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Il TAR boccia l'inceneritore. Carenze su VIA e AIA
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RIESAME DELLA VIA

Le prossime riunioni del Comitato sono convocate in data 15 e 29 marzo

Le prossime riunioni del Consiglio direttivo sono convocate in data 11 e 18 marzo

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L'inceneritore di Vienna

......Ogni giorno il bel camino emette circa 8 chili di polveri ( nanopolveri?) e 122 milioni di picogrammi di diossine, quante ne bastano per coprire la dose tollerabile giornaliera di 870.000 viennesi......


dal sito di Federico Valerio (Direttore del Dipartimento di chimica ambientale dell'Istituto tumori di Genova) :http://federicovalerio.splinder.com/post/16090799

Non è tutto oro: l'inceneritore di Vienna. A Vienna, l' idea di realizzare un inceneritore nel quartiere di Spittelau risale al 1969, nell'ambito dell'ampiamento della rete di teleriscaldamento già operativa e la scelta del sito, allora, fu motivata dall'avere il più vicino possibile gli edifici da teleriscaldare, in particolare l'ospedale di Vienna, a circa due chilometri dall'impianto.

Ovviamente, l'impianto realizzato negli anni 70 non era un granch'è in fatto di trattamento fumi e negli anni successivi l'impianto fu necessariamente sottoposto a progressivi miglioramenti e agli inizi degli anni 90, insieme al completo rifacimento della linea di trattamento dei fumi, si decise di affidare ad un vulcanico architetto (Friedensreich Hundertwasser) il restyling estetico dell'impianto.

A parte il fatto che l'inceneritore di Spittelau non si trova affatto nel centro di Vienna, ma in un suo quartiere periferico, è evidente che la sua localizzazione non ha tenuto conto del possibile impatto sanitario da nanopolveri e inquinanti persistenti su chi risiede controvento all'impianto, in quanto questa problematica negli anni settanta era in pratica ignorata.

Per inciso le stesse considerazioni si possono fare per la localizzazione dei due inceneritori di Copenhagen, costruiti negli anni '70, e per quello di MonteCarlo ( principato di Monaco), la cui localizzazione risale alla fine dell'800!

E ovviamente una volta fatto l'investimento occorre ammortizzarne nel tempo il valore. E questo vuol dire che per almeno 20 anni l'inceneritore non si muove di lì qualunque cosa succeda.

Ogni anno l'impianto di Spittelau tratta 250.000 tonnellate di rifiuti urbaniche richiedono il via vai giornaliero di 250 camion e il calore prodotto è utilizzato per il teleriscaldamento

Complessivamente il bilancio energetico non sembra esaltante; il calore utile prodotto corrisponde alfabbisogno di 15.000 appartamenti da 80 metri quadri, abitati da circa 45.000 degli oltre un milione di viennesi che vivono nella capitale. Non è granchè e in effetti, a Vienna, per riscaldare tutti gli altri abitanti, ci sono altri cinque impianti di teleriscaldamento a gas e a olio combustibile

Peraltro, lo stesso inceneritore nelle fasi di avvio e spegnimento e per far fronte alla domanda di calore nei momenti di punta, brucia metano (cinque milioni di metri cubi all'anno) con il quale si copre circa il 10% della quantità di calore complessivamente prodotto dall'inceneritore.

Vediamo ora quale è il costo ambientale di questo beneficio termico, con la doverosa premessa che l'impianto come tutti i suoi "fratelli", rispetta a pieno i limiti di legge austriaci.

Ogni giorno il bel camino emette circa 8 chili di polveri ( nanopolveri?) e 122 milioni di picogrammi di diossine, quante ne bastano per coprire la dose tollerabile giornaliera di 870.000 viennesi.

Se questi inquinanti insieme agli ossidi di azoto, acido cloridrico, metalli pesanti,stanno creando problemi sanitari ai ragazzini e agli anziani, non è dato sapere. Comunque gli austriaci sono attenti ai problemi ambientali e vi posso testimoniare che si fa di tutto per scoraggiare l'arrivo in città con auto private, compreso quello di falsi messaggi di parcheggi esauriti da parte dei cartelloni elettronici che ti mandano ai parcheggi più lontani dal centro città.

Ovviamente anche l'inceneritore di Spittelau rispetta la legge di conservazione di massa e per ogni tonnellata di rifiuto termovalorizzato produce 280 chili di rifiuti solidi che, in vagoni coperti ( altro traffico indotto), sono mandati nell'impianto di trattamento rifiuti di Rinterzelt. Qui si procede ( con quali consumi energetici e impatti ambientali?) a recuperare il ferro,( 24 chili per tonnellata di rifiuti trattati) e le ceneri pesanti sono mescolate a cemento e utilizzate per realizzare i muri di sostegno della discarica rifiuti solidi di Vienna.

Ovviamente se qualcuno ha creduto alla favola che i termovalorizzatori eliminano le discariche, ora sa che non è vero e nonostante i termovalorizzatori le discariche non ci sono solo a Vienna, ma anche a Copenhagen e a Brescia.

Le analisi dicono che i rilasci di metalli da questa miscela cemento-ceneri sono rassicuranti, peccato che nessuno ha probabilmente misurato la quantità di composti organici genotossici presenti in queste ceneri. Vi posso assicurare che non sono affatto trascurabili.

I residui del trattamento ad umido dei fumi (0,9 chili per tonnellata di rifiuto termovalorizzato) sono talmente tossici per cui non si è inventato niente di meglio per il loro smaltimento che inviarli per treno in Germania ( con quali consumi energetici?) a riempire la miniera di salgemma in disuso di Heilbronn.

Terminiamo queste informazioni ricordando che comunque l'Austria nel 2001 riciclava e compostava il 60% dei sui materiali post consumo, ne inviava a discarica il 30% ( dopo biostabilizzazione con trattamenti meccanico biologici) e ne inceneriva solo il 10%, in gran parte nei due soli inceneritori di Vienna.

