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«TUMORI IN AUMENTO». Allarme dal Tar: "Dati da verificare - luglio 2017

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Comunicato Stampa del 13 Novembre 2017.

La settimana scorsa abbiamo assistito ad un dibattito sulla stampa tra i Sindaci di Follonica e di Scarlino, da un lato, e le rappresentanze sindacali dei lavoratori dell’inceneritore di Scarlino, dall’altro, i quali, giustamente preoccupati per il prolungato fermo dell’impianto, lamentavano di essere stati lasciati soli.

Ma da tale dibattito, per i toni usati, non sembra che finora siano state indicate delle soluzioni capaci di dare una prospettiva certa ai lavoratori. Men che mai hanno saputo offrirla i Sindacati che paiono non aver imparato niente sotto il profilo legale come economico, ambientale come sanitario,  e continuano ad affidarsi, più che a vere soluzioni alternative, all’influenza politica dei proprietari dell’impianto. Trascurando, fra l’altro, le note vicende giudiziarie che hanno coinvolto i vertici dell’ATO Rifiuti, di Sei Toscana e dei responsabili tecnici del Comune di Grosseto, e messo in discussione anche gli storici appoggi in Regione Toscana sulla scelta dell’incenerimento.

Anche a Firenze, dopo diversi decenni, sembra che si siano accorti che  con l’incenerimento non si chiude affatto il ciclo dei rifiuti, ma lo si allunga pericolosamente in atmosfera e senza convenienza economica.

Noi, che da almeno un decennio abbiamo anticipato le alternative all’occupazione, verso le quali faticosamente si stanno orientando le comunità locali (si veda la diffusione delle raccolte porta a porta dei rifiuti nei Comuni della zona nord), scontrandosi con la cattiva gestione dell’ATO Rifiuti, torniamo a fare una proposta operativa in pochi punti per dare una risposta positiva e realistica ai lavoratori, senza avere la pretesa di inventare nulla ma, come per il passato, copiando quanto già realizzato altrove:

1- i lavoratori dovrebbero chiedere alle loro rappresentanze sindacali provinciali di spendersi in qualcosa di veramente utile, quale un progetto di massima di investimento e di riconversione sugli impianti delle Strillaie e del Casone per il riciclo e la valorizzazione delle raccolte di qualità dei rifiuti. Le strutture sindacali provinciali hanno la possibilità di predisporre in tempi brevi tale studio, che per essere economicamente valido nelle quantità di rifiuti da trattare e nelle dimensioni impiantistiche, necessita di avere il riferimento ad un bacino di utenze provinciale.

2- i Sindaci dei Comuni della zona nord dovrebbero impegnarsi a portare tale progetto di massima in sede della rinnovata Direzione tecnica e politica dell’ATO rifiuti, puntando ad avere un peso decisionale concreto e di ottenere un progetto esecutivo in tempi rapidi.

L’esperienza di altri contesti dimostra che nell’arco di un anno, laddove ci sia davvero la determinata e congiunta volontà politica e sindacale, è possibile realizzare un sistema in grado di incrementare l’occupazione nel settore del recupero di materie dai rifiuti urbani, in dimensioni tali da assicurare un’alternativa seria, credibile e concreta agli attuali lavoratori della Scarlino Energia.

 

Comitato per il No all’Inceneritore di Scarlino

 

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Inceneritore, il Tar boccia il nulla osta della Provincia. «Le nostre preoccupazioni erano fondate» novembre 2017

Il Tar ha bocciato il nulla osta della Provincia sull’impianto di Scarlino Energia. Il provvedimento era stato rilasciato dall’amministrazione provinciale di Grosseto nell’agosto del 2013 dopo che l’impianto del Casone si era fermato nel mese di maggio dello stesso anno.

La sezione seconda del tribunale amministrativo regionale ha così accolto il ricorso del Comune di Follonica con la sentenza numero 1297 del 2017. In questo modo ha annullato la determinazione dirigenziale numero 2454 del 2 agosto 2013 del dirigente dell’area “Ambiente e Conservazione della Natura – Dipartimento Sviluppo sostenibile della Provincia di Grosseto”, con la quale era stata concessa  formale autorizzazione al riavvio  dell’impianto dell’inceneritore di Scarlino,  dopo il fermo disposto in conseguenza del rilievo Arpat del maggio 2013 di sforamento dei limiti di emissione delle diossine previsti nell’A.I.A. (Autorizzazione integrata ambientale), rilasciata nel 2012  (anch’essa impugnata dal Comune con ricorso accolto dal Consiglio di Stato con la sentenza 163/2015).

Il nulla osta al riavvio era stato impugnato dal Comune di Follonica con motivi volti sostanzialmente a censurare carenze  istruttorie  nei procedimenti di autorizzazione al funzionamento dell’impianto in relazione ai dati tecnici ed anche epidemiologici evidenziati dal proprio consulente.

Dopo un excursus sul contenzioso che ha interessato le autorizzazioni al funzionamento dell’impianto in questione rilasciate dalla Provincia di Grosseto dal 2008 ad oggi, il TAR ha motivato l’interesse attuale a giungere ad una decisione, disattendendo sul punto le eccezioni e deduzioni della  Provincia di Grosseto e dalla Società Scarlino Energia costituitesi in giudizio, sul presupposto che in virtù di detto nulla osta  l’impianto ha  operato dal 2013 al 2015-

Il Tar ha motivato poi l’accoglimento del ricorso – secondo il meccanismo dell’invalidità derivata –  sulla base del quadro concettuale ed effettuale derivante dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 163/2015 di annullamento dell’A.I.A. del 2012,   in conseguenza di rilevati vizi nell’operato della Provincia di Grosseto di difetto di istruttoria per non aver convenientemente disaminato e considerato lo stato di salute delle popolazioni coinvolte e le condizioni dei corpi idrici presenti nell’area interessata dallo stabilimento in questione.

Il Tar ha evidenziato  ancora che “Pertanto, a fronte delle numerose e documentate circostanze di sforamento dei vari valori di riferimento perl’inquinamento, sia dell’aria che dei corpi idrici presenti in loco, l’affermazione di carattere generale del soggetto proponente l’iniziativa (secondo la quale “nella sostanza non verranno apportate sostanziali modifiche ai processi degli impianti come attualmente configurati”…) ….doveva essere seguita da una specifica attività istruttoria, in ordine agli effettivi agenti inquinanti già presenti e alla potenziale incidenza che su di essi si sarebbe potuta riscontrare a seguito dello svolgimento dell’attività, oggetto delle istanze della società …”

«Ancora una volta il Tribunale amministrativo conferma le nostre preoccupazioni e le nostre ragioni di contrarietà ad un impianto estraneo al territorio” sottolinea il sindaco Andrea Benini. “La nostra opposizione all’inceneritore non è mai stata ideologica ma fondata nel merito di carenze, lacune, contraddizioni, che i diversi livelli di giudizio hanno sempre confermato. Continueremo con caparbietà e decisione il nostro impegno, insieme a tutta la comunità follonichese, anche nel ricorso al Consiglio di Stato rispetto alle ultime autorizzazioni e a lavorare seriamente per costruire alternative concrete al modello-inceneritore».

