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Concluso il riesame: pronuncia di compatibilità
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Il TAR boccia l'inceneritore. Carenze su VIA e AIA
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Conferenza stampa con due Parlamentari e presentazione alternative all'incenerimento.
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caro Silvestri,
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RIESAME DELLA VIA


Tutti i simpatizzanti ed aderenti al Comitato, sono inviatati a partecipare alla riunione che si terrà lunedì 15 marzo ore 21 al campo di atletica

Ordine del giorno

1 ) relazione del Presidente sull'attività svolta e deliberazioni del C.d.
2) relazione su :
- incontro con il comitato delle Strillaie dell'11 u.s.
- coord. del No Inceneritori a Follonica del 13 c.m.
3) conferenza dei servizi del 16 p.v.
4) iniziative in difesa del latte materno
5) eventuale presentazione del piano alternativo dei rifiuti
6) varie ed eventuali

La riunione successiva del  Comitato è convocata il 29 marzo

Le prossima riunione del Consiglio direttivo è convocata il 18 marzo


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dal sito http://ambientefuturo.org/

AMBIENTEFUTURO NEWS, 11 MARZO 2010: SOS PARMA, IL 17 APRILE MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA MINACCIA DEGLI INCENERITORI E PER RIFIUTI ZERO.

LA RETE ITALIANA RIFIUTI ZERO E GAIA EUROPA PARTECIPANO ED INVITANO A PARTECIPARE A QUESTO EVENTO.
L’inceneritore accanto alla Barilla e nella “CAPITALE EUROPEA DEL CIBO” non s’ha da fare.

La vertenza di Parma DIVIENE COSI’ UNA VERTENZA ITALIANA ED INTERNAZIONALE
che deve unificare tutte le vertenze territoriali che in questo periodo si combattono in tutta Italia.

In primo luogo la manifestazione del 17 i cui dettagli logistici e programmatici verranno presto comunicati dagli organizzatori locali deve impedire lo scempio di un impianto inquinante nella terra simbolo del parmigiano reggiano e del prosciutto di Parma. Ma ribadisce anche  con forza il NO A TUTTI GLI INCENERITORI (compresi quelli che si vorrebbe alimentare a cosiddette “biomasse”) dicendo che E’ GIUNTA L’ORA DI RIFIUTI ZERO! Non a caso alla manifestazione di Parma hanno già garantito la propria partecipazione PAUL CONNET e JOAN MARC SIMON per sottolineare il carattere internazionale dell’evento che verrà ulteriormente sancito con un appello lanciato da GAIA (Global Alliance Incinerator Alternatives) dal sito
www.no-burn.org . La Rete Italiana Rifiuti Zero INVITA TUTTE LE REALTA’ LOCALI A PARTECIPARE E A CONVERGERE SU PARMA CON “CAROVANE” che partendo da punti di incontro regionali portino a Parma la ricchezza e la solidarietà delle proprie battaglie. Per seguire l’evolversi delle fasi organizzative www.gestionecorrettadeirifiuti.it

LANCIATA LA CAMPAGNA NAZIONALE IN DIFESA DEL LATTE MATERNO
L’8 marzo da Montale Pistoiese è partita la campagna in difesa del latte materno messo a rischio (come documentato da uno studio autoprodotto dal Comitato di Montale) da impianti industriali, da cibi inquinati e da inceneritori (che continuano a rimanere una rilevante fonte di emissione di diossine). La campagna si articola in una raccolta di firme e trova l’adesione dell’associazione dei medici per l’ambiente dell’ISDE. La Rete Italiana Rifiuti Zero invita a sostenere l’iniziativa. Per scaricare i moduli vedi anche
www.ambientefuturo.org

PAUL CONNETT IN ITALIA DAL 18 AL 30 MAGGIO

Paul Connett che ad Aprile verrà in italia SOLO per supportare la manifestazione nazionale/internazionale di Parma sarà invece per diversi giorni in Italia a maggio. Chi volesse organizzare conferenze ed incontri con il professore è pregato di segnalarcelo tempestivamente. Già pronto l’impegno di LAMEZIA TERME.

LANCIATO UN FORUM PUBBLICO NAZIONALE CONTRO LA COMBUSTIONE DELLE BIOMASSE.

A seguito di un seminario di studio promosso il 6 marzo da Ambiente e Futuro  è stato deciso che nel giro di un mese verrà messo a disposizione dei molti gruppi locali che in Italia si battono contro la proliferazione di questi impianti che rappresentano la nuova “frontiera” dell’incenerimento UN SITO INFORMATIVO che selezionerà materiali utili (normativi, ambientali, di valutazione economica  e sanitari) per metterli a disposizione. Naturalmente il sito oltre a rappresentare una sorta di CASSETTA DEGLI ATTREZZI sarà anche un luogo per collegare le varie vertenze proiettandole sul  livello nazionale. Riferimenti provvisori www.ambientefuturo.org e www.rifiutizero.org .

ENEL RISPONDE A DIRITTO AL FUTURO CHE REPLICA SULLA TRUFFA DEI CIP6

ENEL e la Banca Conguagli rispondono separatamente alla lettera di intimazione del 21/01/2010 con cui gli avvocati di DIRITTO AL FUTURO hanno accompagnato le prime richieste di rimborso del “maltolto” ( quel 7% che avrebbe dovuto sostenere le energie rinnovabili e che invece è stato “fagocitato” da petrolieri e da gestori di inceneritori). Mentre il GSE (Gestore del Servizio Elettrico) tace, ENEL “scarica” ogni responsabilità affermando di aver solo “applicato la normativa” (di fatto mettendo il “cerino” nelle mani del GSE e dell’ AEGG) “dimenticando” di dover rispondere alla delibera AEGG (Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas) numero 125/2006 con cui viene fatto obbligo ai gestori di spiegare i “dettagli” della voce A3 della tariffa elettrica riguardante il “famigerato” 7%. La Banca Conguagli, invece, riconosce di aver applicato la normativa in merito alle fonti di energia “assimilate” (con i CIP6) ma tace significativamente sul fatto che anche a fronte della normativa europea che dal 2001 vieta di incentivare la quota non biodegradabile dei rifiuti in Italia, invece, si è continuato a foraggiarla attraverso i “certificati verdi” violando tale cogente normativa.

