che rappresentate a tutela della salute della popolazione, e in particolare l’impegno, da parte di molti dei destinatari di questa missiva, a tutela dell’ambiente in cui viviamo che, come la letteratura scientifica ci insegna, è presupposto basilare della difesa della salute, il bene primario che ci consente una dignitosa qualità della vita. Ricordo infatti le numerose prese di posizione che negli anni diversi tra voi hanno sottoscritto e che chiedevano agli Amministratori di questa provincia di monitorare le attività industriali che insistono sul territorio circostante il Casone nonché - cito testualmente- “di evitare ulteriori nuove presenze come il mega-inceneritore del Casone visto lo stato precario della zona dove ci sono insediamenti ancora da bonificare con gravi concentrazioni di metalli pesanti.”(documento a firma dei Sig.ri Medici Guidoni, Ricceri, Bonifazi, Bronzoni, Cavicchi, Poli, Taddei, Francesconi, Ferrai e altri ) Come saprete, pur senza detenere le Vostre conoscenze in merito, ho espresso più volte la mia contrarietà alla presenza di un inceneritore di rifiuti in questo territorio sia per le evidenze scientifiche, oggi di dominio comune, sui gravi danni per la salute umana delle polveri ultrafini e delle diossine provenienti dagli inceneritori, sia per la condizione già pesantemente provata in cui versa il nostro territorio, che con l’avvio dell’inceneritore di Scarlino, aggraverebbe il concentramento del rischio stesso e quindi potrebbe determinarsi una situazione oggettivamente pericolosa per la salute dei cittadini che risiedono in questa zona. Ho pertanto chiesto nel corso dell’estate all’ASL 9 di stabilire le modalità per effettuare un’indagine epidemiologica atto a definire lo stato di salute della popolazione follonichese e che venisse istituito il Registro Tumori, così come previsto dalla Delibera n.1200 del 12/12/2005 che stabilisce tra gli obiettivi di primaria importanza, la sorveglianza epidemiologica della patologia tumorale nella popolazione residente; contemporaneamente, ho richiesto anche l’installazione di centraline di rilevamento di metalli pesanti e polveri ultrafini, perché l’attenzione al mantenimento di un ambiente salubre significa prevenzione, che è l’arma principale che abbiamo per prevenire tutte le sofferenze che il diffondersi di malattie degenerative porta con sé anche a distanza di anni. Firmato, il sindaco Eleonora Baldi”.
Raccomandiamo la visione dei video, in particolare di quello del Dr. Ghirga, che ha trattato i danni sanitari derivati dall'incenerimento dei rifiuti
apri documento dal sito del Comune di Follonica:
http://www.comune.follonica.gr.it
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COMUNICATO STAMPA N° 19 DEL 25 novembre 2009
Interpretazioni e fraintendimenti
Con l’intento di evitare altre interpretazioni o fraintendimenti sulla disponibilità o meno del Comitato del NO all’Inceneritore a partecipare al Referendum, senza polemica ma con chiarezza riteniamo utile precisare che noi faremo con impegno la nostra parte per quanto attiene le attività che lo precedono; tenendo conto naturalmente della nostra “forza lavoro” e degli altri importanti impegni che si accavallano in questo momento.
Dopo una campagna elettorale di grande impegno, un’estate passata ad incontrare gli Enti addetti ai Controlli, la stesura di un Rapporto riepilogativo, la preparazione di Ricorsi Amministrativi, altre mille cose legate anche alle Osservazioni da presentare per l’AIA, da settembre si è aperta l’ attività, per noi prioritaria: la revisione della VIA che ha dato inizio ad un “Inchiesta Pubblica” che si concluderà a fine anno e che vogliamo seguire passo passo. E’ un evento molto particolare ed importante, con obiettivi di grande rilevanza: la revoca della VIA; obiettivo che abbiamo perseguito in questi anni, molte volte da soli e che adesso non vogliamo farci sfuggire.
Per questi motivi, in occasione del primo incontro del 12 novembre, in 1° Commissione, abbiamo dato la nostra disponibilità a partecipare, svolgendo quelle attività che sono peculiari al Comitato, ma sempre, come detto con le forze che abbiamo. Disponibili quindi a ricercare insieme tutte quelle attività che possono essere utili alla buona riuscita del Referendum, ma lasciando ai partiti di maggioranza e minoranza, promotori attraverso una delibera del Consiglio Comunale, il ruolo di conduttori ed il lavoro di propaganda elettorale che loro, potendo anche contare su una militanza numerosa, conoscono meglio di noi.
