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Il progetto del nuovo inceneritore

 

Il nuovo impianto di Scarlino brucerà 120.000 tonnellate di rifiuti (chiamati CDR o ecoballe) utilizzando i rifiuti provenienti dalla province di Grosseto, Siena ed Arezzo e dai comuni di Piombino e Val di Cornia. 
Il 60% di tali rifiuti sarà di origine urbana a bassissimo tenore di differenziazione (circa 14%) e il restante 40% saranno rifiuti industriali e sanitari (rifiuti speciali).
[Dagli atti dei convegno “Per una gestione sostenibile dei rifiuti” promosso dalla Provincia dì Grosseto. Scarlino, 7 maggio 2007]

Il nuovo inceneritore produrrà circa 40.000 tonnellate annue di scorie che verranno ritirate dal comune di Piombino ma che non sappiamo ancora dove verranno stoccate.
Il che significa che le scorie saranno tante quanto i rifiuti prodotti attualmente dalla provincia di Grosseto in un anno!

Le acque di trattamento delle scorie saranno circa 100.000 metri cubi all’anno (100 milioni di litri d’acqua) depurate in sede (... ma non esistono depuratori) e poi scaricate in ambiente (con la nostra falda idrica già fortemente compromessa da arsenico e metalli pesanti).

Ogni tonnellata di rifiuti produce 6.000 metri cubi di fumi, quindi l’impianto di Scarlino emetterà in atmosfera altri 720 milioni dì metri cubi di fumi all’anno da sommare a quelli della zona industriale del Casone, della Centrale Enel di Torre del Sale e delle acciaierie di Piombino.

Per trasportare in entrata e in uscita tutto il materiale che servirà a far funzionare l’inceneritore di Scarlino, si stimano almeno 50 grandi autocarri al giorno, 7 giorni su 7! Per un totale di più di 18.000 viaggi all’anno sulle nostre strade.

L’inceneritore di Scarlino sarà di proprietà di una nuova società per azioni mista pubblico-privati tra i cui soci figurano la Provincia di Grosseto, il Comune di Scarlino e tutte le altre amministrazioni che vorranno partecipare all’affare! Il capitale iniziale verrà anticipato dal Monte dei Paschi di Siena.
[Dagli atti del convegno ‘Per una gestione sostenibile dei rifiuti” promosso dalla Provincia di Grosseto. Scarlino, 7 maggio 2007]

Questo significa che l’affare verrà finanziato con le nostre tasse e i nostri conti bancari, e gli utili maturati sulla nostra salute verranno divisi tra gli azionisti che, come ci insegna la recente storia finanziaria italiana, sono più sensibili al loro portafoglio che alla tutela ambientale ed alla salute di lavoratori e abitanti.

A controllare che l’impianto funzioni secondo le norme  saranno ancora la Provincia di Grosseto e il Comune di Scarlino.

... I CONTROLLORI SARANNO ANCHE I CONTROLLATI !!! 

Ma questo non si chiama CONFLITTO D’INTERESSI?


Ultimo aggiornamento: 2008-04-12

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