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LATTE MATERNO, DIOSSINE E PCB

 

”A dispetto del grande affetto che noi abbiamo per i nostri bambini
e della grande retorica della nostra società sul valore dell’infanzia,
la società è riluttante a sviluppare quanto necessario
per proteggere i bambini dai rischi ambientali”

(Bruce P. Lanphear Children’s Environmental Health Center - U.S.A. - oct. 2006)


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NIENTE SI CREA NIENTE SI DISTRUGGE TUTTO SI TRASFORMA
(Antoine De Lavoisier 1783)

Cosa esce da un inceneritore al termine del processo completo di combustione?. Per ogni tonnellata di rifiuti bruciata, con l’aggiunta di acqua e aria, si ottiene:

1 tonnellata di fumi immessi in atmosfera;
300 kg
di ceneri allo stato solido;
30 kg
di ceneri volanti;
650 kg
di acqua inquinata, che necessita un processo di depurazione;
20 kg
di gesso.

Se si sommano tutte le masse dei prodotti della reazione, si ottiene un valore pari a 2 tonnellate, ovvero esattamente il doppio rispetto alla materia in entrata. Questo a causa dell’introduzione nel processo di acqua e aria.

Quindi, con l’incenerimento dei rifiuti, non si ha la distruzione della massa, ma una riduzione del loro volume, tramite un efficiente compattamento di tipo chimico, anziché meccanico. Il prezzo pagato per questa riduzione è l’emissione di polveri e gas nell’atmosfera. Tra questi troviamo vapore acqueo e anidride carbonica, che normalmente si trovano nell’aria; ma soprattutto si trovano numerose sostanze tossiche, tra cui:

polveri fini e ultrafini; monossido di Carbonio; acido cloridrico; metalli pesanti (piombo, mercurio…); anidride solforosa; diossine; furani.

E’ QUESTO IL SISTEMA PER SMALTIRE I RIFIUTI?

E' TRASFORMANDO L'ATMOSFERA IN UNA IMMENSA DISCARICA CHE CI LIBERIAM0 DEI RIFIUTI?

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Comunicato stampa n° 04 del 10-02-2010
RIESAME DEL RIESAME

Il Comitato del NO all’Inceneritore di Scarlino ha appreso con stupore che la Provincia, dopo aver adottato il rapporto informativo del dirigente del settore Ambiente, avrebbe deciso di affidare ad un collegio di esperti dell’Università di Siena, coordinato dal Rettore Focardi, l’incarico di procedere ad un ulteriore “riesame” che dovrebbe dar luogo ad un Rapporto conclusivo per la decisione finale sulla VIA. Praticamente un Rapporto sul Rapporto Finale della Commissione d’Inchiesta Pubblica istituita per riesaminare la procedura di VIA per l’inceneritore della Scarlino Energia e che aveva confermato le numerose illegittimità procedurali e normative che avevano determinato diversi ricorsi al TAR!

Siamo sconcertati e delusi da questa decisione che ci sembra del tutto incoerente e superflua; lo stesso Marras afferma che “in questi mesi la Provincia ha provveduto a rivisitare la procedura di Via”…,  a che pro dare un altro incarico?

La Giunta Marras, su indicazione di tutto il Consiglio Provinciale, aveva già deliberato a settembre il riesame dei procedimenti amministrativi che avevano portato alla concessione della VIA, e, a tale scopo, aveva istituito a novembre una Commissione di Inchiesta Pubblica.

I risultati di tale Commissione, pubblicati sul sito della provincia, non lasciano adito a nessun dubbio: “Il Comitato d’Inchiesta Pubblica al termine dei suoi lavori esprime un parere non favorevole. Pertanto la Valutazione di Impatto Ambientale …..non è da confermare ma da ritirare in autotutela.”

Così è scritto, non ci sono se e ma, non ci sembra che ci siano spazi per equivoci o nuovi “aggiustamenti” tipici della vecchia Amministrazione.

Il riesame è stato fatto e non ne servono altri! Sono stati spesi soldi dei contribuenti, il tempo e la credibilità di tutti, perché spenderne ancora se i risultati sono così palesi?

Voler effettuare un  riesame del riesame e un Rapporto che revisioni un Rapporto che c’è già si profila come grave attentato alla fiducia che la Gente aveva nei confronti dell’Amministrazione Provinciale che ha voluto tutto questo per ripristinare trasparenza e “legalità”.. No si può ribadire che “i risultati non sono mai stati orientati ad un risultato predeterminato” se poi non si agisce in modo conseguente ai  risultati ottenuti; ignorarli, sarebbe svalutare lo stesso lavoro dei Commissari che pure erano stati scelti in base alle loro alte qualifiche ed elevata professionalità.

Per rendere quest’organo il più autorevole possibile, ai tecnici agronomi, ingegneri e urbanisti della Commissione, la Provincia aveva affiancato anche un esperto ( Dott.Baroni di cui alleghiamo curriculum) dell’Università di Siena, già collaboratore del Professor Focardi;

A che scopo quindi coinvolgerla ancora? E’ vero che “in questa vicenda esistono interessi in campo di diversa e contrapposta natura”, come recita il comunicato della Provincia:  un interesse di natura strettamente commerciale per la Scarlino Energia che prescinde dai pericoli per l’Ambiente e la Salute che invece rappresentano, insieme a SANI POSTI DI LAVORO, il futuro per la vita della popolazione residente nel territorio.

Proteggere la salute umana, contribuire con un migliore ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie e conservare la capacità di riproduzione dell'ecosistema in quanto risorsa essenziale per la vita ai sensi dell’art. 4 del D.lgs. 4/2008”,
così aveva dichiarato l’ Amm: Provinciale nell’istituire il Comitato d’Inchiesta Pubblica.