 

dasl sito: https://www.ilgiunco.net/2017/10/31/inceneritore-il-tar-boccia-il-nulla-osta-della-provincia/

 

 

 

 

 

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Lettera aperta agli Amministratori del Comune di Follonica (13 ottobre 2017)

 

Sappiamo che l’Amministrazione comunale di Follonica ha compiuto molti atti concreti e importanti a difesa del suo territorio e nulla abbiamo da rimproverarle  nella vicenda che ci vede impegnati, assieme ad una parte significativa della popolazione, per proporre e vedere realizzata un’alternativa all’incenerimento che sia più valida, più efficace e socialmente sostenibile.

Affronteremo per la quarta volta il Consiglio di Stato, ci auguriamo con il concorso autonomo dei Comuni di Follonica e Scarlino, per annullare una quarta  autorizzazione rilasciata al funzionamento dell’inceneritore di Scarlino. Già questo fatto: il ripetersi di atti, poi annullati dalla Magistratura, denuncia da solo lo scarso rispetto della legalità da parte di alcune realtà politiche regionali.

Ma quello che più ci preoccupa è la difficoltà a far decollare in questa provincia l’alternativa all’incenerimento, cioè la raccolta differenziata di qualità e il recupero di materie, che come abbiamo più volte dimostrato sulla base di realtà già operanti da molti anni in altre province, produrrebbe più occupazione, riducendo le tariffe e migliorando l’ambiente.

Il Presidente[1] attuale di SEI Toscana alla domanda su qual è il sistema di raccolta differenziata più efficace, risponde: “Si sente spesso parlare di cassonetti intelligenti, postazioni ecologiche ad alta tecnologia, postazioni interrate, microchip in mastelli e codici a barre nei sacchi del porta a porta: tutti strumenti indubbiamente utili, ma che hanno costi in alcuni casi non sostenibili, specialmente per i comuni più piccoli”. Il sindaco Termine[2], che svolge un ruolo molto importante in provincia, afferma: “Bisogna dire con chiarezza che la raccolta differenziata costa e non poco...per cui bisogna trovare le strategie per abbattere i costi da altre parti….i costi si riducono avendo gli impianti”. Ma se non si modifica la Convenzione con Le Strillaie, che vincola i Comuni della provincia fino al 2040 a conferire la stessa quantità di indifferenziato, non ci sarà mai l’ offerta di materie recuperabili e se non c’è l’offerta non c’è la convenienza economica a costruire gli impianti. Termine arriva ad affermare2 che: “Questo comporta che all’aumentare della raccolta differenziata aumentano i costi per i cittadini, perché diminuiscono i rifiuti da mandare agli impianti di smaltimento”, quando invece è il contrario in tutto il resto dell’Italia.

Eppure non solo noi affermiamo il contrario: il sedicesimo Rapporto Rifiuti Urbani del Ministero dell’Ambiente[3] afferma, quanto già certificato da anni:“I risultati dell’indagine mostrano che, per tutte le classi di popolazione analizzate, all’aumentare della percentuale di raccolta differenziata, alla quale è legata una diminuzione importante della quantità di rifiuti pro capite smaltiti in discarica ed un aumento generale della percentuale di rifiuti avviati al trattamento meccanico-biologico, diminuisce il costo totale pro capite annuo.”

Possibile che questi amministratori provinciali non sappiano che, oltre ai costi della raccolta, ci sono anche le mancate spese di smaltimento, le quali vanno a ridurre i costi totali, come pure la vendita delle materie raccolte, che vanno anch’esse a ridurre i costi complessivi delle differenziate?

Allora auspichiamo che le Amministrazioni più consapevoli e informate, come quella di Follonica, facciano valere la verità, raccontata dai fatti ormai storici, ma sicuramente anche contemporanei, registrati annualmente dal Ministero dell’Ambiente, sia nell'assemblea ATO che nelle sedi provinciali e regionali, apparentemente meno informate e illuminate.

 

Per il Comitato per il NO

Roberto Barocci, membro del direttivo



[1] Notiziario ARPAT del 12 ottobre 2017 in :

http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2017/156-17/la-gestione-dei-rifiuti-nellato-sud-risponde-sei-toscana

 

[2] Il Tirreno del 7 ottobre 2017 “Rifiuti, la cura Termine per gli impianti”

[3] Rapporto ISPRA 2016, Capitolo 5.5 ANALISI DEI COSTI IN FUNZIONE DELLA GESTIONE DEL RIFIUTO, pagina 184. Scaricabile da:

http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/RapportoRifiutiUrbani_Ed.2016_n.251_Vers.Integrale_ErrataCorrige.pdf

 

 

 

 

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CENA SOCIALE DI AUTOFINANZIAMENTO
VENERDÌ 13 OTTOBRE, ORE 20, RISTORANTE IL BOSCHETTO (PRATORANIERI)
Cari amici
come tutti sapete dopo che la Regione Toscana aveva dato parere favorevole alla riapertura dell'Inceneritore, il Comitato del NO (insieme ad altri soggetti, tra i quali i Comuni di Follonica e Scarlino) ha fatto ricorso al TAR, che lo ha parzialmente accolto.
In questo momento l'inceneritore è fermo, oberato da una montagna di debiti e da prescrizioni che NON sono così semplici da ottemperare... ma è pur sempre un impianto che potrebbe far gola a molti soggetti, visto le centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti (solidi e liquidi) che potrebbe trattare e che sarebbero, secondo gli esperti di settore a cui ci appoggiamo, NON sostenibili ambientalmente dalla nostra piana già così gravemente compromessa.
Per cui se necessario dovremmo ancora una volta ricorrere al Consiglio di Stato, sarebbe la quarta volta, caso unico in italia, dopo tre sentenze a noi favorevoli. Ma lor signori che pretendono di essere garanti della legalità non si vergognano.
In questo momento il Comitato deve avere forza numerica e finanziaria per poter andare avanti non solo nei ricorsi ma anche nelle proposte di rivisitazione del ciclo dei rifiuti che coinvolga i lavoratori di Scarlino Energia (ad oggi ancora in balia degli eventi e senza nessuna prospettiva futura da parte di chi doveva tutelare il loro futuro).
Vi invitiamo perciò ad essere presenti alla cena sociale, VENERDÌ 13 OTTOBRE, ORE 20, ristorante il Boschetto (Pratornaieri), un incontro che servirà per ritrovarci, informarci ma ANCHE per autofinanziarci perché le cause costano e tanto, e noi NON abbiamo banche (e debiti) che ci sostengono.
Abbiamo solo voi, e voi solo.
Ci sono circa 70 posti per cui è importante prenotarsi ai numeri telefonici sotto riportati:
Telef. - 0566 42048 - 328 2249039 - 335 353312.