Intanto la vertenza prosegue e si estende. A BOLOGNA, per esempio, il 16 e il 17 marzo, su iniziativa della RETE ECOLOGISTA www.retecologistabolognese.it avverrà la raccolta delle adesioni. Ma anche da UDINE arriva la disponibilità di un gruppo di giovani a far partire la vertenza che arriva ormai a coinvolgere quasi tutte le regioni italiane. RICORDIAMO INFINE CHE E’ POSSIBILE ADERIRE ANCHE  A DISTANZA.  E’ POSSIBILE FARLO ATTRAVERSO I SITI www.dirittoalfuturo.it e/o www.ambientefuturo.org .

ULTIM’ORA: IL COMUNE DI FOLLONICA (GR) ADERISCE ALLA VERTENZA CONTRO I CIP6 E IMPEGNA LA GIUNTA A CHIEDERE IL RIMBORSO DEL MALTOLTO.
Grazie al gruppo degli “Amici di Beppe Grillo” di Follonica, un comune di 22000 abitanti confinante con il Comune di Scarlino dove si vorrebbe far bruciare rifiuti a quello che alcuni anni fa’ fu detto il “cogeneratore” di Scarlino (in realtà un inceneritore), IL CONSIGLIO COMUNALE ALL’UNANIMITA’ HA APPROVATO UNA DELIBERA CON CUI ADERISCE ALLA VERTENZA CONTRO I SUSSIDI ALL’INCENERIMENTO IMPEGNANDO LA GIUNTA A FAR RICHIESTA DI RIMBORSO DEL 7% indebitamente pagato dal comune. Un GRAZIE particolare va ad UBALDO GIARDELLI che in modo magistrale ha seguito TUTTE le fasi della preparazione del testo del documento approvato. Questo risultato E’ IL PRIMO IN ITALIA CHE AVRA’ L’EFFETTO DI APRIRE LA STRADA AD ALTRI COMUNI.

Naturalmente un GRAZIE va al sindaco, la signora Eleonora Baldi (che ha addirittura presentato la delibera approvata) e a tutti i consiglieri.

Appena disponibile metteremo sui siti di riferimento il testo approvato in modo da poterlo “replicare” in altri consigli comunali.

Rossano Ercolini, Fabio Lucchesi, Pier Felice Ferri

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Inceneritori-killer, nuovo dossier dall’Inghilterra

Nuove prove dalla Gran Bretagna sulla pericolosità dei termovalorizzatori per la salute umana. Il sito della Uk Health Research ha pubblicato uno studio sulla mortalità infantile nei distretti circostanti l’inceneritore di Kirklees, nella regione dello Yorkshire e Humber. Dagli esiti della ricerca, consultabile sulla mappa della zona, è emerso che nei distretti posti sottovento rispetto all’inceneritore il livello di mortalità infantile è anormalmente alto, pari al 9,6 per mille, mentre nei distretti sopravento il tasso è circa dell’uno per mille. Il termovalorizzatore di Kirklees produce energia dall’incenerimento di rifiuti solidi urbani.

“Metaforum” riporta i risultati del quarto rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica riguardante gli effetti sulla salute umana. Studi su vasta scala hanno dimostrato che presso gli inceneritori di rifiuti urbani ci sono tassi più elevati di cancro negli adulti e nei bambini e anche difetti alla nascita: i risultati confermano l’ipotesi che le associazioni non siano casuali. Questa interpretazione è sostenuta da un certo numero di studi epidemiologici, che suggeriscono che la varietà di malattie prodotte dall’incenerimento possa essere molto più ampia.

Le emissioni degli inceneritori  sono una fonte importante di polveri fini, di metalli tossici e di più di 200 sostanze chimiche organiche, tra le quali sostanze cancerogene, mutagene ed interferenti endocrini. Le emissioni contengono anche altri composti non identificati, la cui capacità di provocare danni è ancora ignota, come un tempo accadeva con le diossine. Dato che la natura dei rifiuti cambia continuamente, si modifica anche la natura chimica delle emissioni degli inceneritori e quindi il potenziale per produrre effetti pericolosi per la salute

Le attuali misure di sicurezza sono progettate per evitare effetti tossici acuti nelle immediate vicinanze dell’inceneritore, ma ignorano il fatto che molti di questi inquinanti si accumulano negli organismi, possono entrare nella catena alimentare e possono causare malattie croniche nel tempo e in un’area geografica molto più ampia. I dispositivi per l’abbattimento degli inquinanti negli inceneritori moderni, in particolare quelli per le diossine e i metalli pesanti, semplicemente trasferiscono il carico inquinante dalle emissioni in atmosfera alle ceneri leggere.

Recenti studi americani hanno mostrato che inquinamento atmosferico dovuto alle polveri fini (Pm 2,5) causa aumenti nella mortalità: malattie cardiache e tumori polmonari in primis. Le cardiopatie ischemiche sono responsabili di quasi una quarto delle morti e sono fortemente correlate con il livello di polveri fini. Tra le altre patologie segnalate: asma e ostruzione polmonare cronica, autismo, dislessia, disturbi emotivi, Parkison. E’ stato dimostrato che il cancro è correlato geograficamente con impianti di trattamento di rifiuti tossici, materiale radiattivo, idrocarburi e metalli pesanti.