Nessun comportamento strano quindi lunedì 23 novembre in Commissione, nessuna sottovalutazione dell’importanza del Referendum. Il mio intervento, essendo stato assente alla riunione precedente, faceva riferimento a quanto deciso il 12 novembre. In quell’occasione, in molti avevamo espresso preoccupazione sulla esiguità del tempo disponibile, ma avevamo comunque deciso (vedi verbale), di partire comunque come se il referendum dovesse svolgersi a gennaio, programmando un calendario di eventi e modalità di mobilitazione. Nel mio intervento di lunedì, vista l’assenza di un programma, di un calendario, dello stesso quesito, della commissione di garanzia, volevo solo ricordare che il tempo era sempre meno, rinnovare la mia preoccupazione ed invitare tutti a muoverci. Se il Consiglio Comunale ha deciso, in maniera unanime ed autonoma, che il Referendum va fatto, noi del Comitato diciamo che va fatto BENE, perché questa è l’unico modo per ottenere un risultato positivo ed avere la possibilità di farlo contare.
Quanto sopra per opportuna chiarezza ed a futura memoria.
Per il Comitato del NO all’Inceneritore: C. Franchi
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“ULTIME INFORMAZIONI SULLA TOSSICITA’ DELLE NANOPARTICELLE EMESSE DALL’INCENERIMENTO: DOCUMENTO SCIENTIFICO DEL PROFESSOR VYVYAN HOWARD” (agosto 2009)
E’ con grande piacere che mettiamo a disposizione delle realtà italiane che si battono contro la pratica nociva dell’incenerimento dei rifiuti questo recentissimo lavoro che proprio Vyvyan Howard con una mail ci autorizza a divulgare. In esso si espongono in modo sintetico ed efficace tutte le ragioni per cui di fronte alla estrema pericolosità per la salute umana ampiamente dimostrata delle polveri ultrasottili che trovano nell’incenerimento ( e non solo) una tra le fonti emissive più significative OCCORREREBBE CHE I DECISORI POLITICI APPLICASSERO IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, non consentendo almeno la costruzione di nuovi impianti di incenerimento. Di fronte a contributi scientifici come questi diviene sempre più “criminale” l’assenza di una benchè minima normativa che tuteli la salute pubblica.
Il testo è inglese ma stiamo predisponendo in tempi umanamente rapidi la sua traduzione in italiano. Siamo convinti che ci siano motivi “salutari” PER FAR BUON USO DI QUESTO TESTO”.
Per la Rete Italiana Rifiuti Zero Rossano Ercolini.
DOCUMENTO SCIENTIFICO DEL PROFESSOR VYVYAN HOWARD IN INGLESE
STATEMENT OF EVIDENCE PARTICULATE EMISSIONS AND HEALTH
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IL DIBATTITO AGLI INCENERITORI CI SONO SOLUZIONI ALTERNATIVE
COORDINAMENTO RIFIUTI / ZERO, TOSCANA COSTA
LA pubblicazione dei dati relativi al trattamento dei rifiuti nella Regione Toscana scatta una fotografia impietosa di una gestione dei rifiuti fallimentare e antiecologica.
Una raccolta differenziata al 36% è del 9% sotto al minimo di legge, ed è cresciuta di soli 3 punti negli ultimi 4 anni, a fronte di un limite di legge che dal 2012 sarà al 65%. Come potrà quindi crescere nei prossimi tre anni dei 30 punti necessari? Notizie ancora peggiori sulla riduzione della produzione, primo e irrinunciabile anello della catena: non solo non sono mai state adottate politiche serie ma neppure mai pensate, portando la Toscana ad essere la regione con la maggior produzione pro-capite.