 

 

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dal sito: http://www.comune.follonica.gr.it/rassegna_stampa/stampa_testo_articolo.php?id_com=125030

giovedì 13 luglio 2017

«TUMORI IN AUMENTO». Allarme dal Tar: "Dati da verificare"

APPROFONDIMENTI.

Una parola che lascia poco spazio alle interpretazioni. E se questi approfondimenti riguardano la salute umana allora c’è poco da scherzare. E’ quello che devono aver pensato i giudici della seconda sezione del Tar della Toscana quando nelle quarantotto pagine della sentenza, hanno analizzato i ricorsi dei comuni di Follonica e Scarlino (insieme alle associazioni e ai comitati ambientalisti) contro le autorizzazioni rilasciate all’inceneritore di Scarlino, date dalla Regione Toscana il 12 di ottobre del 2015.

Un altro capitolo della lunga serie di ricorsi su quell’impianto osteggiato da tutti (a parte la Regione e l’azienda che lo gestisce) si chiude quindi un enorme punto interrogativo. Che se da una parte «boccia» di fatto il funzionamento dell’inceneritore, dall’altra lo assolve sulle presunte «lacune tecniche» che la struttura lamenta da tempo.

Anche solo per i due anni di stop forzato. Ma tant’è. Quello che deve essere necessariamente accertato, come hanno anche sottolineato i sindaci di Follonica e Scarlino, sono le indagini che hanno rilevato un «notevole aumento di determinate forme tumorali nella popolazione – si legge nelle motivazioni della sentenza dei giudici – come dimostra lo studio a cura di Ispo e Asl 9 di Grosseto, il quale conclude che la mortalità e la morbilità di alcune patologie potrebbero essere in parte ascrivibili a esposizioni di tipo ambientali.

Questo – proseguono i giudici – avrebbe dovuto indurre l’amministrazione a proseguire l’istruttoria per verificare se esista o meno un nesso eziologico tra tale fenomeno e la presenza dell’impianto in questione. Sotto questo profilo l’istruttoria risulta carente e deve essere colmata». Ma non solo. I giudici hanno affrontato anche il problema delle possibili «difficoltà materiali che si sono paventate».

«Nell’effettuare tale operazione – proseguono i giudici – non può giustificarne l’omissione poiché il bene salute della popolazione va massimamente tutelato e l’impianto può funzionare solo laddove si riesca ad escludere, quantomeno in termini di ragionevole probabilità, che abbia un ruolo nella verificazione dell’aumento di patologie tumorali. Il principio di precauzione impone infatti che in caso di rischio di danno grave o irreversibile, l’assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire motivo per differire l’adozione di misure adeguate ed effettive, anche in rapporto ai costi, atte ad evitare il verificarsi del danno».

 

 

 

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Comunicato Stampa del 01 marzo 2017

BONIFICHE

 

Dopo più di un decennio di negligenze e d’ingiustificabili contrattempi, nel 2015 è stato approvato il progetto per la realizzazione della bonifica delle falde idriche del Padule di Scarlino. Un progetto di grande importanza per l’ambiente, l’economia del territorio e la salute dei cittadini.

Con preoccupazione apprendiamo, però, dai giornali che tale progetto di bonifica potrebbe subire un arresto a causa del defilarsi di Scarlino Energia dai suoi impegni e responsabilità.

Riteniamo la notizia, se sarà confermata, un atto gravissimo che rischia di rendere vani anni di sforzi e tentativi per bonificare un sito la cui sottovalutata pericolosità e la gestione dissennata degli scarti di lavorazione industriale, ne hanno fatto una discarica di veleni micidiali che mette a grave rischio la salute degli abitanti della piana e l’economia di centinaia di aziende che su agricoltura e turismo hanno investito per il loro futuro.

Arsenico, vanadio, cromo, mercurio presenti nella falda sono, per la maggior parte, a livelli ben al disopra dei limiti di legge consentiti e l’acqua di falda, che arriva pura alla piana, se ne arricchisce, caricandosi di inquinanti che porta poi nel nostro mare e nella catena alimentare.

Questo è inaccettabile, va sanato e va sanato a cura e carico dai responsabili.

Il comitato per il NO all’Inceneritore di Scarlino ha seguito con i suoi iscritti le varie conferenze dei servizi che istituivano un percorso condiviso con le aziende per le bonifiche. Un percorso articolato, lungo nel tempo e complesso, su cui abbiamo talvolta espresso alcune perplessità, prima tra tutte la non totale individuazione ed eliminazione delle fonti di inquinamento. Ma lo consideravamo pur sempre qualcosa di positivo, una presa d’atto da parte delle Amministrazioni della realtà, un’ammissione di responsabilità o coinvolgimento nel processo di bonifica delle aziende, un processo virtuoso che avremmo potuto monitorare e migliorare nel tempo.

Oggi che anche questo sembra venir meno, chiediamo ai sindaci di Scarlino e di Follonica di far sentire forte e chiaro il loro dissenso, di far valere i loro diritti e farsi interpreti della preoccupazione della cittadinanza, presso le sedi istituzionali, Regione Toscana in primo luogo, ed i parlamentari rappresentanti della Maremma, affinché portino nelle commissioni ambiente di Camera e Senato l’annosa questione delle bonifiche della piana.

E’ intollerabile che la pur tardiva soluzione a quest’ annosa vicenda che tante sofferenze e danni, taluni irreparabili, ha portato ed ancora porterà a questa comunità, venga ulteriormente procrastinata.

L’intera popolazione della piana di Scarlino ha già fin troppo pagato sulla propria pelle, gli errori e le negligenze di un’industria e di una pregressa classe politica che hanno guardato ai propri interessi indipendentemente da ciò che accadeva alla salute dei cittadini ed all’ ambiente.