Il controllo degli inceneritori,  sostengono i medici britannici, è stato insoddisfacente per la mancanza di rigore, per i monitoraggi poco frequenti, per il basso numero di composti misurati, per i livelli giudicati accettabili e per l’assenza di monitoraggio biologico. «Si asserisce che le moderne procedure di abbattimento degli inquinanti rendono sicure le emissioni degli inceneritori, ma questo è impossibile da stabilire». Inoltre «non è possibile stabilire in anticipo la sicurezza di nuove installazioni di inceneritori,». Difficile verificare problemi nel periodo pre-natale, e gli stessi tumori possono avere un’incubazione di dieci o vent’anni
Attualmente, aggiunge “Metaforum”, gli inceneritori, contravvengono ai diritti basilari, come enunciato dalla Commissione delle Nazioni Unite per i dirittiumani, in particolare al diritto alla vita nella Convenzione per i diritti Umani Europea, ma anche nella Convenzione di Stoccolma e nella legge di protezione ambientale del 1990. Il feto, il neonato e il bambino sono quelli più a rischio per le emissioni degli inceneritori .diritti violati e soluzioni infelici, come ad esempio l’attuale politica di collocare gli inceneritori  in zone povere, dove i loro effetti sulla salute saranno massimi

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L'inceneritore di Vienna

 

......Ogni giorno il bel camino emette circa 8 chili di polveri ( nanopolveri?) e 122 milioni di picogrammi di diossine, quante ne bastano per coprire la dose tollerabile giornaliera di 870.000 viennesi......

 


dal sito di Federico Valerio (Direttore del Dipartimento di chimica ambientale dell'Istituto tumori di Genova) :http://federicovalerio.splinder.com/post/16090799

Non è tutto oro: l'inceneritore di Vienna. A Vienna, l' idea di realizzare un inceneritore nel quartiere di Spittelau risale al 1969, nell'ambito dell'ampiamento della rete di teleriscaldamento già operativa e la scelta del sito, allora, fu motivata dall'avere il più vicino possibile gli edifici da teleriscaldare, in particolare l'ospedale di Vienna, a circa due chilometri dall'impianto.

Ovviamente, l'impianto realizzato negli anni 70 non era un granch'è in fatto di trattamento fumi e negli anni successivi l'impianto fu necessariamente sottoposto a progressivi miglioramenti e agli inizi degli anni 90, insieme al completo rifacimento della linea di trattamento dei fumi, si decise di affidare ad un vulcanico architetto (Friedensreich Hundertwasser) il restyling estetico dell'impianto.

A parte il fatto che l'inceneritore di Spittelau non si trova affatto nel centro di Vienna, ma in un suo quartiere periferico, è evidente che la sua localizzazione non ha tenuto conto del possibile impatto sanitario da nanopolveri e inquinanti persistenti su chi risiede controvento all'impianto, in quanto questa problematica negli anni settanta era in pratica ignorata.

Per inciso le stesse considerazioni si possono fare per la localizzazione dei due inceneritori di Copenhagen, costruiti negli anni '70, e per quello di MonteCarlo ( principato di Monaco), la cui localizzazione risale alla fine dell'800!

E ovviamente una volta fatto l'investimento occorre ammortizzarne nel tempo il valore. E questo vuol dire che per almeno 20 anni l'inceneritore non si muove di lì qualunque cosa succeda.

Ogni anno l'impianto di Spittelau tratta 250.000 tonnellate di rifiuti urbaniche richiedono il via vai giornaliero di 250 camion e il calore prodotto è utilizzato per il teleriscaldamento

Complessivamente il bilancio energetico non sembra esaltante; il calore utile prodotto corrisponde alfabbisogno di 15.000 appartamenti da 80 metri quadri, abitati da circa 45.000 degli oltre un milione di viennesi che vivono nella capitale. Non è granchè e in effetti, a Vienna, per riscaldare tutti gli altri abitanti, ci sono altri cinque impianti di teleriscaldamento a gas e a olio combustibile

Peraltro, lo stesso inceneritore nelle fasi di avvio e spegnimento e per far fronte alla domanda di calore nei momenti di punta, brucia metano (cinque milioni di metri cubi all'anno) con il quale si copre circa il 10% della quantità di calore complessivamente prodotto dall'inceneritore.

Vediamo ora quale è il costo ambientale di questo beneficio termico, con la doverosa premessa che l'impianto come tutti i suoi "fratelli", rispetta a pieno i limiti di legge austriaci.

Ogni giorno il bel camino emette circa 8 chili di polveri ( nanopolveri?) e 122 milioni di picogrammi di diossine, quante ne bastano per coprire la dose tollerabile giornaliera di 870.000 viennesi.

Se questi inquinanti insieme agli ossidi di azoto, acido cloridrico, metalli pesanti,stanno creando problemi sanitari ai ragazzini e agli anziani, non è dato sapere. Comunque gli austriaci sono attenti ai problemi ambientali e vi posso testimoniare che si fa di tutto per scoraggiare l'arrivo in città con auto private, compreso quello di falsi messaggi di parcheggi esauriti da parte dei cartelloni elettronici che ti mandano ai parcheggi più lontani dal centro città.

Ovviamente anche l'inceneritore di Spittelau rispetta la legge di conservazione di massa e per ogni tonnellata di rifiuto termovalorizzato produce 280 chili di rifiuti solidi che, in vagoni coperti ( altro traffico indotto), sono mandati nell'impianto di trattamento rifiuti di Rinterzelt. Qui si procede ( con quali consumi energetici e impatti ambientali?) a recuperare il ferro,( 24 chili per tonnellata di rifiuti trattati) e le ceneri pesanti sono mescolate a cemento e utilizzate per realizzare i muri di sostegno della discarica rifiuti solidi di Vienna.