Sul piano impiantistico poi, gli impianti esistenti in Toscana per riuso, recupero e riciclo sono pochi e sottodimensionati già rispetto ai livelli attuali di raccolta differenziata, al punto che molti Comuni sono costretti a mandare fuori regione le materie prime recuperate: ci sarebbe quindi una grande richiesta di questi impianti. Purtroppo si continua a incentivare la riduzione della materia mediante l’uso del fuoco, semplicemente ribattezzando con nomi fantasiosi impianti che ripropongono la stessa ricetta: bruciare i rifiuti, sprecando energia e ricchezza che potremmo ottenere con trattamenti di recupero meno costosi e già operativi in molte situazioni. Oppure si finanziano progetti altrettanto fantasiosi di raccolta differenziata come le “isole a scomparsa”, anziché concentrarsi sul metodo che si è dimostrato il più efficace in assoluto, in grado di produrre posti di lavoro ma anche di ammortizzare i costi di investimento: la raccolta porta a porta. E’ quindi con stupore che leggiamo le dichiarazioni di soddisfazione dell’assessore regionale Bramerini sulla raccolta differenziata. Riteniamo che quando si assuma un incarico e il risultato di questo impegno sia di molto al di sotto del limite minimo di legge, ci sia piuttosto da chiedere scusa agli elettori. Nel caso specifico il fallimento è di tale portata da dover prendere in considerazione le dimissioni.
Leggiamo inoltre di continui richiami a una politica “del fare”, a un “partito del sì” volto a contrastare una cosiddetta “politica del no”: però non viene detto che il vasto movimento dei comitati di cittadini non si è limitato ad opporsi a scelte che distruggono l’ambiente e la salute ma, avvalendosi di esperti di fama nazionale e internazionale e colmando almeno in parte il vuoto progettuale delle istituzioni, ha presentato più volte progetti e prospettive concrete che già funzionano in molte parti del mondo e che non richiedono né nuovi inceneritori né nuove discariche.
Gli esempi ci sono e le eccellenze in questo senso sono anche in Toscana, ma questi richiami sono rimasti inascoltati. Rivendichiamo il fatto che oggi è proprio questa vasta rete di comitati e associazioni di cittadini a rappresentare il “fronte del sì” per una corretta gestione della cosa pubblica, difendendo l’interesse collettivo contro la voracità dei gruppi affaristico-finanziari, portati per definizione a pensare solo al profitto, e quindi molto interessati ai contributi previsti a vario titolo (e in contrasto con le direttive europee) per l’incenerimento.
Ricordiamo infine che nell’agosto 2005 la giunta regionale approvò una delibera di impegno che stabiliva il raggiungimento di una riduzione del 15% dei rifiuti prodotti in Toscana entro il 2010 (con dato di riferimento al 2003) e il raggiungimento di una raccolta differenziata del 55% sempre entro tale data: che fine hanno fatto questi impegni? Per questi motivi chiediamo un incontro pubblico al presidente Martini e all’assessore Bramerini, per rendere conto ai cittadini degli impegni non mantenuti e per iniziare una buona volta ad ascoltare la voce delle associazioni di cittadini che in tutta la Toscana hanno idee e progetti innovativi, dimostrando di volere veramente una “politica del fare e del sì”
fonte: http://www.provincia.grosseto.it
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http://www.youtube.com/watch?v=PEbgHUTF01s
seconda parte
http://www.youtube.com/watch?v=J5B1cGGx3eo&feature=related
COMUNICATO STAMPA N° 18 DEL 02 OTTOBRE
La “Parata degli Ignoranti” (quelli che ignorano…. ma che devono parlare).
La parata di quelli che non sanno e non vogliono sapere, ma parlano perché qualcuno glielo ha chiesto. Chi? Scarlino Energia? L’Assessore all’Ambiente della Regione ed i suoi consiglieri? Frange politiche legate alle lobby dell’Incenerimento? Non sappiamo con certezza chi in particolare, ma pensiamo che nella spinta al <Coro>, questi soggetti ci siano tutti. E così, mentre la Commissione Speciale del Consiglio regionale della Toscana, dopo aver visitato il Centro di Riciclo di Vedelago afferma che "La Toscana deve ripensare il proprio sistema" (articolo) , nel <Coro> straparlano alcune Associazioni di categoria, i Sindacati, il Cispel per bocca del suo direttore. La costante è sempre la solita: da questi soggetti solo una informazione distorta, orientata, terrorizzante che, partendo da concezioni ANTICHE sul problema Rifiuti (Diglielo anche tu Obama!), si basa su argomentazioni che denotano l’Ignoranza di chi scrive e che, concettualmente abituato a facili e dovute autorizzazioni, non accetta procedure rigorose. Ci riferiamo al De Girolamo ed a coloro che danno per scontata un’autorizzazione per un Inceneritore, anche in caso di elusione dei vincoli legali ed iter procedurali; in questi casi, le autorizzazioni possano, invece, essere anche revocate. Questo è esattamente quanto denunciato dal nostro Comitato, dai Comuni di Follonica e Scarlino ed ora, dopo verifiche, a conoscenza anche della Provincia. Quella data alla V.I.A., non è un’Autorizzazione! L’iter è infatti proseguito dopo con la Valutazione d’Incidenza, fatta successivamente, al di fuori della procedura!
