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Rapporto Commissione di Inchiesta Pubblica

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4800 firme contro l'incenerirtore (31-07-2018)
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Postato da: comitato

martedì 31 luglio 2018

Il Tirreno - Ambiente

Più di 4mila firme raccolte in due giorni. «La gente ha paura dell'inceneritore»

FOLLONICA

In neanche tre giorni sono arrivate 4.300 firme. Non bastasse il numero ridondante, c'è l'origine di queste firme. Sono state spontanee, arrivate da cittadini che in prima persona, ancor prima di essere interpellati, hanno deciso di far sentire la loro voce.

È questo il punto su cui preme maggiormente il presidente del comitato del No Mario Monciatti, annunciando il risultato della petizione che ora sarà inviata alla giunta regionale chiedendo di non rilasciare le nuove autorizzazioni all'inceneritore di Scarlino, nonostante il via libera da parte della conferenza dei servizi.«I cittadini hanno voluto far sentire la propria contrarietà e la loro rabbia», dice Monciatti. Due giorni e mezzo per oltre quattromila firme.

«Una bellissima storia di senso civico», la definisce il presidente del comitato, stendendo le decine di fogli sul tavolo della sala consiliare di Follonica su cui è fissato lo striscione con lo slogan dell'iniziativa: «Io conto». «Sono stati i cittadini a voler far sentire la propria voce - ripercorre Monciatti - Noi del comitato volevamo fare una petizione supportata dall'appoggio delle giunte e dei consigli comunali di Follonica e Scarlino, poi siamo stati informati che la raccolta firme era partita spontaneamente anche in diverse attività.

Ad un certo punto abbiamo perso il controllo di quanti banchetti erano stati allestiti».I nomi dei politici locali, le adesioni dell'associazione Ristoratori di Follonica e quella Balneari di Follonica, di Federalberghi Grosseto e di Ascom Confcommercio, insieme a migliaia di normali cittadini. «Un uomo ci ha domandato se al posto di "cittadino" poteva scrivere "malato"», racconta Monciatti, portando l'attenzione sul primo motivo che ha portato tanta gente ad aderire.

«Lo stato di salute del territorio possiamo serenamente definirlo inquietante», dice il presidente, ricordando i dati di Asl e Isde, che raccontano di «un'incidenza di patologie tumorali ben più alta della media regionale, legata a quarant'anni di massiccia attività industriale», dice Monciatti, tenendo a precisare che nessuno del comitato ha mai voluto legare i tumori al solo inceneritore. «C'è già una situazione molto compromessa - dice - galleggiamo sull'arsenico».

Ma i motivi per cui le persone hanno aderito a migliaia a questa petizione sono anche altri. L'immagine di un territorio a vocazione turistica che rischia di essere compromessa, ad esempio. Ma anche e soprattutto per «la rabbia che provano i cittadini - continuano dal comitato - Rabbia che nasce dalle decisioni calate dall'alto su cui il cittadino semplice sente di non aver alcun potere, accompagnata dalla sensazione che questa ormai sia terra di conquista per interessi altrui».

E il discorso si sposta così sulla politica, provinciale ieri e regionale oggi, per cui «questo inceneritore s'ha da fare». «Le eventuali nuove autorizzazioni andrebbero ad approvare uno schema vecchio per un ferro vecchio, che già è stato fermato per quattro volte dai tribunali», ricorda Monciatti. --

 

 

 

 

 



Ultimo aggiornamento: 2012-10-28

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