Ovviamente se qualcuno ha creduto alla favola che i termovalorizzatori eliminano le discariche, ora sa che non è vero e nonostante i termovalorizzatori le discariche non ci sono solo a Vienna, ma anche a Copenhagen e a Brescia.

Le analisi dicono che i rilasci di metalli da questa miscela cemento-ceneri sono rassicuranti, peccato che nessuno ha probabilmente misurato la quantità di composti organici genotossici presenti in queste ceneri. Vi posso assicurare che non sono affatto trascurabili.

I residui del trattamento ad umido dei fumi (0,9 chili per tonnellata di rifiuto termovalorizzato) sono talmente tossici per cui non si è inventato niente di meglio per il loro smaltimento che inviarli per treno in Germania ( con quali consumi energetici?) a riempire la miniera di salgemma in disuso di Heilbronn.

Terminiamo queste informazioni ricordando che comunque l'Austria nel 2001 riciclava e compostava il 60% dei sui materiali post consumo, ne inviava a discarica il 30% ( dopo biostabilizzazione con trattamenti meccanico biologici) e ne inceneriva solo il 10%, in gran parte nei due soli inceneritori di Vienna.

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LATTE MATERNO, DIOSSINE E PCB

”A dispetto del grande affetto che noi abbiamo per i nostri bambini
e della grande retorica della nostra società sul valore dell’infanzia,
la società è riluttante a sviluppare quanto necessario
per proteggere i bambini dai rischi ambientali”

(Bruce P. Lanphear Children’s Environmental Health Center - U.S.A. - oct. 2006)


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NIENTE SI CREA NIENTE SI DISTRUGGE TUTTO SI TRASFORMA
(Antoine De Lavoisier 1783)

Cosa esce da un inceneritore al termine del processo completo di combustione?. Per ogni tonnellata di rifiuti bruciata, con l’aggiunta di acqua e aria, si ottiene:

1 tonnellata di fumi immessi in atmosfera;
300 kg
di ceneri allo stato solido;
30 kg
di ceneri volanti;
650 kg
di acqua inquinata, che necessita un processo di depurazione;
20 kg
di gesso.

Se si sommano tutte le masse dei prodotti della reazione, si ottiene un valore pari a 2 tonnellate, ovvero esattamente il doppio rispetto alla materia in entrata. Questo a causa dell’introduzione nel processo di acqua e aria.

Quindi, con l’incenerimento dei rifiuti, non si ha la distruzione della massa, ma una riduzione del loro volume, tramite un efficiente compattamento di tipo chimico, anziché meccanico. Il prezzo pagato per questa riduzione è l’emissione di polveri e gas nell’atmosfera. Tra questi troviamo vapore acqueo e anidride carbonica, che normalmente si trovano nell’aria; ma soprattutto si trovano numerose sostanze tossiche, tra cui:

polveri fini e ultrafini; monossido di Carbonio; acido cloridrico; metalli pesanti (piombo, mercurio…); anidride solforosa; diossine; furani.

E’ QUESTO IL SISTEMA PER SMALTIRE I RIFIUTI?

E' TRASFORMANDO L'ATMOSFERA IN UNA IMMENSA DISCARICA CHE CI LIBERIAM0 DEI RIFIUTI?

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Comunicato stampa n° 04 del 10-02-2010
RIESAME DEL RIESAME

Il Comitato del NO all’Inceneritore di Scarlino ha appreso con stupore che la Provincia, dopo aver adottato il rapporto informativo del dirigente del settore Ambiente, avrebbe deciso di affidare ad un collegio di esperti dell’Università di Siena, coordinato dal Rettore Focardi, l’incarico di procedere ad un ulteriore “riesame” che dovrebbe dar luogo ad un Rapporto conclusivo per la decisione finale sulla VIA. Praticamente un Rapporto sul Rapporto Finale della Commissione d’Inchiesta Pubblica istituita per riesaminare la procedura di VIA per l’inceneritore della Scarlino Energia e che aveva confermato le numerose illegittimità procedurali e normative che avevano determinato diversi ricorsi al TAR!

Siamo sconcertati e delusi da questa decisione che ci sembra del tutto incoerente e superflua; lo stesso Marras afferma che “in questi mesi la Provincia ha provveduto a rivisitare la procedura di Via”…,  a che pro dare un altro incarico?

La Giunta Marras, su indicazione di tutto il Consiglio Provinciale, aveva già deliberato a settembre il riesame dei procedimenti amministrativi che avevano portato alla concessione della VIA, e, a tale scopo, aveva istituito a novembre una Commissione di Inchiesta Pubblica.

I risultati di tale Commissione, pubblicati sul sito della provincia, non lasciano adito a nessun dubbio: “Il Comitato d’Inchiesta Pubblica al termine dei suoi lavori esprime un parere non favorevole. Pertanto la Valutazione di Impatto Ambientale …..non è da confermare ma da ritirare in autotutela.”

Così è scritto, non ci sono se e ma, non ci sembra che ci siano spazi per equivoci o nuovi “aggiustamenti” tipici della vecchia Amministrazione.

Il riesame è stato fatto e non ne servono altri! Sono stati spesi soldi dei contribuenti, il tempo e la credibilità di tutti, perché spenderne ancora se i risultati sono così palesi?

Voler effettuare un  riesame del riesame e un Rapporto che revisioni un Rapporto che c’è già si profila come grave attentato alla fiducia che la Gente aveva nei confronti dell’Amministrazione Provinciale che ha voluto tutto questo per ripristinare trasparenza e “legalità”.. No si può ribadire che “i risultati non sono mai stati orientati ad un risultato predeterminato” se poi non si agisce in modo conseguente ai  risultati ottenuti; ignorarli, sarebbe svalutare lo stesso lavoro dei Commissari che pure erano stati scelti in base alle loro alte qualifiche ed elevata professionalità.

