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Barocci: giustizia sui dati dei rifiuti
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Postato da: comitato

Comunicato stampa

Sui dati forniti al Convegno sui rifiuti. Alberese 23 e 24 settembre.

I dati resi noti dal Comune di Grosseto nell’ambito del Convegno sui rifiuti urbani fanno finalmente giustizia di tante affermazioni fatte in passato con molta leggerezza.

Primo punto: la raccolta dei rifiuti urbani porta a porta costa meno per la collettività e produce sicuramente molti più benefici, rispetto alla raccolta tramite i cassonetti fissi stradali. Vendere il 77,7% di materiali di ottima qualità recuperati dai rifiuti, come è avvenuto a Barbanella nel corso degli ultimi 12 mesi, significa ridurre significativamente i costi di smaltimento per la residua parte del 22,3%. Con i cassonetti stradali negli altri quartieri della città  le percentuali si invertono, con l’aggravante che il 25-30% del materiale differenziato così raccolto nei cassonetti stradali è in realtà non vendibile per la cattiva qualità dovuta ad errati conferimenti.

Finalmente, dopo un anno di polemiche, si smentiscono le prime affermazioni fatte dall’allora dirigenti del Coseca, quando scrissero che l’esperienza di Barbanella avrebbe comportato un maggior costo per il Comune di Grosseto. In realtà si trattava solo di un maggior costo della sola raccolta, non comprensivo della riduzione dei costi di smaltimento né della ripartizione di tutte le spese generali del Coseca. In sostanza, nella contabilità del Coseca si considerava il porta a porta come un’aggiunta considerata sperimentale e transitoria, non un’alternativa. Viceversa, estendendo il porta a porta anche al quartiere di Gorarella e poi a tutta la città, destinando l’organico al compostaggio locale, il sistema diviene sicuramente molto più conveniente per la collettività.

Secondo punto: le attività commerciali ed artigianali producono più rifiuti, assimilati agli urbani, che non le civili abitazioni, ma il carico tributario pagato da tali categorie produttive è molto inferiore. Lo stesso fenomeno è stato registrato nella città di Follonica.

Lo testimonia la quantità di rifiuti ritirati dalle abitazioni di Barbanella, dove dalla sola popolazione residente nelle abitazioni del quartiere, pari al 17% di quella dell’intera città, si sono raccolte solo 2.702 tonnellate/anno di rifiuti, cioè pari al 5% dei rifiuti complessivi prodotti nella città di Grosseto. Le associazioni sindacali di categoria dei commercianti e degli artigiani farebbero bene ad assumersi in modo più responsabile il compito di favorire ed organizzare tra i loro associati una differenziazione dei rifiuti, se vogliono evitare un futuro probabile aggravio di costi che le associazioni ambientaliste e dei consumatori sono pronti a chiedere, nel rispetto della legislazione esistente.

Terzo punto: la quantità dei rifiuti prodotti a Grosseto è in netto e costante calo dal 2005, con un meno 16% nel 2009 rispetto al 2005. Questo è comunque un fatto positivo, mentre tutta la programmazione del fabbisogno di impianti in provincia è dimensionata sulla base di un  insostenibile trend di crescita annua del 4-5%. Questi errori di valutazione, che si fondono sulla illusione di una crescita infinita e resi anche più gravi dal non funzionamento dell’Osservatorio provinciale rifiuti, ha portato ad un sovradimensionamento degli impianti di smaltimento  fortemente impattanti sul territorio: mentre si prevedeva dall’ATO rifiuti una produzione complessiva di rifiuti in provincia di 181.000 tonn. nel 2010, probabilmente ne mancheranno 30.000 tonn. Se si aggiunge l’auspicata  crescita della raccolta differenziata, si manifesta la follia, anche da un solo punto economico, di aver scelto la filiera dell’incenerimento, realizzando impianti fortemente rigidi nel tempo, che richiedono quantità costanti di rifiuti indifferenziati.

Barocci Roberto

Coordinamento delle Associazioni e Comitati e ambientalisti,

provincia di Grosseto



Ultimo aggiornamento: 2008-10-05

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