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Rabitti: l'inceneritore è fuorilegge (22-08-2018)
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Postato da: comitato

mercoledì 22 agosto 2018

Il Tirreno - Ambiente

Rabitti attacca le autorizzazioni. "L'inceneritore è fuori legge"

SCARLINO

Nessuno giro di parole. Diretto e schietto come è sempre stato in questa vicenda: «l'inceneritore è fuori legge ma la Regione Toscana lo autorizza ugualmente». A scriverlo sulla sua pagina facebook è Paolo Rabitti, ingegnere più volte chiamato a studiare l'impianto del Casone all'interno delle commissioni d'inchiesta pubblica che si sono susseguite negli anni, ingaggiato dai comitati prima e dai Comuni di Follonica e Scarlino poi.

La sua è sempre stata una bocciatura netta e il suo parere è pesato molto anche in varie sentenze del Tar che nel corso degli anni hanno portato all'annullamento di più autorizzazioni. Bocciatura che, a quanto pare, permane anche in questo nuovo capitolo.

«La conferenza dei servizi ha approvato la Via (valutazione d'impatto ambientale) e rilasciato l'Aia (autorizzazione integrata ambientale) per l'inceneritore di Scarlino nonostante la non conformità dei forni ai dettami di legge sia stata evidenziata sia dalla relazione del Cnr che dalla relazione dei Ctu della class action, entrambe già agli atti», scrive Rabitti, riportando al centro del dibattito i documenti che, sebbene non rientrassero nel procedimento per il rilascio delle nuove autorizzazioni, continuano a tenere banco. Il primo è appunto la relazione del Cnr di Napoli, venuta fuori nel corso del procedimento in seno alla class action.

Rabitti riporta le conclusioni di questa relazione. «La zona di postcombustione dei forni della Scarlino Energia, anche se fosse caratterizzata da un tempo medio di permanenza superiore ai 2 secondi, non ottempera alla norma in virtù del fatto che il flusso gassoso in tale regione non è né controllato né permane in maniera omogenea».

In parole semplici: la permanenza dei fumi nei forni non garantisce l'abbattimento delle diossine che potrebbero essere sprigionate nell'aria. Questo dice il Cnr e questo viene ripreso anche dai Ctu (consulenti nominati dal giudice) nei verbali della class action.«Il collegio, allo stato delle attività peritali - si legge nel testo - ritiene che pur essendo il tempo medio di permanenza dei fumi prodotti dalla combustione superiore ai due secondi, non è possibile escludere che nelle condizioni più sfavorevoli parte dei fumi permangano nella zona di post-combustione per un tempo inferiore ai 2 secondi non garantendo il criterio di omogeneità».

Eppure, all'interno della conferenza dei servizi, Scarlino Energia ha dichiarato di non possedere «perizie finali» ma solo «esiti peritali in qualità di parte del procedimento», sostenendo che secondo questi «i tempi sono rispettati». «Risponde al vero questa dichiarazione?», si chiede Rabitti. Ma alla fine resta anche un altro dubbio all'ingegnere: «La Regione poteva autorizzare l'impianto ignorando le relazioni (agli atti dell'Aia) del Cnr e del collegio peritale nominato dal giudice? ».

 

dal sito: http://www.comune.follonica.gr.it/rassegna_stampa/stampa_testo_articolo.php?id_com=131102

 



Ultimo aggiornamento: 2009-01-10

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