Ancora oggi, a Firenze, si pensa “alle Maremme” come qualche secolo fa, quando si costruivano galere per i reprobi del Granducato sulle isolette del lago Prile e si sfruttava il territorio senza preoccuparsi della Gente che lo abitava; ora ci si vuole portare i Rifiuti!
E’ incredibile poi, come i Sindacati, alla ricerca di un facile e demagogico consenso sulla occupazione, restino <fuori> dal problema: dilatano i numeri degli addetti e non capiscono quanto sia difficile, per un lavoratore, accettare quel <pezzo di pane> con la paura che possa essere <avvelenato> e sperare che non capiti a lui di ammalarsi. Non sanno di cosa parlano e si affidano a battaglie pregiudiziali ed ideologiche: vorremo che il sig. Cerretti ci spiegasse come, il turismo possa danneggiare il territorio e perché parli di contestazione dei controlli di Arpat ed Asl: nessuno li ha contestati, semplicemente perché non sono stati mai fatti! Noi abbiamo le prove che nessun controllo significativo è stato condotto sull’Inceneritore fino a luglio; gli invieremo il Rapporto su queste verifiche, che abbiamo realizzato incontrando tutti i responsabili degli Enti Controllori. Se leggerà quel dossier, distribuito ad Enti e Amministrazioni, scoprirà un altro mondo! E’ evidente che si parla troppo per sentito dire; consigliamo di dedicare più tempo allo <studio> delle alternative, si scoprirebbe allora quanti posti di lavoro, <SANI>, ci sarebbero in più. Mentre confermiamo il Cerretti, con merito, nel <Coro degli Ignari> insieme al Centenari, De Girolamo ed altri, chiediamo perché i Sindacati non abbiano alzato la voce per i posti di lavoro svaniti nella Scuola. Ne è passato di tempo, da quando il Sindacato manteneva la giusta distanza dalle aziende.
Il Comitato per il NO all’Inceneritore di Scarlino
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PETIZIONE NAZIONALE PER LA RIDUZIONE ED IL RICICLO TOTALE DEI RIFIUTI E LA MESSA AL BANDO DEGLI INCENERITORI
- Direttive Europee: primo ridurre e riciclare i rifiuti. Incenerimento non è riuso né riciclo
- Inceneritori di RSU non sono centrali termoelettriche
- La separazione meccanica non funziona
- Se si brucia carta, plastica e legno, si vanificano le raccolte separate. C'è bisogno di riciclare la carta invece di importarla
- Inceneritori e riciclo sono due scelte alternative: la Germania lo dimostra
- Dai camini degli inceneritori esce la peste del 2000
- Le ceneri sono un quarto dei rifiuti inceneriti, vanno in discariche più pericolose e più costose
- La “convenienza economica” dell'incenerimento è una truffa pagata con le nostre tasse
- Verso “Rifiuti Zero” con la raccolta differenziata “porta a porta” Verso “Rifiuti Zero”: paghi meno chi fa meno rifiuti
approfondisci sul sito
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Video "Civiltà bruciata" del 2007
anche se un po datato, fa riflettere sul mondo dei rifiuti
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CARA CGIL
scrivo sinteticamente queste poche righe per comunicarvi , come iscritto, il mio forte dissenso riguardo la posizione che , leggendo il TIRRENO del 25/5/2009 pag. VII di GROSSETO, è stata da Voi presa riguardo la questione dell’ “Inceneritore “ di Scarlino .