E’ per la tutela di questi superiori interessi pubblici che chiediamo, ora, la revoca dell’incarico e l’applicazione dei risultati della Commissione d’inchiesta pubblica:
LA REVOCA DELLA VIA!

 

Il Comitato per il NO all’Inceneritore di Scarlino

 

  
  
 

 

 

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GLI OPERAI SARANNO I PRIMI A SUBIRE
I DANNI DELL'INCENERITORE

 

Secondo il NRC (CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE AMERICANO):

“Gli operatori dell’inceneritore ed i lavoratori addetti alla manutenzione e quelli che sono coinvolti nella raccolta, nel trasporto e nello scarico delle ceneri volanti e dei residui dei sistemi di abbattimento delle emissioni sono potenzialmente più esposti a sostanze tossiche associate con l’incenerimento.”

Dopo aver notato che “i lavoratori addetti all’inceneritore sono stati esposti ad alte concentrazioni di diossine e di metalli tossici, in particolare piombo, cadmio e mercurio”, il Consiglio ha espresso grande preoccupazione nei confronti della tutela dei lavoratori, indipendentemente dalla applicazione delle più severe tecnologie di abbattimento (NRC 2000).

I lavoratori impiegati negli inceneritori di rifiuti urbani subiscono una considerevole esposizione alle ceneri prodotte dall’impianto e ciò solleva la possibilità che essi possano assorbire quantità significanti di diossine e di altre sostanze tossiche presenti nelle ceneri. La maggiore esposizione avviene durante le operazioni di abbattimento degli inquinanti dalle ceneri (Schecter et al. 1991). I dispositivi di protezione del personale sono stati progettati allo scopo di proteggere i lavoratori dagli inquinanti che si disperdono in aria sebbene sia importante notare che le diossine e le altre sostanze contaminanti possono essere assorbiti anche attraverso la pelle.

apri documento: Stato delle conoscenze sugli effetti degli inceneritori sulla salute umana

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Scarlino Energia: Il presidente Marras rende note le decisioni della Giunta 02/02/2010

Marras: «Approvato dalla Giunta il rapporto del dirigente: entro 30 giorni rapporto interdisciplinare e decisione conclusiva sulla Via. Assistenza legale della Provincia ai commissari querelati da Scarlino Energia»
La Provincia ha sempre agito nel rispetto della legge per tutelare la salute. Questa mattina la Giunta provinciale ha esaminato diverse questioni relative alla vicenda che riguarda l’impianto di Scarlino Energia.

«Ritenendo del tutto inaccettabile il metodo intimidatorio di Scarlino Energia – spiega il presidente della Provincia Leonardo Marras – una volta appreso che erano state notificate le querele ai componenti della Commissione d’inchiesta pubblica, la Giunta provinciale ha immediatamente deciso di dare assistenza giuridico legale ai propri dipendenti ed ai consulenti nominati dall’Ente.

Già in precedenti occasioni avevo sottolineato che l’Amministrazione respingeva gli atteggiamenti  minacciosi di Scarlino Energia, tesi ad impedire un sereno svolgimento della procedura di verifica della Via. Coerentemente con la solidarietà già manifestata ai componenti del Comitato per le aggressioni di cui sono stati oggetto all’indomani della diffusione dei risultati dell’inchiesta pubblica, quindi, abbiamo deciso di affiancarli in sede giudiziaria a momento in cui si entrerà nel merito delle querele.

L'inchiesta pubblica, peraltro, ha fedelmente e sinteticamente riportato il tenore delle udienze tenute con la presenza del pubblico e riproposto tal quali le obiezioni oggetto dei ricorsi da parte dei Comuni di Scarlino e Follonica e di altri cittadini e comitati».

Sempre nella stesa seduta, la Giunta provinciale ha trattato la questione relativa alla procedura di revisione della Valutazione d’impatto ambientale.

«I componenti dell’esecutivo – spiega il presidente – hanno esaminato attentamente e quindi adottato il rapporto informativo del dirigente del Settore ambiente, che ha ricevuto le osservazioni presentate dalla società Scarlino Energia alle conclusioni del procedimento del riesame e dopo l'inchiesta pubblica.

Rapporto che ha ribadito i punti critici già evidenziati nella determina conclusiva della prima parte del procedimento di riesame, assegnando 30 giorni per l’istruttoria, al termine dei quali la Giunta adotterà il provvedimento finale.

Nei suddetti 30 giorni – aggiunge il presidente – l’Ufficio di Via della Provincia ed un collegio di esperti in materia ambientale dell’Università di Siena coordinati dal professor Silvano Focardi, redigeranno il rapporto interdisciplinare sulla base del quale sarà presa la decisione conclusiva.

In questi mesi – conclude Marras – la Provincia ha provveduto a rivisitare la procedura di Via, tenendo fede agli indirizzi del Consiglio provinciale e nel più rigoroso rispetto del dettato normativo di settore. È evidente che in questa vicenda esistono interessi in campo di diversa e contrapposta natura, ma l’Amministrazione provinciale ha sempre e solo avuto la preoccupazione di verificare ed escludere qualunque possibile minaccia alla salute pubblica. Gli approfondimenti sulla procedura di Via hanno avuto solo questo intento e non sono mai stati orientati ad un risultato predeterminato, a prescindere dagli auspici delle parti in causa».

dal sito: http://www.0566news.it/notizia.asp?idn=1862

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Montale: diossina e Pcb nel latte materno
accanto all'inceneritore (29.01.2010)

A Montale (PT), è stata rilevata la presenza di diossina e Pcb nel latte materno. E' una conferma di quello che i Comitati contro gli inceneritori e Italia Nostra sostengono da anni. Pochi mesi fa diossina e Pcb erano già stati rilevati nei polli e negli animali da cortile. A Montale c'è un inceneritore simile a quello di Selvapiana (Rufina) di cui la Provincia ha approvato la fase di 'ampliamento', in realtà si tratta di un 'nuovo inceneritore' quattro volte più grande del vecchio. Un progetto di cui si sono rilevati una somma di 32 vizi di illegittimità nelle procedure di VIA (Valutazione d'impatto ambientale) e AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), per questo Italia Nostra Firenze ha fatto ricorso al TAR, accanto all' Associazione Valdisieve.