Per rendere quest’organo il più autorevole possibile, ai tecnici agronomi, ingegneri e urbanisti della Commissione, la Provincia aveva affiancato anche un esperto ( Dott.Baroni di cui alleghiamo curriculum) dell’Università di Siena, già collaboratore del Professor Focardi;

A che scopo quindi coinvolgerla ancora? E’ vero che “in questa vicenda esistono interessi in campo di diversa e contrapposta natura”, come recita il comunicato della Provincia:  un interesse di natura strettamente commerciale per la Scarlino Energia che prescinde dai pericoli per l’Ambiente e la Salute che invece rappresentano, insieme a SANI POSTI DI LAVORO, il futuro per la vita della popolazione residente nel territorio.

Proteggere la salute umana, contribuire con un migliore ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie e conservare la capacità di riproduzione dell'ecosistema in quanto risorsa essenziale per la vita ai sensi dell’art. 4 del D.lgs. 4/2008”,
così aveva dichiarato l’ Amm: Provinciale nell’istituire il Comitato d’Inchiesta Pubblica.

E’ per la tutela di questi superiori interessi pubblici che chiediamo, ora, la revoca dell’incarico e l’applicazione dei risultati della Commissione d’inchiesta pubblica:
LA REVOCA DELLA VIA!

 

Il Comitato per il NO all’Inceneritore di Scarlino


 

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GLI OPERAI SARANNO I PRIMI A SUBIRE
I DANNI DELL'INCENERITORE

Secondo il NRC (CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE AMERICANO):

“Gli operatori dell’inceneritore ed i lavoratori addetti alla manutenzione e quelli che sono coinvolti nella raccolta, nel trasporto e nello scarico delle ceneri volanti e dei residui dei sistemi di abbattimento delle emissioni sono potenzialmente più esposti a sostanze tossiche associate con l’incenerimento.”

Dopo aver notato che “i lavoratori addetti all’inceneritore sono stati esposti ad alte concentrazioni di diossine e di metalli tossici, in particolare piombo, cadmio e mercurio”, il Consiglio ha espresso grande preoccupazione nei confronti della tutela dei lavoratori, indipendentemente dalla applicazione delle più severe tecnologie di abbattimento (NRC 2000).

I lavoratori impiegati negli inceneritori di rifiuti urbani subiscono una considerevole esposizione alle ceneri prodotte dall’impianto e ciò solleva la possibilità che essi possano assorbire quantità significanti di diossine e di altre sostanze tossiche presenti nelle ceneri. La maggiore esposizione avviene durante le operazioni di abbattimento degli inquinanti dalle ceneri (Schecter et al. 1991). I dispositivi di protezione del personale sono stati progettati allo scopo di proteggere i lavoratori dagli inquinanti che si disperdono in aria sebbene sia importante notare che le diossine e le altre sostanze contaminanti possono essere assorbiti anche attraverso la pelle.

apri documento: Stato delle conoscenze sugli effetti degli inceneritori sulla salute umana

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Scarlino Energia: Il presidente Marras rende note le decisioni della Giunta 02/02/2010

Marras: «Approvato dalla Giunta il rapporto del dirigente: entro 30 giorni rapporto interdisciplinare e decisione conclusiva sulla Via. Assistenza legale della Provincia ai commissari querelati da Scarlino Energia»
La Provincia ha sempre agito nel rispetto della legge per tutelare la salute. Questa mattina la Giunta provinciale ha esaminato diverse questioni relative alla vicenda che riguarda l’impianto di Scarlino Energia.

«Ritenendo del tutto inaccettabile il metodo intimidatorio di Scarlino Energia – spiega il presidente della Provincia Leonardo Marras – una volta appreso che erano state notificate le querele ai componenti della Commissione d’inchiesta pubblica, la Giunta provinciale ha immediatamente deciso di dare assistenza giuridico legale ai propri dipendenti ed ai consulenti nominati dall’Ente.

Già in precedenti occasioni avevo sottolineato che l’Amministrazione respingeva gli atteggiamenti  minacciosi di Scarlino Energia, tesi ad impedire un sereno svolgimento della procedura di verifica della Via. Coerentemente con la solidarietà già manifestata ai componenti del Comitato per le aggressioni di cui sono stati oggetto all’indomani della diffusione dei risultati dell’inchiesta pubblica, quindi, abbiamo deciso di affiancarli in sede giudiziaria a momento in cui si entrerà nel merito delle querele.

L'inchiesta pubblica, peraltro, ha fedelmente e sinteticamente riportato il tenore delle udienze tenute con la presenza del pubblico e riproposto tal quali le obiezioni oggetto dei ricorsi da parte dei Comuni di Scarlino e Follonica e di altri cittadini e comitati».

Sempre nella stesa seduta, la Giunta provinciale ha trattato la questione relativa alla procedura di revisione della Valutazione d’impatto ambientale.

«I componenti dell’esecutivo – spiega il presidente – hanno esaminato attentamente e quindi adottato il rapporto informativo del dirigente del Settore ambiente, che ha ricevuto le osservazioni presentate dalla società Scarlino Energia alle conclusioni del procedimento del riesame e dopo l'inchiesta pubblica.

Rapporto che ha ribadito i punti critici già evidenziati nella determina conclusiva della prima parte del procedimento di riesame, assegnando 30 giorni per l’istruttoria, al termine dei quali la Giunta adotterà il provvedimento finale.

Nei suddetti 30 giorni – aggiunge il presidente – l’Ufficio di Via della Provincia ed un collegio di esperti in materia ambientale dell’Università di Siena coordinati dal professor Silvano Focardi, redigeranno il rapporto interdisciplinare sulla base del quale sarà presa la decisione conclusiva.