Sono circa 30 anni che identifico la CGIL con il sindacato che, con alti e bassi , condividendo più o meno ( a volte con lo stomaco arrotolato in gola ) le posizioni prese, salvaguarda la mia dignità di cittadino lavoratore che ha diritti e doveri ; ciò andando sempre oltre la mera rivendicazione di aumenti salariali e la difesa ad oltranza , fuori da ogni giusta e saggia motivazione , del posto di lavoro .
Infatti, giustamente , ritengo che il diritto a mantenere il proprio posto di lavoro non deve in nessun modo passare avanti a scelte sociali che coinvolgono la salute , la dignità , l’ integrità psico-fisica del lavoratore stesso e gli interessi più generali della comunità .
Il mio sindacato deve considerare “sacro” il posto di lavoro di ogni cittadino e per esso prendere posizione e lottare , anche duramente, però solo se ciò non comporta dei danni,dei problemi seri alla società tutta , compresi gli stessi lavoratori.
E invece , la posizione che il mio sindacato ha preso nei confronti della questione “Inceneritore di Scarlino “ mi sconcerta , e mi sconcerta ancora di più la motivazione per cui , nel modo più tranquillo e semplicistico , è favorevole al mantenimento dell’ inceneritore in questione : In gioco 120 posti di lavoro - Non contrari a bruciare i rifiuti, occupazione da tutelare .
Questo è il titolo dell’ articolo, dove poi leggo : - ….la salvaguardia della salute dei nostri lavoratori/ cittadini e quella più in generale della collettività è anche un nostro impegno prioritario in tutte le sedi ……..
Chi parla nell’ articolo dimostra di farlo come quei cittadini che purtroppo non sono a conoscenza degli interessi economici, degli intrighi clientelari , dello sperpero di soldi pubblici che ruota intorno a tutto quello che interessa i “ RIFIUTI” e che va oltre l’ interesse di mantenere i posti di lavoro .
Come è dimostrabile nei luoghi dove è stata fatta la scelta di non bruciare i rifiuti , i posti di lavoro nell’ ambito del TRATTAMENTO dei rifiuti sono aumentati . Non sono però aumentati i profitti dei soliti nomi che tengono in mano il mondo dell’ incenerimento dei rifiuti .
Dal punto di vista dell’ economia e della tutela dei posti di lavoro questa posizione tenuta da CGIL è ben criticabile , come lo è per quello che riguarda la salute e la sua tutela .
Non si può considerare così superficialmente il problema dell’ incenerimento nei suoi vari aspetti : raccolta rifiuti - preparazione di esso per renderlo combustibile – problemi derivanti dalla sua combustione – i problemi di combustione di tale combustibile – la grande quantità di rifiuti della loro combustione – conseguente problema del loro smaltimento . Lo sa chi parla nell’ articolo, a nome della CGIL, che, ad esempio , è stato tolto dalla distribuzione il latte prodotto nelle zone intorno all’ inceneritore di Brescia (ritenuto all’avanguardia nel mondo) perché conteneva diossina?
L’ alternativa agli inceneritori , a fronte degli innumerevoli vantaggi che può comportare , dovrebbe essere vista con un solo problema da risolvere : essere capaci o meno di cambiare i compiti attuali dei lavoratori ed utilizzarli in modo diverso .
Un sindacato che :
- Ragiona in modo miope soltanto in termini di mantenimento ad ogni costo dei posti di lavoro , senza pensare ad alternative che li farebbero addirittura aumentare
- Vede il “ rifiuto “ come una cosa di cui purtroppo ci si deve liberare ad ogni costo, e non come una risorsa in più sia di materie che economica
- Pensa a mantenere il trattamento dei rifiuti nel monopolio dei soliti poteri economici e non lo vede come una alternativa per distribuire a più figure nel territorio una risorsa in più
Beh !! questo non è il mio sindacato .
Qui è in ballo il futuro mio e dei miei posteri . Non voglio dare il mio assenso a chi, non so per quali veri motivi, vuole mantenere le cose così come stanno .
Sto seriamente pensando di riconsegnare la mia tessera di iscritto alla CGIL , sapendo si! che sono solo una gocciolina di un recipiente molto capiente , ma sapendo anche che goccia dopo goccia , se non si tappa il foro , il recipiente si svuota .
