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Comparazione costi riciclo-incenrimento (16.01.2009)

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Conclusioni:

 

Si evidenziano pertanto alcune riflessioni di carattere generale in merito all’importo ed allo stesso meccanismo di finanziamento, in quanto a parità di capacità di smaltimento il sistema a freddo:

  • Impiega un quinto delle risorse per la costruzione dell'impianto ed un decimo del tempo per entrare in esercizio (la vera motivazione in situazioni di emergenza come la Campania verrebbe di fatto rispettata).

  • Utilizza per questo risorse esclusivamente private, incentivando peraltro la nascita di una imprenditoria ambientale non assistita, realizzando un utile di impresa triplicato in rapporto,

  • Realizza un ciclo di gestione finanziato esclusivamente dai contributi di legge dei Consorzi nazionali di filiera, recuperando insieme ai materiali anche le risorse private accantonate dai produttori e pagata dai consumatori finali, e da attività industriale di recupero di scarti di lavorazione,

  • Realizza la condizione straordinaria di un conferimento a costo zero da parte dei Comuni dal momento che ,recuperando i materiali ed i relativi contributi di legge, rigira ai Comuni stessi il contributo di trasporto che compensa il costo di conferimento presso questi impianti (costo stimato intorni ai 60 €/ton),

  • Realizza indirettamente un grandissimo risparmio per i bilanci comunali, dal momento che il costo di conferimento in discarica (previsto a Roma in circa 90 €/ton) viene azzerato, liberando ingenti risorse pubbliche. Tenendo conto che Roma smaltisce in discarica oggi circa 1,2 milioni di ton/anno parliamo di un possibile risparmio di circa 110 milioni di euro l’anno,

  • Libera le risorse accantonate dal GSE per le fonti energetiche alternative rinnovabili, promuovendo un ciclo virtuoso sia dal punto di vista della diminuzione dell’importazione di petrolio che dall’azzeramento dell’impatto ambientale da smaltimento rifiuti,

  • Sviluppa una occupazione locale decuplicata rispetto alla tecnologia a caldo, data da un ciclo di selezione manuale che impiega oggi sull’impianto ipotizzato 100 dipendenti a fronte di circa 10 tecnici in un impianto di incenerimento,

  • Evita costi oggi incalcolabili a carico della collettività in merito ai costi di bonifica ambientale ed ai costi per il servizio sanitario nazionale dovuti a cure e ricoveri per allergie, malattie croniche e costosi trattamenti tumorali.

approfondisci dal sito:http://www.nonbruciamocilfuturo.org

 



Ultimo aggiornamento: 2009-02-01

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