Comitato del NO all’Inceneritore di Scarlino

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dal sito: http://sit.comune.follonica.gr.it/rassegna_stampa.pdf

 

LA NAZIONE - Mercoledì 1 febbraio 2017

QUEL CRACK DELL'INCENERITORE DI SCARLINO. CI SONO SEMPRE GLI STESSI ATTORI SULLA SCENA

L’ALTRA INCHIESTA I CONTI IN ROSSO DELL’AZIENDA GROSSETANA

MANEGGIANO milioni, ma i bilanci fanno acqua.
Erano in rosso anche i conti della Scarlino, la società che gestiva l’inceneritore per cui la procura di Grosseto ha aperto un fascicolo (le indagini sono state recentemente prorogate) per bancarotta.

Tra gli indagati ci sono molti degli attori di quella che, per i magistrati di Firenze, è stata una colossale asta accomodata per assicurarsi la gestione dei rifiuti nel territorio di competenza della Ato Sud Toscana, presieduta da Andrea Corti, ingegnere e docente all’Università di Siena, al quale sono stati appena revocati i domiciliari.

Nel crack Scarlino riecco Marco Buzzichelli, ad, ora dimesso, di Siena Ambiente (proprietaria anche del 24.5% di Sei Toscana), che della Scarlino era amministratore; c’è pure Eros Organni, qui presidente del collegio sindacale; presente anche Stefano Vigni.

Per capire perché i nomi siano (quasi) sempre i soliti vale la pena dare un’occhiata all’intreccio, neppure troppo complicato, di società che monopolizzano il settore rifiuti nel sud della Toscana.

In Sei Toscana, dove grazie all’acquisto delle quote Coseca ritroviamo Ecolat (11.27%), la quota maggiore (26.8%) è quella di Sta spa, a sua volta proprietaria del 100% di Scarlino holding srl, proprietaria del 65% della traballante Scarlino, che per il resto appartiene a Siena Ambiente (25%) e per il 10% a Gr.Eco, dove ha una poltrona l’ad di Ecolat Canzonetti.

E Sta spa ha anche la maggioranza (40%) di Siena Ambiente, in società con i Comuni della provincia senese.

Ma chi c’è dentro la Sta?

Figurano Uch, srl del gruppo Unieco, e Banca Etruria. Molti dei suoi amministratori sono a loro volta indagati per la bancarotta Scarlino: Giuseppe Pinto, Fabrizio Frizzi, Alessio Ferrabuoi, Marco Turchi (il fratello Luca è sindaco di Scarlino Energia), Marco Monicolini.

 

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Comunicato Stampa del  09 dicembre 2016

MANOVRE E CONFLITTO DI INTERESSI A SPESE DEI CITTADINI


Da molti anni il Comitato per il No all'inceneritore di Scarlino ha consapevolezza e ferma convinzione che in questa Provincia e Regione, riguardo alle scelte sulla gestione dei rifiuti, stiamo assistendo ad un conflitto di interessi piuttosto palese tra le necessità della collettività e quelle di soggetti privati proprietari degli impianti di incenerimento.

I cittadini hanno come priorità la riduzione dei rifiuti, il recupero di materie prime in essi contenute e, di conseguenza, la riduzione del rifiuto indifferenziato. Azioni, quindi, che mirano ad intervenire e migliorare la sfera sanitaria, occupazionale e delle imposte .

Il proprietario di un impianto privato di incenerimento ha come legittima priorità quella di assicurarsi quote costanti ed elevate di rifiuto indifferenziato da bruciare, un rifiuto indifferenziato che abbia al suo interno plastiche, carte e cartoni, ovvero i materiali che permettono di ottenere il potere calorifero necessario al funzionamento dell’impianto. Il proprietario mira quindi a garantire alla sua azienda la produttività necessaria per ottenere un utile.

E’ chiaro che le due realtà, anche se cercassero un accordo “diplomatico”, difficilmente riuscirebbero a trovare modo di coesistere o di perseguire fini comuni.

Una incompatibilità percepita oramai da tempo anche dalle più alte autorità pubbliche nazionali e dalla Comunità Europea, lo dimostra l’emanazione delle nuove Direttive e Leggi riguardanti la sfera della gestione dei rifiuti.

Le recenti notizie riguardo l’inchiesta giudiziaria, che ha coinvolto i vertici dell’ATO rifiuti e il gestore SEI Toscana, fanno ben comprendere che gli interessi economici, come abbiamo più volte fatto presente, sono enormi e che non tengono conto delle necessità e dei problemi dei cittadini e del territorio .

Non ci sorprendono quindi i risultati deludenti di una Raccolta Differenziata poco organizzata (con percentuali bassissime, servizi poco agevoli e tariffe altissime) o l’incredibile Convenzione stipulata nel 2005 dall’allora ATO provinciale dei rifiuti e Unieco che vincola, ancora oggi e fino al 2040, i Comuni della Provincia al conferimento di quote elevate e costanti di indifferenziata all’interno della discarica delle Strillaie, dove stoccare il materiale che verrà poi bruciato negli impianti di incenerimento. Viene logico domandarsi, quindi, se sia una casualità il fatto che  alcune persone che hanno stipulato la Convenzione del 2005 facciano o facessero parte sia del Consiglio di Amministrazione di Scarlino Energia (azienda che gestisce l’impianto di incenerimento di Scarlino) che di SEI Toscana.

E’ chiaro che all’interno della Provincia e della Regione operano alcuni soggetti che non hanno come priorità gli interessi e la salute dei cittadini.

 

E’ da oltre un decennio che il Comitato, composto da comuni cittadini sensibili al tema, cerca di informare la popolazione attraverso dibattiti, comunicati e conferenze, invitando i massimi esperti a livello mondiale e nazionale tra cui il Dott. Rossano Ercolini, il prof. Paul Connet, la Dott.ssa Gentilini e il Sindaco di Capannori.

Nonostante tutto, alla luce dei nuovi dati forniti da dottori ed esperti preoccupati per la salute dei cittadini e delle recenti inchieste giudiziarie sopra descritte, oggi SEI Toscana conferma[1] che ha in corso “una complessa trattativa da parte della nostra azienda, lontana dall’essere conclusa, per l’acquisizione di quote di una società che ha nel proprio portafoglio anche alcune quote di Scarlino Energia”.

Riteniamo tutto questo inaccettabile.