In questi mesi – conclude Marras – la Provincia ha provveduto a rivisitare la procedura di Via, tenendo fede agli indirizzi del Consiglio provinciale e nel più rigoroso rispetto del dettato normativo di settore. È evidente che in questa vicenda esistono interessi in campo di diversa e contrapposta natura, ma l’Amministrazione provinciale ha sempre e solo avuto la preoccupazione di verificare ed escludere qualunque possibile minaccia alla salute pubblica. Gli approfondimenti sulla procedura di Via hanno avuto solo questo intento e non sono mai stati orientati ad un risultato predeterminato, a prescindere dagli auspici delle parti in causa».

dal sito: http://www.0566news.it/notizia.asp?idn=1862

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Montale: diossina e Pcb nel latte materno
accanto all'inceneritore (29.01.2010)

A Montale (PT), è stata rilevata la presenza di diossina e Pcb nel latte materno. E' una conferma di quello che i Comitati contro gli inceneritori e Italia Nostra sostengono da anni. Pochi mesi fa diossina e Pcb erano già stati rilevati nei polli e negli animali da cortile. A Montale c'è un inceneritore simile a quello di Selvapiana (Rufina) di cui la Provincia ha approvato la fase di 'ampliamento', in realtà si tratta di un 'nuovo inceneritore' quattro volte più grande del vecchio. Un progetto di cui si sono rilevati una somma di 32 vizi di illegittimità nelle procedure di VIA (Valutazione d'impatto ambientale) e AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), per questo Italia Nostra Firenze ha fatto ricorso al TAR, accanto all' Associazione Valdisieve.

dal sito: http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=b0.01.29.23.49

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ELEZIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO E DEL PRESIDENTE

L'Assemblea del 25 gennaio ha deliberato che:

- le elezioni per il Consiglio Direttivo e Presidente del Comitato si terranno in  data 13 febbraio 2010
- la sede sarà il casello idraulico di via Roma (follonica)
- la commissione elettorale coincide con quella che ha proposto lo Statuto più Paolo Bottai come scrutatore.
- gli orari mattina 10:30-12:30, pomeriggio 16:00-20:00

- E' possibile candidarsi:
1) tramite mail all'indirizzo: comitato@noinceneritorediscarlino.org
2) durante la prossima assemblea del Comitato, convocata lunedì 01 febbraio ore 21 al campo di atletica di Follonica. A chiusura dell'assemblea, saranno chiuse anche le candidature.



Hanno diritto al voto i soci iscritti:
1. negli elenchi soci del 2007, 2008 e 2009 ,
2. nella lista dei presenti all’assemblea del 09 dicembre 2010
3. nella lista delle associazioni di vario tipo che nel tempo hanno sostenuto il Comitato
4. più alcuni nomi (indicati da chi della commissione è la memoria storica del comitato) che in vari momenti hanno contribuito alla vita del comitato stesso.

Purché in regola con la quota associativa 2010 (possibile regolarizzarsi
al momento del voto) di minimo 10 euro.



 

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Comunicato stampa n° 03 del 23-01-2010

Abbiamo apprezzato il lavoro del Comitato per l’Inchiesta Pubblica. Dai documenti della commissione adesso è chiaro a tutti  che  “l’Inceneritore di Scarlino non ha i requisiti per essere autorizzato e la Valutazione d’Impatto Ambientale non è da confermare ma da ritirare” a causa delle gravissime lacune rilevate dal Comitato d’Inchiesta sul S.I.A. presentato; lacune già oggetto dei ricorsi al TAR ed ora, ampiamente ed inconfutabilmente confermate dai contenuti della Determina Dir. n.75 della Provincia.

Abbiamo assistito all’intimidazione, all’inaccettabile minaccia di querela da parte della Scarlino Energia nei confronti dei componenti questo Comitato; agli attacchi alla professionalità  di tecnici di inconfutabile esperienza; al tentativo maldestro di screditare il Rapporto finale dell’ Inchiesta, con articoli sui giornali a cui è stato già ampiamente risposto. Adesso S.E. produce un ennesimo tentativo per forzare l’iter procedurale ed invece di presentare  osservazioni alla Determina n.75 del 13.1.2010 nei 10 giorni previsti per legge, per concludere il riesame della V.I.A., mostra disprezzo sia per la Determina che per i risultati dell’Inchiesta Pubblica voluta per garantire il diritto di partecipazione ai cittadini del territorio e, ignorandone le conclusioni, forza i tempi presentando la documentazione integrativa per la richiesta di rilascio dell’A.I.A. Così, inaspettatamente, mentre siamo in attesa di conoscere le decisioni della Giunta Provinciale sul riesame della VIA, arriva l’atto di convocazione della Conferenza dei Servizi (det. n.155 del 21.1.2010), indetta per valutare le integrazioni presentate per ottenere il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale che permetterebbe a S.E. di alimentare l’Inceneritore con il CDR da rifiuti.

Paradossale è questo momento della vicenda: mentre la determina n.75 “..accerta le condizioni per il ritiro…in autotutela della D.D. n.2211 del 5.6.2009,..” annullando, di fatto, la pronuncia di Compatibilità Ambientale (V.I.A.) e provocando, se confermata in Delibera di Giunta, la conseguente decadenza della procedura A.I.A., Scarlino Energia la ignora e sfida la Provincia!

Questi sono i fatti, lo stato dell’arte, ma manca un Atto importante: la Delibera di Giunta che adotti conseguentemente i contenuti della, comunque, poco coraggiosa Determina n.75! Su questo siamo  ora noi che chiediamo con determinazione alla  Provincia di procedere rapidamente alla Delibera finale e dimostrare così la correttezza ed il rispetto per quanto prodotto e concluso dall’Inchiesta Pubblica. Francamente, riterremmo paradossale una decisione che non recepisca le conclusione del Comitato d’Inchiesta, ma i comportamenti arroganti di Scarlino Energia, molti passaggi che  sfuggono anche per la scarsa chiarezza degli Atti citati, che sembrano studiati ad arte per lasciare, nel futuro, spazi a qualsiasi decisione in un senso o nell’altro, alimentano  preoccupazione e dubbi.

