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FORUM AMBIENTALISTA


caro Silvestri,
Categoria: Generale
Postato da: comitato

dal sito: http://www.provincia.grosseto.it

La replica Roberto Barocci (Forum ambientalista) interviene per rivendicare la bontà delle posizioni assunte contro il cogeneratore "Rifiuti, mai confronto pubblico sul Piano alternativo"

Caro Silvestri,

il tuo appello sul Corriere di ieri per avere finalmente una soluzione allo smaltimento dei nostri rifiuti, che sembra suggerire in modo pragmatico di bruciarli nell'inceneritore di Scarlino, parte da due presupposti che un cittadino, anche attento, darebbe per scontati, ma che invece sono inesistenti: quello che non ci sarebbero alternative per lo smaltimento degli rifiuti stessi e quello che l'impianto di Scarlino rispetterebbe le norme per il suo esercizio.

Sul punto delle alternative, debbo rammentare che quasi tutte le associazioni ambientaliste della provincia di Grosseto (ad eccezione di Legambiente) hanno da oltre un anno presentato un Piano alternativo con conteggi economici di dettaglio, fino a quantificare il costo di smaltimento in euroltonnellata. Tale Piano alternativo all'incenerimento ha tre vantaggi rispetto al Piano provinciale, concepito nel 1992193 e mai realizzato dalla Provincia: costa ai cittadini il 36% in meno, smaltisce senza disperdere in atmosfera i prodotti letali della combustione dei rifiuti, aumenta l'occupazione nella raccolta e nel ciclo del recupero dei materiali. I conti e i costi degli impianti di lavorazione a freddo sono stati presi da realtà già operanti da molti anni e gestite da imprenditori privati, che ci hanno fornito dati e progetti, come quella di Vedelago o quelle studiate dal Comune di Campi Bisenzio. Purtroppo su questa proposta non c'è stata volontà di confronto pubblico. Ovviamente questa alternativa non piace a Unieco e, soprattutto, non piace al Monte dei Paschi di Siena, che hanno investito per gestire l'altra impiantistica, molto più pesante, ma che si regge solo ed esclusivamente attraverso il parassitario meccanismo degli incentivi statali (pagati con l'addizionale del 717o sulla bolletta elettrica dei cittadini).

I tempi per la realizzazione degli impianti alternativi sono gli stessi previsti per la realizzazione dell'impianto alle Strillaie, che dovrebbe produrre il combustibile da rifiuti.

L'altro presupposto dato per scontato (il rispetto delle norme per l'esercizio dell'impianto di Scarlino) è stato ampiamente documentato e smentito all'unanimità dai cinque membri tecnici del Comitato per l'inchiesta pubblica, incaricati dalla Provincia per la revisione delle procedure autorizzative precedentemente adottate. Ma quello che non tutti hanno potuto valutare è la quantità e l'enormità delle violazioni di leggi realizzate nelle precedenti procedure, tali da mettere a grave rischio la popolazione e l'ambiente locale e che nessun Focardi al mondo potrà sanare, neppure se fosse stato incaricato dallo stesso Monte dei Paschi di Siena. Meraviglia piuttosto che dirigenti tecnici laureati abbiano potuto negare in modo così eclatante le proprie competenze.

Forum Ambientalista



Ultimo aggiornamento: 2010-08-07

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