Un anno fa, quando trapelarono le prime notizie riguardo la possibilità di questo accordo, i cittadini e tutte le forze politiche di Follonica e Scarlino scesero in piazza per far valere il proprio dissenso,  e il Consiglio comunale di Follonica all'unanimità votò una risoluzione contraria a questa ipotesi. E’ quindi a loro oggi che chiediamo di prendere una posizione decisa, netta e chiara per denunciare e risolvere questo macroscopico conflitto di interessi che giudichiamo estremamente pericoloso per l’ambiente, la salute e l’economia della collettività.

Per Il Comitato per il No all’inceneritore di Scarlino

Il presidente

Mario  Monciatti

 

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CONSIDERAZIONI DEL COMITATO DEL NO ALL’INCENERITORE DI SCARLINO SUL REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 4 DICEMBRE.

L’Assemblea del Comitato del NO all’Inceneritore di Scarlino, tenutasi lunedì 14 Novembre,
condivide le preoccupazioni espresse dal documento delle Mamme No Inceneritore di Firenze (www.mammenoinceneritore.org) sulla pericolosità del nuovo articolo 31 (ex-art.117) della revisione Costituzionale che sarà sottoposta a referendum il 4 di Dicembre prossimo.

Dal 1995 il Comitato si batte per la difesa della salute, dell’ambiente e dell’economia degli abitanti del Golfo, una battaglia che ha visto il
volere dei cittadini contrapporsi con gli interessi della Provincia e della Regione Toscana e che ha portato alla vittoria di numerose azioni legali e alla scoperta di diverse anomalie legate all’impianto installato nella nostra area.

Oggi la Revisione Costituzionale potrebbe rendere tali lotte impossibili da combattere, vanificando ogni tipo di mobilitazione.

Il nuovo art. 31, infatti, prevede la cosiddetta “clausola di supremazia”: “
Su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale.”

Tra le altre questa modifica riguarderà: “disposizioni comuni sulla tutela della salute, sicurezza alimentare, … la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionali dell’energia, le grandi infrastrutture e reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale

In pratica,
con l'approvazione della riforma, movimenti, comitati e associazioni locali che stanno combattendo per la tutela della salute e dell’ambiente non avranno più nessun modo di opporsi all’autorità centrale; lo Stato sarà completamente libero di operare in nome di presunti stati di urgenza e di crisi auto-dichiarati, indipendentemente dal volere delle autorità locali e da quello dei cittadini.

Una perdita di autonomia incalcolabile, nessuno si potrà più opporre riguardo a qualsiasi decisione relativa a temi ambientali e territoriali.


E’ l’ultima versione dello "Sblocca Italia"
che definendo le Grandi Opere infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell’ambiente, toglieva a sindaci, comunità locali e alle associazioni e comitati ogni possibilità di opposizione. Lo “sblocca Italia” è stato dichiarato incostituzionale (sentenza n. 7 del 2016) ed ora invece rischiamo di trovarlo inserito addirittura nella Costituzione.

Per questo l’assemblea auspica che, prima di esprimere il loro voto, tutti gli abitanti del Golfo di Follonica si informino e riflettano bene sulle conseguenze che quest’articolo potrebbe avere su una lotta che hanno sostenuto per tanti anni e che, se la riforma sarà approvata, renderà la lotta sicuramente più difficile, se non impossibile.


Riteniamo che i cittadini e le amministrazioni locali, abbiano il diritto di essere coinvolti nel processo decisionale riguardante lo sviluppo del proprio territorio, la salute pubblica e la salvaguardia dell’ambiente che li circonda, diritti fondamentali messi in pericolo dall’approvazione della Revisione Costituzionale proposta con il Referendum del 4 Dicembre.


VOGLIAMO E ABBIAMO IL DIRITTO DI AVERE VOCE IN CAPITOLO SUL NOSTRO FUTURO E SU QUELLO DEI NOSTRI FIGLI.


Comitato del NO all’Inceneritore di Scarlino

 

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Assemblea del Comitato del NO all'Inceneritore di Scarlino. 
Lunedì 14, ore 21 locali del campo di atletica della 167 ovest, Follonica.
Con ordine del giorno

Valutazione impatto della riforma costituzionale sull’azione del Comitato

Cena sociale di autofinanziamento
Situazione ricorso TAR
Varie.

 


 

 

 

 

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Sabato 29 Ottobre, ore 17.00: Falde acquifere e arsenico, la possibile bonifica

I nostri amici dell'ASSOCIAZIONE LAVORO AMBIENTE SALUTE di Scarlino, hanno organizzato un
incontro pubblico, al quale sono invitati cittadini e i sindaci e consiglieri di Scarlino, Follonica e Gavorrano, per discutere sui benefici e sulle problematiche di carattere generale che caratterizzano le bonifiche

 

 

 

 

 

 

 

Per un amico scomparso.

Ancora una volta il comitato del No all’Inceneritore di Scarlino si trova a piangere la prematura scomparsa di chi, con passione ed impegno, lo rappresentava legalmente nella sua battaglia per un ambiente migliore, la salute, la legalità, e  addolorati da questa perdita ci uniamo al dolore della famiglia.
L’avvocato Sergio Nunzi ci era stato vicino, con tutto il suo studio, nella vittoria al Consiglio di Stato del gennaio 2015 e nel nuovo ricorso al TAR contro la VIA /AIA ridata a settembre dalla regione Toscana. 
Ci sarà difficile, molto difficile, scordare la sua presenza alle assemblee o alle riunioni preparatorie il ricorso, anche quando la malattia già mordeva il suo fisico, perché in questi casi è difficile distinguere l’avvocato dal compagno di lotta emotivamente partecipe, e Sergio era l’uno e l’altro. Altre parole non servono. Ci mancherà.

 

***

 

 

 

 

IL COMITATO SI RINNOVA, LA BATTAGLIA CONTINUA.

"Mercoledì 11 maggio è stato un momento importante per la vita del Comitato del No all’Inceneritore di Scarlino, quello del rinnovo le cariche societarie ormai da tempo scadute, ma che erano rimaste operanti per dare continuità alle vicende giudiziarie intraprese con i ricorsi prima al Consiglio di Stato (vinto) e poi al TAR, dopo la nuova AIA VIA concessa dalla Regione Toscana.

L’assemblea di soci e simpatizzanti ha convenuto che la battaglia contro l’Inceneritore è tutt'altro che terminata e il lavoro deve continuare anche con l'apporto di persone, forze ed idee nuove che si integrino con le conoscenze acquisite dal vecchio direttivo ed ha pertanto scelto una strada di rinnovamento nella continuità, confermando all’unanimità il presidente (Mario Monciatti) e quattro consiglieri (Licia Orlandini, Francesco Pierini , Antonino Vella, Giardelli Ubaldo) ed eleggendone tre nuovi ( Sara De Sanctis , Giulio Passarini, Barocci Roberto).