Crediamo che, a questo punto, s’imponga l’obbligatorietà di una chiara e tempestiva presa di posizione della Giunta Provinciale e del suo Presidente Marras. Un invito pressante lo rivolgiamo quindi anche a tutte le forze politiche del nostro territorio, affinché si facciano carico degli impegni presi in campagna elettorale e dopo, unendosi a noi in questa richiesta di chiarezza.

Il Comitato per il NO all’Inceneritore di Scarlino

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Comunicato Stampa del 18 gennaio 2010

Il Comitato esprime grande soddisfazione per il risultato positivo dell' Assemblea Pubblica di Sabato 16 Gennaio al Casello Idraulico, organizzata in poco più di 24ore e che ha visto la partecipazione di quasi duecento persone, molte delle quali sono rimaste fuori dalla sala. Erano presenti il Sindaco di Follonica Baldi, alcuni assessori e gran parte dei consiglieri di maggioranza e minoranza. E’mancata invece la presenza degli amministratori del Comune di Scarlino che è risultato “rappresentato” solo da alcuni consiglieri di minoranza!

Grande soddisfazione ed apprezzamento, è stata espressa da tutti,  per il risultato dei lavori della Commissione dell’Inchiesta  Pubblica che ha dichiarato che l’Inceneritore di Scarlino non ha i requisiti per essere autorizzato e che la Valutazione d’ Impatto Ambientale non è da confermare ma da ritirare”. Sono state confermate quindi tutte le carenze di un progetto e le omissioni compiute a suo tempo dalla giunta Scheggi che avevano dato origine ai ricorsi al TAR dei Comitati ed Associazioni Ambientaliste e di categoria, unitamente a quelli avanzati dai Comuni di Follonica e Scarlino. Forti perplessità sono state espresse sulla “Determinazione” della Provincia del 13 gennaio, alla quale sono mancati chiarezza e quel coraggio che ci aspettavamo per dimostrare la congruenza alle conclusioni del rapporto finale del Comitato dell’Inchiesta Pubblica: il ritiro della VIA per ripristinare così la legittimità della procedura amministrativa. “Si è deciso di non decidere”, questo il contenuto di molti interventi ed anche, in sintesi, la nostra opinione. I punti 1,3 e 4, così come la scomposta reazione di Scarlino Energia, inducono ad interpretazioni che potrebbero avere un significato positivo, certo è che, viste le inequivocabili conclusioni del Rapporto, ci aspettavamo che ci fosse una stretta e conseguente aderenza nel recepire i risultati dell’Inchiesta Pubblica. Così non è stato ed ora la speranza è che dalla Giunta Provinciale scaturisca una bocciatura totale e senza ambiguità della VIA con il ritiro sia della det.2211 che della 118.

Ci sono state anche reazioni l’indignazione verso Scarlino Energia, (durissimo l’intervento del Sindaco Baldi) che, nel tentativo brutale di condizionare i membri della Giunta, chiamati alla decisione finale sul Riesame dell’Autorizzazione Ambientale, si spinge ad atti di vera e propria intimidazione, minacciando di querela i tecnici del Comitato d’Inchiesta. A questi, naturalmente, è andata la piena, convinta solidarietà di tutta l’Assemblea e l‘apprezzamento per il lavoro svolto che rimarrà, comunque, un elemento prezioso e di grande rilevanza tecnico/giuridica anche per le prevedibili lotte future. Significativo ed “illuminante” l’attacco di S.E. che ha messo in luce la sua vera natura, facendo cadere finalmente il velo ipocrita di ragionevolezza e il tentativo, con le buone, di comprare il collettivo assenso. Un elemento di positività arriva dalla percezione di essere sempre meno soli: deve aumentare la consapevolezza, la partecipazione e l’unità d’intenti in un impegno indirizzato alla lotta all’incenerimento ed allo sviluppo delle alternative.

L'incontro si è concluso con una “passeggiata in corteo” dei partecipanti fino al mare, per respirare quell’”ARIA” del Golfo che stiamo difendendo.

Il Comitato per il NO all’Inceneritore di Scarlino

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"il Comitato ha eletto all'unanimità
Miss Arroganza 2010...
the winner is? indovinate chi?"

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L'inchiesta pubblica si è conclusa con il rapporto finale della Commissione.

Il documento, esprimendo un parere non favorevole, demolisce completamente la VIA di Scarlino Energia ed il relativo parere di conformità ambientale rilasciato dalla Provincia.

Le inadempienze sono innumerevoli e di assolutà gravità

L'INCENERITORE DI SCARLINO NON HA I
REQUISITI PER ESSEREAUTORIZZATO

Apri il documento

 


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COMUNICATO STAMPA N° 01 DEL 08 gennaio 2010

Inchiesta pubblica


“Il Comitato dell’Inchiesta Pubblica, al termine dei suoi lavori, ESPRIME UN PARERE NON FAVOREVOLE.    Pertanto la Valutazione di Impatto Ambientale ….. approvata con Determina Dirigenziale della Provincia di Grosseto….. NON E’ DA CONFERMARE, MA DA RITIRARE IN AUTOTUTELA.” apri documento dal sito: www.provincia.grosseto.it/viascarlino/

Queste sono le conclusioni, il parere espresso sul Rapporto redatto dai Tecnici componenti il Comitato dell’Inchiesta Pubblica. Questo, in pratica, è ciò che “suggeriscono” alla Provincia (al responsabile della Procedura ed alla Giunta) per la conclusione del “procedimento di riesame” della V.I.A.

