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Lettera Amministratori Follonica (Ottobre 2017)
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Postato da: comitato

Lettera aperta agli Amministratori del Comune di Follonica (13 ottobre 2017)

 

Sappiamo che l’Amministrazione comunale di Follonica ha compiuto molti atti concreti e importanti a difesa del suo territorio e nulla abbiamo da rimproverarle  nella vicenda che ci vede impegnati, assieme ad una parte significativa della popolazione, per proporre e vedere realizzata un’alternativa all’incenerimento che sia più valida, più efficace e socialmente sostenibile.

Affronteremo per la quarta volta il Consiglio di Stato, ci auguriamo con il concorso autonomo dei Comuni di Follonica e Scarlino, per annullare una quarta  autorizzazione rilasciata al funzionamento dell’inceneritore di Scarlino. Già questo fatto: il ripetersi di atti, poi annullati dalla Magistratura, denuncia da solo lo scarso rispetto della legalità da parte di alcune realtà politiche regionali.

Ma quello che più ci preoccupa è la difficoltà a far decollare in questa provincia l’alternativa all’incenerimento, cioè la raccolta differenziata di qualità e il recupero di materie, che come abbiamo più volte dimostrato sulla base di realtà già operanti da molti anni in altre province, produrrebbe più occupazione, riducendo le tariffe e migliorando l’ambiente.

Il Presidente[1] attuale di SEI Toscana alla domanda su qual è il sistema di raccolta differenziata più efficace, risponde: “Si sente spesso parlare di cassonetti intelligenti, postazioni ecologiche ad alta tecnologia, postazioni interrate, microchip in mastelli e codici a barre nei sacchi del porta a porta: tutti strumenti indubbiamente utili, ma che hanno costi in alcuni casi non sostenibili, specialmente per i comuni più piccoli”. Il sindaco Termine[2], che svolge un ruolo molto importante in provincia, afferma: “Bisogna dire con chiarezza che la raccolta differenziata costa e non poco...per cui bisogna trovare le strategie per abbattere i costi da altre parti….i costi si riducono avendo gli impianti”. Ma se non si modifica la Convenzione con Le Strillaie, che vincola i Comuni della provincia fino al 2040 a conferire la stessa quantità di indifferenziato, non ci sarà mai l’ offerta di materie recuperabili e se non c’è l’offerta non c’è la convenienza economica a costruire gli impianti. Termine arriva ad affermare2 che: “Questo comporta che all’aumentare della raccolta differenziata aumentano i costi per i cittadini, perché diminuiscono i rifiuti da mandare agli impianti di smaltimento”, quando invece è il contrario in tutto il resto dell’Italia.

Eppure non solo noi affermiamo il contrario: il sedicesimo Rapporto Rifiuti Urbani del Ministero dell’Ambiente[3] afferma, quanto già certificato da anni:“I risultati dell’indagine mostrano che, per tutte le classi di popolazione analizzate, all’aumentare della percentuale di raccolta differenziata, alla quale è legata una diminuzione importante della quantità di rifiuti pro capite smaltiti in discarica ed un aumento generale della percentuale di rifiuti avviati al trattamento meccanico-biologico, diminuisce il costo totale pro capite annuo.”

Possibile che questi amministratori provinciali non sappiano che, oltre ai costi della raccolta, ci sono anche le mancate spese di smaltimento, le quali vanno a ridurre i costi totali, come pure la vendita delle materie raccolte, che vanno anch’esse a ridurre i costi complessivi delle differenziate?

Allora auspichiamo che le Amministrazioni più consapevoli e informate, come quella di Follonica, facciano valere la verità, raccontata dai fatti ormai storici, ma sicuramente anche contemporanei, registrati annualmente dal Ministero dell’Ambiente, sia nell'assemblea ATO che nelle sedi provinciali e regionali, apparentemente meno informate e illuminate.

 

Per il Comitato per il NO

Roberto Barocci, membro del direttivo



[1] Notiziario ARPAT del 12 ottobre 2017 in :

http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2017/156-17/la-gestione-dei-rifiuti-nellato-sud-risponde-sei-toscana



Ultimo aggiornamento: 2012-10-28

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