dal sito: http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=b0.01.29.23.49

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ELEZIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO E DEL PRESIDENTE

L'Assemblea del 25 gennaio ha deliberato che:
  

- le elezioni per il Consiglio Direttivo e Presidente del Comitato si terranno in  data 13 febbraio 2010
- la sede sarà il casello idraulico di via Roma (follonica)
- la commissione elettorale coincide con quella che ha proposto lo Statuto più Paolo Bottai come scrutatore.
- gli orari mattina 10:30-12:30, pomeriggio 16:00-20:00

- E' possibile candidarsi:
1) tramite mail all'indirizzo: comitato@noinceneritorediscarlino.org
2) durante la prossima assemblea del Comitato, convocata lunedì 01 febbraio ore 21 al campo di atletica di Follonica. A chiusura dell'assemblea, saranno chiuse anche le candidature.



Hanno diritto al voto i soci iscritti:
1. negli elenchi soci del 2007, 2008 e 2009 ,
2. nella lista dei presenti all’assemblea del 09 dicembre 2010
3. nella lista delle associazioni di vario tipo che nel tempo hanno sostenuto il Comitato
4. più alcuni nomi (indicati da chi della commissione è la memoria storica del comitato) che in vari momenti hanno contribuito alla vita del comitato stesso.

Purché in regola con la quota associativa 2010 (possibile regolarizzarsi
al momento del voto) di minimo 10 euro.



 

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Comunicato stampa n° 03 del 23-01-2010

Abbiamo apprezzato il lavoro del Comitato per l’Inchiesta Pubblica. Dai documenti della commissione adesso è chiaro a tutti  che  “l’Inceneritore di Scarlino non ha i requisiti per essere autorizzato e la Valutazione d’Impatto Ambientale non è da confermare ma da ritirare” a causa delle gravissime lacune rilevate dal Comitato d’Inchiesta sul S.I.A. presentato; lacune già oggetto dei ricorsi al TAR ed ora, ampiamente ed inconfutabilmente confermate dai contenuti della Determina Dir. n.75 della Provincia.

Abbiamo assistito all’intimidazione, all’inaccettabile minaccia di querela da parte della Scarlino Energia nei confronti dei componenti questo Comitato; agli attacchi alla professionalità  di tecnici di inconfutabile esperienza; al tentativo maldestro di screditare il Rapporto finale dell’ Inchiesta, con articoli sui giornali a cui è stato già ampiamente risposto. Adesso S.E. produce un ennesimo tentativo per forzare l’iter procedurale ed invece di presentare  osservazioni alla Determina n.75 del 13.1.2010 nei 10 giorni previsti per legge, per concludere il riesame della V.I.A., mostra disprezzo sia per la Determina che per i risultati dell’Inchiesta Pubblica voluta per garantire il diritto di partecipazione ai cittadini del territorio e, ignorandone le conclusioni, forza i tempi presentando la documentazione integrativa per la richiesta di rilascio dell’A.I.A. Così, inaspettatamente, mentre siamo in attesa di conoscere le decisioni della Giunta Provinciale sul riesame della VIA, arriva l’atto di convocazione della Conferenza dei Servizi (det. n.155 del 21.1.2010), indetta per valutare le integrazioni presentate per ottenere il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale che permetterebbe a S.E. di alimentare l’Inceneritore con il CDR da rifiuti.

Paradossale è questo momento della vicenda: mentre la determina n.75 “..accerta le condizioni per il ritiro…in autotutela della D.D. n.2211 del 5.6.2009,..” annullando, di fatto, la pronuncia di Compatibilità Ambientale (V.I.A.) e provocando, se confermata in Delibera di Giunta, la conseguente decadenza della procedura A.I.A., Scarlino Energia la ignora e sfida la Provincia!

Questi sono i fatti, lo stato dell’arte, ma manca un Atto importante: la Delibera di Giunta che adotti conseguentemente i contenuti della, comunque, poco coraggiosa Determina n.75! Su questo siamo  ora noi che chiediamo con determinazione alla  Provincia di procedere rapidamente alla Delibera finale e dimostrare così la correttezza ed il rispetto per quanto prodotto e concluso dall’Inchiesta Pubblica. Francamente, riterremmo paradossale una decisione che non recepisca le conclusione del Comitato d’Inchiesta, ma i comportamenti arroganti di Scarlino Energia, molti passaggi che  sfuggono anche per la scarsa chiarezza degli Atti citati, che sembrano studiati ad arte per lasciare, nel futuro, spazi a qualsiasi decisione in un senso o nell’altro, alimentano  preoccupazione e dubbi.

Crediamo che, a questo punto, s’imponga l’obbligatorietà di una chiara e tempestiva presa di posizione della Giunta Provinciale e del suo Presidente Marras. Un invito pressante lo rivolgiamo quindi anche a tutte le forze politiche del nostro territorio, affinché si facciano carico degli impegni presi in campagna elettorale e dopo, unendosi a noi in questa richiesta di chiarezza.

Il Comitato per il NO all’Inceneritore di Scarlino

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Comunicato Stampa del 18 gennaio 2010

Il Comitato esprime grande soddisfazione per il risultato positivo dell' Assemblea Pubblica di Sabato 16 Gennaio al Casello Idraulico, organizzata in poco più di 24ore e che ha visto la partecipazione di quasi duecento persone, molte delle quali sono rimaste fuori dalla sala. Erano presenti il Sindaco di Follonica Baldi, alcuni assessori e gran parte dei consiglieri di maggioranza e minoranza. E’mancata invece la presenza degli amministratori del Comune di Scarlino che è risultato “rappresentato” solo da alcuni consiglieri di minoranza!