Per tutti, vecchi e nuovi, l’impegno a proseguire un compito che si preannuncia impegnativo.
I ricorsi sono stati presentati, altri ne seguiranno, le cause civili vanno avanti, l’attenzione sulle amministrazioni del comprensorio deve essere mantenuta alta, viste le pressioni interessate che vengono fatte, a vario titolo, per scaricare sulla comunità l’inceneritore e i suoi enormi debiti.

L’assemblea ringrazia infine i consiglieri precedenti per il loro impegno, la lotta ormai pluridecennale è a volte logorante ed il ricambio, perciò, necessario per mantenere alta la tensione.
Le persone passano, ma il Comitato resta così come i sui obiettivi: tutela dell’ambiente, della salute e dell'economia del territorio e per il recupero di materie dai rifiuti."

 

Di seguito il link che riportata la lista delle adesioni:

https://www.facebook.com/events/1238263022850599/permalink/1257674374242797/

 

Il Comitato per il No all’Inceneritore di Scarlino

 

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ASSEMBLEA MERCOLEDI' 11 MAGGIO ORE 21.00

RINNOVO CARICHE DEL COMITATO DEL NO ALL’INCENERITORE DI SCARLINO
(PRESIDENTE E CONSIGLIO DIRETTIVO)

Quello di Mercoledì 11 maggio, ore 21:00, al campo di atletica (167 ovest) di Follonica, è uno dei momenti importanti nella vita di un Comitato, specie di un comitato come quello del NO all'inceneritore di Scarlino, uno dei più vecchi d'Italia a testimonianza di una lotta pluridecennale, a volte logorante, a difesa dell'ambiente, della salute e dell'economia degli abitanti del Golfo di Follonica.
Le cariche istituzionali del Comitato sono scadute e devono essere rinnovate perché la battaglia è tutt'altro che terminata e il lavoro deve continuare con l'apporto, necessario, di persone, forze ed idee nuove
I ricorsi sono stati presentati, altri ne seguiranno, le cause civili vanno avanti, l’attenzione sulle amministrazioni del comprensorio deve essere mantenuta alta, viste le pressioni interessate che vengono fatte, a vario titolo, per scaricare sulla comunità l’inceneritore e i suoi enormi debiti.
Vanno, inoltre, mantenuti e consolidati i contatti e le sinergie con i tanti gruppi toscani e nazionali che lottano contro l’Incenerimento e che si battono per un diverso metodo e soluzione del ciclo dei rifiuti, vanno sviluppati nuovi approcci ed iniziative con i cittadini, i giovani, le associazioni di categoria.... il lavoro è tanto, e c'è perciò bisogno, pur nella continuità, di partecipazione e forze nuove.

Ecco perché chiediamo a tutti i soci e simpatizzanti di tenersi libera la serata di mercoledì 11 maggio ed intervenire all’assemblea.

E’ importante, vi aspettiamo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Si riporta qui di seguito il verbale dell'assemblea del 04 aprile 2016.
In relazione al rinnovo del consiglio direttivo, si invitano i soci, qualora volessero, ad inviare le proprie autocandidature all'indirizzo mail del Comitato entro il 24 aprile p.v.

 

VERBALE ASSEMBLEA COMITATO NO INCENERITORE DI SCARLINO DEL 04 APRILE 2016 E RINNOVO CONSIGLIO DIRETTIVO

Ordine del Giorno

1) Relazione sul ricorso al TAR contro la VIA- AIA all’inceneritore    
Si presentano le conclusioni del ricorso al TAR, ricordando le persone che hanno contribuito con il loro lavoro e impegno a renderlo possibile, puntuale ed esaustivo.        

Si ricordano inoltre le iniziative realizzate dal comito da Settembre 2015 ad oggi, come indice di un lavoro continuo anche se a volte poco evidente. A parte il gruppo di lavoro per la preparazione del ricorso che si è riunito  più volte, vengono ricordati:      
-- La produzione e distribuzione del Libro “No all’inceneritore di Scarlino” con la storia delle           vicende giudiziarie  della lotta del Comitato.  
-- La Manifestazione del 4 settembre 2015 con raccolta firme per petizione alla regione e a Rossi      di uno stop alla VIA /AIA . Alla Manifestazione che portò circa 900 persone in piazza, parteciparono ufficialmente sia il Comune di Follonica che di Scarlino e tutte le forze politiche.

Il comitato in anni di serio lavoro ed impegno è riuscito a creare sensibilità ed informazione sul tema e ad essere tanto credibile da divenire il punto di riferimento e centro di aggregazione di tutte le forze politiche, nessuna esclusa, che oggi sono unite nell’opporsi all’inceneritore .
-- La presenza dei rappresentanti del Comitato a Firenze e Roma alle manifestazioni contro gli    inceneritori e a sostegno della legge rifiuti Zero     
-- La cena Sociale del 23 ottobre    
-- La proiezione del film “Sporchi da Morire” l’8 gennaio 2016

2) Adesione referendum contro l’art. 35 dello Sblocca Italia. 
Roberto Barocci illustra la proposta di aderire come Comitato del NO alla raccolta firme per l’abrogazione dell’Art.35 dello Sbocca Italia che prevede:       
--  che tutti gli inceneritori divengano “insediamenti strategici di preminente interesse nazionale”,
-- che fa cadere
tutti i vincoli di bacino e perciò gli impianti potranno incenerire tutti i generi di Rifiuti ovunque prodotti, non soltanto cioè localmente, ma nell’intero territorio nazionale fino a saturazione del carico termico che per Scarlino Energia equivale a oltre 300.000 ton
-- che prevede inoltre il dimezzamento dei tempi per le procedure di valutazione d’impatto ambientale e di autorizzazione integrata ambientale.

La proposta è approvata dall’assemblea
, ritenendo che questo impegno è possibile perché in accordo con le finalità del Comitato di lotta all’incenerimento e non solo all’Inceneritore di Scarlino.

Per gli altri referendum previsti (trivelle, Jobs act…) che esulano dalle finalità statutarie, l’adesione del Comitato non è possibile .

3) Tempi e modalità del rinnovo delle cariche, presidente e consiglio direttivo.