Per noi del Comitato del NO e per tutti gli altri soggetti, da noi coinvolti ed impegnati in questo vicenda, un “successo di tappa” importante che oggi ci  premia per tutto il lavoro svolto; un risultato fondamentale per arrivare all’auspicato annullamento della Compatibilità Ambientale data con le determine 118/09 e 2211/09, dalla precedente Amministrazione Scheggi. La conferma che le nostre denunce sulle irregolarità ed omissioni verificatesi durante la procedura di VIA, erano fondate.

Oggi siamo felici che ciò sia emerso; questo è un risultato che ci permette un ulteriore accreditamento nei confronti della Gente, ma anche nei confronti degli Enti Pubblici; credibilità che deriva dalla nostra capacità e serietà, ma anche dalla determinazione che ci spinge ancora a voler chiarire come si sia potuti arrivare alla concessione di una VIA cosi manifestamente carente.     Questo è quello che ci aspettavamo, visto l’impegno e la consapevolezza acquisita dal Comitato che ha avuto la responsabilità dell’Inchiesta, rilevando numerose ed evidenti carenze tecniche, soprattutto per quanto riguarda la conoscenza degli impatti ambientali e la definizione e qualificazione dell’Impianto: una Centrale Elettrica in sede di VIA, un Inceneritore in sede di AIA!

Argomenti questi, che insieme al mancato rispetto di normative, rilevato sullo Studio presentato da Scarlino Energia ed a procedure anomale seguite in fase di V.I.A., avevano determinato i nostri Ricorsi Amministrativi. Siamo consapevoli del fatto che il parere espresso dalla Commissione d’Inchiesta non sia vincolante, ma la consistenza delle carenze rilevate e delle argomentazioni a sostegno, a noi sembrano sufficienti e determinanti per motivare adeguatamente il responsabile della procedura e la Giunta Provinciale che dovranno decidere l’eventuale Ritiro in Autotutela della Compatibilità Ambientale data sulla VIA. Sulle decisioni di domani siamo fiduciosi e ci aspettiamo quindi, per coerenza, comportamenti conseguenti.

La delibera del Consiglio Provinciale del 17 settembre, votata all’unanimità, aveva dato inizio ad un percorso coraggioso che la Provincia aveva intrapreso in rispetto degli impegni presi con noi in campagna elettorale dal Presidente Marras, impegni, tra l’altro, condivisi da tutte le forze politiche  della provincia. Chiedevamo, allora, un riesame della VIA, un controllo rigoroso delle procedure e di quanto prodotto fino ad allora sia dalla Scarlino Energia che dagli uffici tecnici della Provincia e questo è quello  che sta accadendo oggi, a conferma della volontà di rispettare impegni e legalità ed a conferma delle nostre buone ragioni.

Questo, per ora, ci basta e questo è quello che ci fa credere con forza che la decisione finale non potrà che tener conto di quanto emerso dall’Inchiesta Pubblica.

Il Comitato per il NO all’Inceneritore di Scarlino


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venerdì 11 dicembre 2009

LETTERA AI MEDICI: INCENERITORE UN PERICOLO PER LA SALUTE

(n. 156/2009) Follonica: lettera del sindaco Eleonora Baldi ai medici. Il primo cittadino è preoccupato dei danni alla salute pubblica che potrebbe provocare l’inceneritore di Scarlino. Chiesta all’ASL un’indagine epidemiologica. “L’attenzione al mantenimento di un ambiente salubre - scrive il sindaco - significa prevenzione, che è l’arma principale che abbiamo per prevenire tutte le sofferenze che il diffondersi di malattie degenerative porta con sé anche a distanza di anni”.

Il sindaco di Follonica Eleonora Baldi ha inviato una lettera ai medici di Follonica, preoccupata dai danni alla salute pubblica che l’inceneritore di Scarlino potrebbe causare al nostro territorio. Ne riportiamo il testo integrale:
“Da sempre, molto prima del mandato ricevuto dalla cittadinanza come Sindaco di questo Comune, ho avuto modo di apprezzare in qualità di madre e di cittadina, l’impegno profuso dalla categoria che rappresentate a tutela della salute della popolazione, e in particolare l’impegno, da parte di molti dei destinatari di questa missiva, a tutela dell’ambiente in cui viviamo che, come la letteratura scientifica ci insegna, è presupposto basilare della difesa della salute, il bene primario che ci consente una dignitosa qualità della vita. Ricordo infatti le numerose prese di posizione che negli anni diversi tra voi hanno sottoscritto e che chiedevano agli Amministratori di questa provincia di monitorare le attività industriali che insistono sul territorio circostante il Casone nonché - cito testualmente- “di evitare ulteriori nuove presenze come il mega-inceneritore del Casone visto lo stato precario della zona dove ci sono insediamenti ancora da bonificare con gravi concentrazioni di metalli pesanti.”(documento a firma dei Sig.ri Medici Guidoni, Ricceri, Bonifazi, Bronzoni, Cavicchi, Poli, Taddei, Francesconi, Ferrai e altri ) Come saprete, pur senza detenere le Vostre conoscenze in merito, ho espresso più volte la mia contrarietà alla presenza di un inceneritore di rifiuti in questo territorio sia per le evidenze scientifiche, oggi di dominio comune, sui gravi danni per la salute umana delle polveri ultrafini e delle diossine provenienti dagli inceneritori, sia per la condizione già pesantemente provata in cui versa il nostro territorio, che con l’avvio dell’inceneritore di Scarlino, aggraverebbe il concentramento del rischio stesso e quindi potrebbe determinarsi una situazione oggettivamente pericolosa per la salute de



Ultimo aggiornamento: 2010-03-14

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