Grande soddisfazione ed apprezzamento, è stata espressa da tutti,  per il risultato dei lavori della Commissione dell’Inchiesta  Pubblica che ha dichiarato che l’Inceneritore di Scarlino non ha i requisiti per essere autorizzato e che la Valutazione d’ Impatto Ambientale non è da confermare ma da ritirare”. Sono state confermate quindi tutte le carenze di un progetto e le omissioni compiute a suo tempo dalla giunta Scheggi che avevano dato origine ai ricorsi al TAR dei Comitati ed Associazioni Ambientaliste e di categoria, unitamente a quelli avanzati dai Comuni di Follonica e Scarlino. Forti perplessità sono state espresse sulla “Determinazione” della Provincia del 13 gennaio, alla quale sono mancati chiarezza e quel coraggio che ci aspettavamo per dimostrare la congruenza alle conclusioni del rapporto finale del Comitato dell’Inchiesta Pubblica: il ritiro della VIA per ripristinare così la legittimità della procedura amministrativa. “Si è deciso di non decidere”, questo il contenuto di molti interventi ed anche, in sintesi, la nostra opinione. I punti 1,3 e 4, così come la scomposta reazione di Scarlino Energia, inducono ad interpretazioni che potrebbero avere un significato positivo, certo è che, viste le inequivocabili conclusioni del Rapporto, ci aspettavamo che ci fosse una stretta e conseguente aderenza nel recepire i risultati dell’Inchiesta Pubblica. Così non è stato ed ora la speranza è che dalla Giunta Provinciale scaturisca una bocciatura totale e senza ambiguità della VIA con il ritiro sia della det.2211 che della 118.

Ci sono state anche reazioni l’indignazione verso Scarlino Energia, (durissimo l’intervento del Sindaco Baldi) che, nel tentativo brutale di condizionare i membri della Giunta, chiamati alla decisione finale sul Riesame dell’Autorizzazione Ambientale, si spinge ad atti di vera e propria intimidazione, minacciando di querela i tecnici del Comitato d’Inchiesta. A questi, naturalmente, è andata la piena, convinta solidarietà di tutta l’Assemblea e l‘apprezzamento per il lavoro svolto che rimarrà, comunque, un elemento prezioso e di grande rilevanza tecnico/giuridica anche per le prevedibili lotte future. Significativo ed “illuminante” l’attacco di S.E. che ha messo in luce la sua vera natura, facendo cadere finalmente il velo ipocrita di ragionevolezza e il tentativo, con le buone, di comprare il collettivo assenso. Un elemento di positività arriva dalla percezione di essere sempre meno soli: deve aumentare la consapevolezza, la partecipazione e l’unità d’intenti in un impegno indirizzato alla lotta all’incenerimento ed allo sviluppo delle alternative.

L'incontro si è concluso con una “passeggiata in corteo” dei partecipanti fino al mare, per respirare quell’”ARIA” del Golfo che stiamo difendendo.

Il Comitato per il NO all’Inceneritore di Scarlino

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"il Comitato ha eletto all'unanimità
Miss Arroganza 2010...
the winner is? indovinate chi?"

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L'inchiesta pubblica si è conclusa con il rapporto finale della Commissione.

Il documento, esprimendo un parere non favorevole, demolisce completamente la VIA di Scarlino Energia ed il relativo parere di conformità ambientale rilasciato dalla Provincia.

Le inadempienze sono innumerevoli e di assolutà gravità

L'INCENERITORE DI SCARLINO NON HA I
REQUISITI PER ESSEREAUTORIZZATO

Apri il documento

 


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COMUNICATO STAMPA N° 01 DEL 08 gennaio 2010

Inchiesta pubblica


“Il Comitato dell’Inchiesta Pubblica, al termine dei suoi lavori, ESPRIME UN PARERE NON FAVOREVOLE.    Pertanto la Valutazione di Impatto Ambientale ….. approvata con Determina Dirigenziale della Provincia di Grosseto….. NON E’ DA CONFERMARE, MA DA RITIRARE IN AUTOTUTELA.” apri documento dal sito: www.provincia.grosseto.it/viascarlino/

Queste sono le conclusioni, il parere espresso sul Rapporto redatto dai Tecnici componenti il Comitato dell’Inchiesta Pubblica. Questo, in pratica, è ciò che “suggeriscono” alla Provincia (al responsabile della Procedura ed alla Giunta) per la conclusione del “procedimento di riesame” della V.I.A.

Per noi del Comitato del NO e per tutti gli altri soggetti, da noi coinvolti ed impegnati in questo vicenda, un “successo di tappa” importante che oggi ci  premia per tutto il lavoro svolto; un risultato fondamentale per arrivare all’auspicato annullamento della Compatibilità Ambientale data con le determine 118/09 e 2211/09, dalla precedente Amministrazione Scheggi. La conferma che le nostre denunce sulle irregolarità ed omissioni verificatesi durante la procedura di VIA, erano fondate.

Oggi siamo felici che ciò sia emerso; questo è un risultato che ci permette un ulteriore accreditamento nei confronti della Gente, ma anche nei confronti degli Enti Pubblici; credibilità che deriva dalla nostra capacità e serietà, ma anche dalla determinazione che ci spinge ancora a voler chiarire come si sia potuti arrivare alla concessione di una VIA cosi manifestamente carente.     Questo è quello che ci aspettavamo, visto l’impegno e la consapevolezza acquisita dal Comitato che ha avuto la responsabilità dell’Inchiesta, rilevando numerose ed evidenti carenze tecniche, soprattutto per quanto riguarda la conoscenza degli impatti ambientali e la definizione e qualificazione dell’Impianto: una Centrale Elettrica in sede di VIA, un Inceneritore in sede di AIA!