Il presidente Mario Monciatti ricorda che da tempo il Comitato deve rinnovare le cariche direttive, anche in relazione al fatto che lo stesso Consiglio direttivo è carente di due consiglieri che non sono stati rimpiazzati, ed evidenzia la necessità/difficoltà di trovare persone che si impegnino in maniera durevole ed affidabile.         
Da ciò la decisione dell’assemblea di invitare tutti i soci a presentare entro il 24 aprile le proprie auto-candidature inviando una mail al comitato al seguente indirizzo: comitato@noinceneritorediscarlino.org

Un’assemblea dei soci appositamente indetta nel mese di maggio eleggerà il nuovo direttivo e presidente.

Roberto Barocci al termine dell’assemblea ricorda come la lotta non sia finita e che, nonostante il grande debito (64.000.000€) che pesa sulla società proprietaria dell’inceneritore, gli intrecci societari e politici stanno cercando di salvarlo favorendone l’acquisto da parte di SEI toscana (eventualità respinta dal consiglio comunale di Follonica) con il pericolo di vedere poi scaricare i debiti, tramite la tassa sui rifiuti, sulle spalle dei cittadini .

stampa verbale

 

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Un anno fa, il 20 gennaio, il Consiglio di Stato dando ragione al ricorso del Comitato del NO (e del Comune di Follonica) bloccava l' Inceneritore di Scarlino... questo per ricordare e dire ancora una volta grazie alla persona artefice della sentenza.
Grazie Franco....ci manchi, ma sei e sarai sempre nei nostri cuori.


 

 

 

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PROIEZIONE FILM "SPORCHI DA MORIRE", VENERDÌ 8 GENNAIO (0RE 21,30) SALA TIRRENO (FOLLONICA), INGRESSO LIBERO.

Da giorni sulle prime pagine di tutti i media si sta parlando di smog, blocco del traffico, PM10, polveri fini, dell'eccesso di mortalità da inquinamento (oltre 84.000 morti in Italia nel 2012) e ancora dei cambiamenti climatici, effetto serra, emissioni di CO2.       
Aldilà della barriera di rassicurazioni che certe istituzioni e certi personaggi interessati cercano di creare per tentare di ridurre la drammaticità degli eventi e dei dati, il film "Sporchi da morire" di Marco Carlucci è una denuncia documentata e precisa sulla pericolosità del fenomeno, sulle sue cause, sulle responsabilità e su cosa dovremmo fare per attenuarlo.    
Per questo il Comitato del NO insieme al Piccolo Cineclub Tirreno e alle Mamme No inceneritore di Follonica, ha ideato una serata con la proiezione del film a cui seguirà un dibattito con ospite, Ugo Corrieri, presidente Medici per l'ambiente ISDE di Grosseto.

Vista la situazione di Follonica, con l’autorizzazione data dalla regione Toscana alla riapertura dell’Inceneritore e al suo carico di veleni, pensiamo sarebbe cosa buona e giusta che i nostri soci e simpatizzanti si lasciassero libera la sera di venerdì 8 Gennaio (ore 21,30) per venire a vederlo e discuterne insieme. 
L'ingresso sarà libero fino ad esaurimento posti disponibili.

Vi aspettiamo.

 

 

 

 

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COMUNICATO STAMPA del 09 dicembre 2015

Libertà di opinione dei cittadini e libertà di coscienza degli amministratori

Un forte vento di libertà ha soffiato in questi giorni sulla nostra terra ed ha spazzato via quella spessa coltre di nubi che, troppo spesso, ha letteralmente e ripetutamente minacciato e tentato di soffocare la libertà di opinione e di coscienza di cittadini ed amministratori .

La decisione del GIP di Grosseto, dietro proposta dello stesso Pubblico Ministero, ha sancito che criticare in termini pacati, per quanto latamente ironici non è reato, nemmeno quando ci si rivolge a personaggi in vista, di duplice valenza e ruoli, sia pubblici che privati, potenzialmente in conflitto di interessi .

Pare che questo diritto, quando evidentemente non lede il diritto alla onorabilità altrui, si chiami libertà di critica e sia garantito dal nostro ordinamento repubblicano. Quella libertà che, invece, gli stessi incriticabili reclamano quando si devono comprimere il diritto alla salute, ad un ambiente salubre e ad un lavoro che non ponga a rischio l’incolumità dei lavoratori, in nome di interessi privati .

Certo, ci rendiamo conto quanto sia scomoda e fastidiosa la libertà dell’altro, specialmente quando questo è un “signor Nessuno” che non fa parte di apparati forti, senza cariche politiche od incarichi pubblici, un comune cittadino immune alle sirene degli interessi particolari. Ma noi crediamo fermamente nella libertà di chiunque non leda l’altrui, riconoscendola nella stessa misura in cui la rivendichiamo, crediamo nelle Istituzioni preposte alla sua difesa e crediamo nel diritto di difendere la terra, la salute ed il futuro dell’intera nostra collettività che vediamo già lesi ed in ulteriore pericolo .
Salutiamo, quindi, con soddisfazione, l’archiviazione delle gratuite accuse di calunnia mosse a carico di Roberto Barocci, Renzo Fedi, Ubaldo Giardelli e Clementina Piluso , cui va il nostro pensiero.

Ma apprendiamo con piacere che anche la libertà di coscienza ha avuto la sua coraggiosa affermazione ed ha allargato il fronte del NO all’inceneritore di Scarlino ed alla VIA/ AIA (le autorizzazioni alla riapertura) nuovamente concessa dalla regione, dopo che per tre volte TAR e Consiglio di Stato le hanno annullate .

Affiancandosi a Follonica, che continuerà la lotta nel solco tracciato dall’ex sindaco Eleonora Baldi, anche il Comune di Scarlino, sede d'impianto, presenterà ricorso al TAR contro le autorizzazioni rilasciate dalla Regione Toscana senza che, a parer nostro, questa abbia valutato correttamente i documenti presentati per provare l’insostenibilità ambientale, i rischi sanitari e le carenze impiantistiche che hanno portato, in questi anni, a innumerevoli blocchi  e sforamenti nelle emissioni di diossina.

Per il Comitato per il NO, che sta lavorando al ricorso con altre associazioni, la posizione assunta da entrambe le amministrazioni è il simbolo di un faticoso ma costante processo politico di consapevolezza libera da pregiudizi e condizionamenti che ha posto al centro dell’attenzione l’interesse collettivo, i temi ambientali e della salute e le problematiche della piana del Casone.    

La sintonia e la collaborazione fra le amministrazioni di Follonica e di Scarlino, per quanto in piena autonomia, crediamo sia frutto, oltreché della libertà di coscienza degli amministratori che apprezziamo perché immaginiamo quanto duramente osteggiata, anche della civile determinazione, della credibilità e della continua ricerca del confronto e del dialogo da parte del Comitato. Ci sentiamo, quindi, parte e fieri di tale risultato cui plaudiamo .

