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Comunicati stampa

Comunicato stampa n° 12/08


Abbiamo presentato le osservazioni allo “Studio di Impatto Ambientale"

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Postato da: admin
Ieri scadeva il termine per la presentazione delle osservazioni allo “Studio di Impatto Ambientale sull’ammodernamento tecnologico ed interventi di riqualificazione ambientale ed energetica della centrale elettrica di Scarlino da alimentare con fonti rinnovabili (biomasse) e non convenzionali (CDR e CDR-Q)”. 
Il Comitato, dopo aver studiato attentamente lo studio realizzato dalla Scarlino Energia s.r.l., ha presentato alla Provincia di Grosseto (Settore Pianificazione Territoriale - Uff. Valutazione Impatto Ambientale) le sue osservazioni.
Complessivamente sono state elaborate 23 osservazioni organizzate in due parti; una prima parte con tutte le osservazioni di carattere generale insieme ad alcune obiezioni squisitamente tecniche; una seconda parte con osservazioni particolarmente legate al problema dell’inquinamento già esistente nell’area del Casone ed alla problematica delle bonifiche con particolare riferimento alle bonifiche delle falde.
Tra le osservazioni di carattere generale abbiamo sottolineato che l’impianto non soddisferà il criterio dell’autosufficienza dell’ATO 9, né dell’ATO allargato (Grosseto, Siena, Arezzo). Perché nello studio sono smentiti i “buoni propositi” dei programmi elettorali della nostra Provincia e dei nostri comuni più importanti (a partire da Scarlino e Follonica), ed è stato contraddetto anche il piano provinciale dei Rifiuti. Infatti si parla di “Area Vasta” che comprende anche la Val di Cornia; e non sono definite le provenienze del CDR e delle Biomasse. Non viene preso nella giusta considerazione l’impatto dei trasporti del CDR, delle biomasse e dei rifiuti prodotti dall’incenerimento e dal trattamento di fumi.
Una delle contestazioni più importanti che abbiamo fatto è che lo studio a nostro parere è falsato fin dai presupposti; infatti considera esclusivamente la problematica delle emissioni limitando all’aria (prevalentemente in un raggio di 500 metri) l’impatto previsto e confrontando gli effetti prodotti dal funzionamento dell’inceneritore con una situazione zero riferita al 2006 quando già funzionava l’impianto a biomasse. Inoltre i dati meteorologici necessari alla modellazione della dispersione in aria sono stati acquisiti presso l’aeroporto di Pisa che dista rispetto al sito di Scarlino circa 90 km a nord-nord ovest; di conseguenza i venti dominanti non sono gli stessi della piana di Scarlino.
Un’altro dei “difetti” sostanziali che abbiamo osservato è il fatto che non sono state esaminate le altre fonti di inquinamento dell’area industriale e della vicina Piombino, né sono stati valutati con sufficiente cura gli effetti sul suolo, sulle acque e nel sottosuolo.
Inoltre non sono stati esaminati gli impatti e le interrelazioni con gli altri processi industriali che sono sicuramente fonti di rischio e di inquinamento.
Infine non sono stati considerati gli impatti sulle altre attività già esistenti nel Golfo di Follonica, impatti che rischiano di mettere in seria difficoltà intere categorie. Il comparto turistico alberghiero, il comparto agricolo ed agrituristico, il comparto immobiliare e i relativi indotti.
COMITATO per il NO all’Inceneritore di Scarlino
  1. Si richiede uno studio di impatto sanitario visto che è stato accertato un grave inquinamento delle falde nel sito dove è l’inceneritore.
  2. Manca chiarezza su provenienza CDR, biomasse e sulla loro quantità.
  3. Non sono identificati i vincoli delle principali aree di particolare pregio ambientale.
  4. Poco chiaro il programma di attuazione del progetto nelle fasi di avviamento, funzionamento, smantellamento  recupero; il cronoprogramma dei lavori non è sincronizzato con gli interventi di bonifica.
  5. Non sono riportate le valutazioni delle migliori tecnologie disponibili.
  6. Non è valutato lo stato attuale della qualità delle acque e non si tiene conto che l’area e la falda sono soggette a bonifica.
  7. Vengono trattati i fabbisogni di acqua e le relative fonti di approvvigionamento senza alcuna considerazione sulla sostenibilità, la riproducibilità e la rinnovabilità delle risorse utilizzate; non sono valutati gli effetti complessivi sul corpo recettore (il mare). Non sono fornite indicazioni relative alla qualità delle acque di balneazione e agli effetti nel tempo.
  8. Non risulta possibile valutare se la definizione di rischio fornita dallo studio tiene conto anche del livello di rischio già esistente negli altri impianti dell’area industriale.
  9. I dati meteorologici necessari alla modellazione della dispersione in aria sono stati acquisiti presso l’aeroporto di Pisa che dista dal sito di Scarlino circa 90 Km. a nord-nord ovest. Sono diverse le percentuali dei venti dominanti.
  10. Gli obiettivi dichiarati dalla Società sono in contrasto con quelli del Piano Provinciale dei rifiuti; in particolare viene vanificata la prescrizione di autosufficienza dell’ATO con l’allargamento all’Area Vasta (che comprende la Val di Cornia). I quantitativi di CDR ipotizzati sono 3 volte quelli previsti dal Piano.
  11. Non appare convincente il quadro esposto per la quantità e la qualità delle ceneri e dei residui prodotti dal trattamento dei fumi.
  12. E’ trascurato il peso dovuto al grave inquinamento industriale da Arsenico sia al suolo che nelle falde tentando di accreditare un’ampia anomalia geochimica, ormai smentita chiaramente dai recenti studi.
  13. L’impianto in oggetto è inserito nel Sito GR90001 (Stabilimento Casone) del piano Regionale di Bonifica dei siti inquinati e il progetto preliminare di bonifica presentato dalla stessa Soc. Scarlino Energia agli enti pubblici competenti, a norma del D.M. 471/99, è  stato recentemente respinto con Determinazione Dirigenziale n° 236 del 4.3.2008 del Comune di Scarlino.
  14. Risulta da analisi ufficiali ARPAT che le sabbie prelevate alla foce del Canale Solmine contengono concentrazioni di arsenico fuori norma, ma lo studio non indaga sulle cause di tale inquinamento e non prende in esame la quantità di arsenico in uscita dall’impianto TAS (trattamento acque di scarico gestito dalla Scarlino Energia) scaricata nel Canale di ritorno a mare.

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Ultimo aggiornamento: 2008-10-05

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