Argomenti questi, che insieme al mancato rispetto di normative, rilevato sullo Studio presentato da Scarlino Energia ed a procedure anomale seguite in fase di V.I.A., avevano determinato i nostri Ricorsi Amministrativi. Siamo consapevoli del fatto che il parere espresso dalla Commissione d’Inchiesta non sia vincolante, ma la consistenza delle carenze rilevate e delle argomentazioni a sostegno, a noi sembrano sufficienti e determinanti per motivare adeguatamente il responsabile della procedura e la Giunta Provinciale che dovranno decidere l’eventuale Ritiro in Autotutela della Compatibilità Ambientale data sulla VIA. Sulle decisioni di domani siamo fiduciosi e ci aspettiamo quindi, per coerenza, comportamenti conseguenti.

La delibera del Consiglio Provinciale del 17 settembre, votata all’unanimità, aveva dato inizio ad un percorso coraggioso che la Provincia aveva intrapreso in rispetto degli impegni presi con noi in campagna elettorale dal Presidente Marras, impegni, tra l’altro, condivisi da tutte le forze politiche  della provincia. Chiedevamo, allora, un riesame della VIA, un controllo rigoroso delle procedure e di quanto prodotto fino ad allora sia dalla Scarlino Energia che dagli uffici tecnici della Provincia e questo è quello  che sta accadendo oggi, a conferma della volontà di rispettare impegni e legalità ed a conferma delle nostre buone ragioni.

Questo, per ora, ci basta e questo è quello che ci fa credere con forza che la decisione finale non potrà che tener conto di quanto emerso dall’Inchiesta Pubblica.

Il Comitato per il NO all’Inceneritore di Scarlino


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venerdì 11 dicembre 2009

LETTERA AI MEDICI: INCENERITORE UN PERICOLO PER LA SALUTE

(n. 156/2009) Follonica: lettera del sindaco Eleonora Baldi ai medici. Il primo cittadino è preoccupato dei danni alla salute pubblica che potrebbe provocare l’inceneritore di Scarlino. Chiesta all’ASL un’indagine epidemiologica. “L’attenzione al mantenimento di un ambiente salubre - scrive il sindaco - significa prevenzione, che è l’arma principale che abbiamo per prevenire tutte le sofferenze che il diffondersi di malattie degenerative porta con sé anche a distanza di anni”.

Il sindaco di Follonica Eleonora Baldi ha inviato una lettera ai medici di Follonica, preoccupata dai danni alla salute pubblica che l’inceneritore di Scarlino potrebbe causare al nostro territorio. Ne riportiamo il testo integrale:
“Da sempre, molto prima del mandato ricevuto dalla cittadinanza come Sindaco di questo Comune, ho avuto modo di apprezzare in qualità di madre e di cittadina, l’impegno profuso dalla categoria che rappresentate a tutela della salute della popolazione, e in particolare l’impegno, da parte di molti dei destinatari di questa missiva, a tutela dell’ambiente in cui viviamo che, come la letteratura scientifica ci insegna, è presupposto basilare della difesa della salute, il bene primario che ci consente una dignitosa qualità della vita. Ricordo infatti le numerose prese di posizione che negli anni diversi tra voi hanno sottoscritto e che chiedevano agli Amministratori di questa provincia di monitorare le attività industriali che insistono sul territorio circostante il Casone nonché - cito testualmente- “di evitare ulteriori nuove presenze come il mega-inceneritore del Casone visto lo stato precario della zona dove ci sono insediamenti ancora da bonificare con gravi concentrazioni di metalli pesanti.”(documento a firma dei Sig.ri Medici Guidoni, Ricceri, Bonifazi, Bronzoni, Cavicchi, Poli, Taddei, Francesconi, Ferrai e altri ) Come saprete, pur senza detenere le Vostre conoscenze in merito, ho espresso più volte la mia contrarietà alla presenza di un inceneritore di rifiuti in questo territorio sia per le evidenze scientifiche, oggi di dominio comune, sui gravi danni per la salute umana delle polveri ultrafini e delle diossine provenienti dagli inceneritori, sia per la condizione già pesantemente provata in cui versa il nostro territorio, che con l’avvio dell’inceneritore di Scarlino, aggraverebbe il concentramento del rischio stesso e quindi potrebbe determinarsi una situazione oggettivamente pericolosa per la salute dei cittadini che risiedono in questa zona. Ho pertanto chiesto nel corso dell’estate all’ASL 9 di stabilire le modalità per effettuare un’indagine epidemiologica atto a definire lo stato di salute della popolazione follonichese e che venisse istituito il Registro Tumori, così come previsto dalla Delibera n.1200 del 12/12/2005 che stabilisce tra gli obiettivi di primaria importanza, la sorveglianza epidemiologica della patologia tumorale nella popolazione residente; contemporaneamente, ho richiesto anche l’installazione di centraline di rilevamento di metalli pesanti e polveri ultrafini, perché l’attenzione al mantenimento di un ambiente salubre significa prevenzione, che è l’arma principale che abbiamo per prevenire tutte le sofferenze che il diffondersi di malattie degenerative porta con sé anche a distanza di anni. Firmato, il sindaco Eleonora Baldi”.

dal sito: http://www.comune.follonica.gr.it

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Tutti i video degli interventi all'inchiesta pubblica del 01 dicembre alla sala Consiliare del Comune di Follonica.

Raccomandiamo la visione dei video, in particolare di quello del Dr. Ghirga, che ha trattato i danni sanitari  derivati dall'incenerimento dei rifiuti

apri documento dal sito del Comune di Follonica:

http://www.comune.follonica.gr.it

 

Intervento del Dr. Ghirga

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COMUNICATO STAMPA N° 19 DEL 25 novembre 2009

Interpretazioni e fraintendimenti

Con l’intento di evitare altre interpretazioni o fraintendimenti sulla disponibilità o meno del Comitato del NO all’Inceneritore a partecipare al Referendum, senza polemica ma con chiarezza riteniamo utile precisare che noi faremo con impegno la nostra parte per quanto attiene le attività che lo precedono; tenendo conto naturalmente della nostra “forza lavoro” e degli altri importanti impegni che si accavallano in questo momento.