Non possiamo, inoltre, che apprezzare e sostenere le dichiarazioni dei Sindaci dei due Comuni, in merito alla necessità di opporsi all’inceneritore creando, in primo luogo, nuove opportunità occupazionali nelle bonifiche, in una chiusura diversa del ciclo dei rifiuti e nell’estensione della raccolta differenziata porta a porta, così come di realizzare un registro dei tumori e un referto epidemiologico che monitori lo stato di salute della popolazione e dei lavoratori della piana.

Sappiano i due Comuni che su ciò avranno tutto l’avallo e l’appoggio possibile dal Comitato, dalle associazioni  e dai cittadini che li sostengono.

 

Per Il Comitato per il No all’inceneritore di Scarlino

Il presidente

Mario  Monciatti

 

stampa documento

articolo giornale

 

 

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MOZIONE SUL NO ALL'ACQUISIZIONE DA PARTE DI SEI O DI ATO DELL'INCENERITORE

"Il comitato del NO all’Inceneritore di Scarlino esprime la sua soddisfazione che in Consiglio comunale sia stata approvata all'unanimità (già raggiunta in Commissione Ambiente) la mozione sul NO all'acquisizione da parte di SEI o di ATO (soggetti a partecipazione pubblica, parziale o totale) dell'Inceneritore di Scarlino oberato da oltre 60 milioni di euro che qualcuno vorrebbe scaricare sui contribuenti.

Ritiene inoltre molto positivo il dibattito consiliare che non solo ha riproposto i molti dubbi sulla sostenibilità ambientale, impiantistica ed economica dell'impianto, ma ha visto la proposizione di  tre importanti punti che da tempo il Comitato fa suoi:
1) la richiesta di allargare la mozione agli altri comuni di Siena ed Arezzo, essendo il problema di interesse comune.
2) la riaffermazione che bisogna superare il modello di ciclo di rifiuti legato all’incenerimento e portarlo verso un ciclo virtuoso legato alla raccolta differenziata.
3) l‘istanza al sindaco e all'amministrazione di voler proseguire nei ricorsi amministrativi contro l'autorizzazione che la regione ha dato, ignorando ogni osservazione fatta dai comuni, comitati e associazioni.

Siamo inoltre lieti che rispondendo a questa ultima istanza il sindaco Andrea Benini abbia ribadito la volontà dell’amministrazione di ricorrere al TAR in continuità con le amministrazioni precedenti e che i tecnici ed avvocati siano al lavoro per presentare il ricorso entro il termine del 16 dicembre.

Così come faremo noi del Comitato."

Ecco la mozione:
IL CONSIGLIO COMUNALE DI FOLLONICA
constatato che la Società “Scarlino Energia” è in gravi difficoltà finanziarie ed in condizioni di insolvenza verso i creditori per una somma superiore a 60 milioni di euro, dovuti ai ripetuti bilanci negativi di esercizio ......(apri documento)

 

VIDEO CONSIGLIO COMUNALE

 

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CENA SOCIALE DI AUTOFINANZIAMENTO - RINGRAZIAMENTO

Venerdì 23 al ristorante il Boschetto si è tenuta la cena annuale  del Comitato del NO all’inceneritore di Scarlino.            
Alla serata hanno partecipato una settantina di persone tra cui molti politici della passata l’amministrazione, con la gradita presenza di Eleonora Baldi, e dell’attuale, con in testa l’assessore all’ambiente Mirjam Giorgieri, altri cittadini pur non intervenendo hanno supportato l’evento iscrivendosi al Comitato per dargli la forza, anche numerica, per continuare la lotta per ambiente e salute che lo contraddistingue.

Durante la serata oltre a ribadire l’intenzione del Comitato a ricorrere al TAR contro le recenti concessioni di VIA ed AIA  da parte della Regione Toscana, si è parlato del futuro del Comitato, di nuove elezioni, della campagna soci, che ha prodotto risultati importanti e del lavoro fatto nel recente passato che, dopo l’inchiesta pubblica, ha portato alla grande manifestazione del 4 settembre a Follonica e poi alla presenza del Comitato a Firenze e Roma per confrontarsi con chi in Italia lotta contro l’incenerimento e a favore una strategia alternativa reale e concreta (Legge di iniziativa popolare rifiuti zero e Zero Waste Italy).

Il presidente Mario Monciatti e il direttivo ringraziano gli intervenuti per la presenza, l’impegno ed il sostegno dato e assicurano che tutto il possibile sarà fatto per bloccare l'impianto e trovare nuove soluzioni per l'impiego dei lavoratori.

 

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CENA SOCIALE DI AUTOFINANZIAMENTO
VENERDÌ 23 OTTOBRE, ORE 20, RISTORANTE IL BOSCHETTO (PRATORANIERI)
Cari amici
come tutti sapete la Regione Toscana ha dato parere favorevole alla riapertura dell'Inceneritore.
E' per noi un atto NON corretto amministrativamente, che NON ha tenuto conto della montagna di osservazioni, dati, documenti, perizie che abbiamo prodotto a dimostrazione che quell'impianto NON è sostenibile dalla nostra piana e dalla nostra salute.
Perciò, quando avremo letto e valutato le prescrizioni, siamo intenzionati, come Comitato del NO, a ripercorrere la strada dei ricorsi amministrativi, e saremo costretti a farlo per la terza volta, un record in Italia, ma è un primato che NON ci fa inorgoglire e di cui avremmo fatto volentieri a meno.
In questo momento il Comitato deve avere forza numerica e finanziaria per poter andare avanti non solo nei ricorsi ma anche nelle proposte di rivisitazione del ciclo dei rifiuti che coinvolga i lavoratori di Scarlino Energia.
Vi invito perciò ad essere presenti alla cena sociale, VENERDÌ 23, ORE 20, ristorante il Boschetto (Pratornaieri), che ci servirà per ritrovarci, informarci ma ANCHE per autofinanziarci, perché le cause costano e tanto, e noi NON abbiamo banche (e debiti) che ci sostengono.
Abbiamo solo voi, e voi solo. Ci sono circa 70 posti per cui è importante prenotarsi ai numeri telefonici sotto riportati:
Telef. - 0566 42048 - 328 2249039 - 335 353312�.

Costo cena adulti: 20 euro.

 

 

 

 

Manifestazione contro l'i



Ultimo aggiornamento: 2017-11-17

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