Grosseto, 26/09/2009
Zenobio Leonardo Fanciulli
Insegnante iscritto alla CGIL-FLC
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COMUNICATO STAMPA N° 17 DEL 25 SETTEMBRE
Salute, Posti di lavoro e V.I.A.
Apprezziamo e rileviamo un miglioramento nella posizione del Sindacato, quando parla di raccolta differenziata, selezione e compostaggio. Manca ormai solo di sostituire l’incenerimento di quello che resta, dannoso anche per la salute degli stessi lavoratori, con un impianto (esistente a Vedelago TV) che trasforma tutto il resto in una “sabbia sintetica” normata UNI, già utilizzata per realizzare manufatti di vario tipo ed in sostituzione della sabbia di fiume nell’edilizia. Rispondiamo così a chi ha sempre rifiutato un incontro-confronto sull’argomento e che denuncia ancora, ci dispiace dirlo, approssimazione e miopia.
Sull’approssimazione: il personale che lavora all’Inceneritore supera di poco le 40 unità; gli altri sono lavoratori dei Laboratori e del TAS (imp.tratt.acque) che svolgono l’attività anche per Solmine e Tioxide; in assenza dell’Inceneritore, continuerebbero ad esserci comunque.
Sulla miopia: La raccolta differenziata dei rifiuti, insieme agli impianti alternativi all’Inceneritore, creano più occupazione e garantiscono la salute dei lavoratori, anche di quelli che operano in altre unità operative vicine. Il problema della Insalubrità dell’Inceneritore, inoltre, questo è da tenere in grande evidenza, scoraggia l’insediamento di altre aziende sul territorio. Chi dovesse decidere un investimento per realizzare un’azienda, secondo voi, potendo scegliere, l’andrebbe a collocare al Casone o al Madonnino? Provate a chiedere ai lavoratori delle altre aziende del Sito, ai medici di famiglia o della medicina del lavoro, cosa pensano di quell’impianto. La sua presenza costituirebbe inoltre un forte elemento ostativo per l’insediamento, lo sviluppo di aziende nel settore agricolo e turistico, attualmente, assi strategici della nostra economia e del mercato del lavoro.
In questi giorni, sulla Conferenza dei Servizi per l’AIA alla Scarlino Energia, hanno scritto tutti i soggetti coinvolti, con reazioni ed argomentazioni di vario tipo. Come Comitato, abbiamo
apprezzato moltissimo la relazione presentata dal Comune di Follonica e molte osservazioni di enti tecnici della Provincia; speravamo in un comportamento più responsabile da parte del Comune di Scarlino che, di fatto, non ha presentato osservazioni, ma solo una “richiesta di chiarimenti”; ne il Sindaco ha espresso osservazioni sugli aspetti sanitari che gli competono per legge. Questo atteggiamento ha alimentato il fuoco di chi non crede alla buona fede del Bizzarri e lasciato senza commento il nostro Comitato. Riteniamo tuttavia che in questo momento, attuando quanto votato in Consiglio Provinciale, sia urgente procedere all’annullamento della V.I.A. Sostenuti proprio dall’adozione di quell’Atto d’Indirizzo, nei giorni scorsi, per scritto, abbiamo sollecitato, alla Provincia, un pronunciamento definitivo sul Ricorso Amministrativo che il Comitato per il NO, ha presentato il 9 luglio.
Il cambiamento dei vertici all’interno del settore Ambiente sono, infine, di buon auspicio: non ci interessano vendette, ma siamo contenti che qualcuno “vada”; ben vengano quindi nuovi responsabili e anche tecnici esterni, che possano contribuire ad un esame qualificato e completo anche dello “stato” del territorio e dell’impianto.
Il Comitato per il NO all’Inceneritore di Scarlino
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COORDINAMENTO DEI COMITATI E ASSOC. AMBIENT. PROV. DI GR, FORUM AMBIENTALISTA REGIONALE, ITALIA NOSTRA, WWF
La conferenza dei servizi di lunedì sull’AIA all’inceneritore ha portato alla luce questioni di primaria importanza per i cittadini scarlinesi e follonichesi che nel gioco mediatico degli interessi privati e della politica di mestiere negli ultimi anni son stati taciuti. Grazie alla relazione del
Ultimo aggiornamento: 2010-02-06
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