Dopo una campagna elettorale di grande impegno, un’estate passata ad incontrare gli Enti addetti ai Controlli, la stesura di un Rapporto riepilogativo, la preparazione di Ricorsi Amministrativi, altre mille cose legate anche alle Osservazioni da presentare per l’AIA, da settembre si è aperta l’ attività,  per noi prioritaria: la revisione della VIA che ha dato inizio ad un “Inchiesta Pubblica” che si concluderà a fine anno e che vogliamo seguire passo passo. E’ un evento molto particolare ed importante, con obiettivi di grande rilevanza: la revoca della VIA; obiettivo che abbiamo perseguito in questi anni, molte volte da soli e che adesso non vogliamo farci sfuggire.

Per questi motivi, in occasione del primo incontro del 12 novembre, in 1° Commissione, abbiamo dato la nostra disponibilità a partecipare, svolgendo quelle attività che sono peculiari al Comitato, ma sempre, come detto con le forze che abbiamo. Disponibili quindi a ricercare insieme tutte quelle attività che possono essere utili alla buona riuscita del Referendum, ma lasciando ai partiti di maggioranza e minoranza, promotori attraverso una delibera del Consiglio Comunale, il ruolo di conduttori ed il lavoro di propaganda elettorale che loro, potendo anche contare su una militanza numerosa, conoscono meglio di noi.

Nessun comportamento strano quindi lunedì 23 novembre in Commissione, nessuna sottovalutazione dell’importanza del Referendum. Il mio intervento, essendo stato assente alla riunione precedente, faceva riferimento a quanto deciso il 12 novembre. In quell’occasione, in molti avevamo espresso preoccupazione sulla esiguità del tempo disponibile, ma avevamo comunque deciso (vedi verbale), di partire comunque come se il referendum dovesse svolgersi a gennaio, programmando un calendario di eventi e modalità di mobilitazione. Nel mio intervento di lunedì, vista l’assenza di un programma, di un calendario, dello stesso quesito, della commissione di garanzia, volevo solo ricordare che il tempo era sempre meno, rinnovare la mia preoccupazione ed invitare tutti a muoverci. Se il Consiglio Comunale ha deciso, in maniera unanime ed autonoma, che il Referendum va fatto, noi del Comitato diciamo che va fatto BENE, perché questa  è l’unico modo per ottenere un risultato positivo ed avere la possibilità di farlo contare.

Quanto sopra per opportuna chiarezza ed a futura memoria.

Per il Comitato del NO all’Inceneritore: C. Franchi

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dal sito: http://ambientefuturo.org/?p=782

“ULTIME INFORMAZIONI SULLA TOSSICITA’ DELLE NANOPARTICELLE EMESSE DALL’INCENERIMENTO: DOCUMENTO SCIENTIFICO DEL PROFESSOR VYVYAN HOWARD” (agosto 2009)


E’ con grande piacere che mettiamo a disposizione delle realtà italiane che si battono contro la pratica nociva dell’incenerimento dei rifiuti questo recentissimo lavoro che proprio Vyvyan Howard con una mail ci autorizza a divulgare. In esso si espongono in modo sintetico ed efficace tutte le ragioni per cui di fronte alla estrema pericolosità per la salute umana ampiamente dimostrata delle polveri ultrasottili che trovano nell’incenerimento ( e non solo) una tra le fonti emissive più significative OCCORREREBBE CHE I DECISORI POLITICI APPLICASSERO IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, non consentendo almeno la costruzione di nuovi impianti di incenerimento. Di fronte a contributi scientifici come questi diviene sempre più “criminale” l’assenza di una benchè minima normativa che tuteli la salute pubblica.
Il testo è inglese ma stiamo predisponendo in tempi umanamente rapidi la sua traduzione in italiano. Siamo convinti che ci siano motivi “salutari” PER FAR BUON USO DI QUESTO TESTO”.

Per la Rete Italiana Rifiuti Zero Rossano Ercolini.

DOCUMENTO SCIENTIFICO DEL PROFESSOR VYVYAN HOWARD IN INGLESE

STATEMENT OF EVIDENCE PARTICULATE EMISSIONS AND HEALTH

 

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IL DIBATTITO AGLI INCENERITORI CI SONO SOLUZIONI ALTERNATIVE


COORDINAMENTO RIFIUTI / ZERO, TOSCANA COSTA

LA pubblicazione dei dati relativi al trattamento dei rifiuti nella Regione Toscana scatta una fotografia impietosa di una gestione dei rifiuti fallimentare e antiecologica.
Una raccolta differenziata al 36% è del 9% sotto al minimo di legge, ed è cresciuta di soli 3 punti negli ultimi 4 anni, a fronte di un limite di legge che dal 2012 sarà al 65%. Come potrà quindi crescere nei prossimi tre anni dei 30 punti necessari? Notizie ancora peggiori sulla riduzione della produzione, primo e irrinunciabile anello della catena: non solo non sono mai state adottate politiche serie ma neppure mai pensate, portando la Toscana ad essere la regione con la maggior produzione pro-capite.

Sul piano impiantistico poi, gli impianti esistenti in Toscana per riuso, recupero e riciclo sono pochi e sottodimensionati già rispetto ai livelli attuali di raccolta differenziata, al punto che molti Comuni sono costretti a mandare fuori regione le materie prime recuperate: ci sarebbe quindi una grande richiesta di questi impianti. Purtroppo si continua a incentivare la riduzione della materia mediante l’uso del fuoco, semplicemente ribattezzando con nomi fantasiosi impianti che ripropongono la stessa ricetta: bruciare i rifiuti, sprecando energia e ricchezza che potremmo ottenere con trattamenti di recupero meno costosi e già operativi in molte situazioni. Oppure si finanziano progetti altrettanto fantasiosi di raccolta differenziata come le “isole a scomparsa”, anziché concentrarsi sul metodo che si è dimostrato il più efficace in assoluto, in grado di produrre posti di lavoro ma anche di ammortizzare i costi di investimento: la raccolta porta a porta. E’ quindi con stupore che leggiamo le dichiarazioni di soddisfazione dell’assessore regionale Bramerini sulla raccolta differenziata. Riteniamo che quando si assuma un incarico e il risultato di questo impegno sia di molto al di sotto del limite minimo di legge, ci sia piuttosto da chiedere scusa agli elettori. Nel caso specifico il fallimento è di tale portata da dover prendere in considerazione le dimissioni.
Leggiamo inoltre di continui richiami a una politica “del fare”, a un “partito del sì” volto a contrastare una cosiddetta “politica del no”: però non viene detto che il vasto movimento dei comitati di cittadini non si è limitato ad opporsi a scelte che distruggono l’ambiente e la salute ma, avvalendosi di esperti di fama nazionale e internazionale e colmando almeno in parte il vuoto progettuale delle istituzioni, ha presentato più volte progetti e prospettive concrete che già funzionano in molte parti del mondo e che non richiedono né nuovi inceneritori né nuove discariche.
Gli esempi ci sono e le eccellenze in questo senso sono anche in Toscana, ma questi richiami sono rimasti inascoltati. Rivendichiamo il fatto che oggi è proprio questa vasta rete di comitati e associazioni di cittadini a rappresentare il “fronte del sì” per una corretta gestione della cosa pubblica, difendendo l’interesse collettivo contro la voracità dei gruppi affaristico-finanziari, portati per definizione a pensare solo al profitto, e quindi molto interessati ai contributi previsti a vario titolo (e in contrasto con le direttive europee) per l’incenerimento.
Ricordiamo infine che nell’agosto 2005 la giunta regionale approvò una delibera di impegno che stabiliva il raggiungimento di una riduzione del 15% dei rifiuti prodotti in Toscana entro il 2010 (con dato di riferimento al 2003) e il raggiungimento di una raccolta differenziata del 55% sempre entro tale data: che fine hanno fatto questi impegni? Per questi motivi chiediamo un incontro pubblico al presidente Martini e all’assessore Bramerini, per rendere conto ai cittadini degli impegni non mantenuti e per iniziare una buona volta ad ascoltare la voce delle associazioni di cittadini che in tutta la Toscana hanno idee e progetti innovativi, dimostrando di volere veramente una “politica del fare e del sì”

fonte: http://www.provincia.grosseto.it


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L'inceneritore di Desio visto da dentro
Parla un ex lavoratore

prima parte
http://www.youtube.com/watch?v=PEbgHUTF01s

seconda parte
http://www.youtube.com/watch?v=J5B1cGGx3eo&feature=related


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COMUNICATO STAMPA N° 18 DEL 02 OTTOBRE

La “Parata degli Ignoranti” (quelli che ignorano…. ma che devono parlare).


La parata di quelli che non sanno e non vogliono sapere, ma parlano perché qualcuno glielo ha chiesto. Chi? Scarlino Energia? L’Assessore all’Ambiente della Regione ed i suoi consiglieri? Frange politiche legate alle lobby dell’Incenerimento? Non sappiamo con certezza chi in particolare, ma pensiamo che nella spinta al <Coro>, questi soggetti ci siano tutti.  E così, mentre la Commissione Speciale del Consiglio regionale della Toscana, dopo aver visitato il Centro di Riciclo di Vedelago afferma che "La Toscana deve ripensare il proprio sistema" (articolo) , nel <Coro> straparlano alcune Associazioni di categoria, i Sindacati, il Cispel per bocca del suo direttore.  La costante è sempre la solita: da questi soggetti solo una informazione distorta, orientata, terrorizzante che, partendo da concezioni ANTICHE sul problema Rifiuti (Diglielo anche tu Obama!), si basa su argomentazioni che  denotano l’Ignoranza di chi scrive e che, concettualmente abituato a facili e dovute autorizzazioni, non accetta procedure rigorose. Ci riferiamo al De Girolamo ed a coloro che danno per scontata un’autorizzazione per un Inceneritore, anche in caso di elusione dei vincoli legali ed iter procedurali; in questi casi, le autorizzazioni possano, invece, essere anche revocate. Questo è esattamente quanto denunciato dal nostro Comitato, dai Comuni di Follonica e Scarlino ed ora, dopo verifiche, a conoscenza anche della Provincia.     Quella data alla V.I.A., non è un’Autorizzazione! L’iter è infatti proseguito dopo con la Valutazione d’Incidenza, fatta successivamente, al di fuori della procedura!

Ancora oggi, a Firenze, si pensa “alle Maremme” come qualche secolo fa, quando si costruivano galere per i reprobi del Granducato sulle isolette del lago Prile e si sfruttava il territorio senza preoccuparsi della Gente che lo abitava; ora ci si vuole portare i Rifiuti!

E’ incredibile poi, come i Sindacati, alla ricerca di un facile e demagogico consenso sulla occupazione, restino <fuori> dal problema: dilatano i numeri degli addetti e non capiscono quanto sia difficile, per un lavoratore, accettare quel <pezzo di pane> con la paura che possa essere <avvelenato> e sperare che non capiti a lui di ammalarsi. Non sanno di cosa parlano e si affidano a battaglie pregiudiziali ed ideologiche: vorremo che il sig. Cerretti ci spiegasse come, il turismo  possa danneggiare il territorio e perché parli di contes

Ultimo aggiornamento: 2010-03-10

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