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Inceneritori: rumori e tumori
CARI FUTURI SINDACI DI FOLLONICA E SCARLINO, VI RICORDIAMO CHE, UNA VOLTA ELETTI, SARETE LA MASSIMA AUTORITA' SANITARIA DEL VOSTRO COMUNE
"Il Sindaco è l’Autorità Sanitaria Locale cui compete l’emanazione di tutti i provvedimenti autorizzativi, concessivi, prescrittivi, cautelativi e repressivi, comprese le ordinanze contingibili e urgenti in materia di igiene, sanità e salvaguardia dell’ambiente nell’ambito del territorio"
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Tutti i simpatizzanti ed aderenti al Comitato per il No al cancrogeneratore, sono invitati a partecipare alla riunione che si terrà lunedì 18 maggio alle ore 21 al campo di atletica di Follonica
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Comunicato Stampa n° 08 del 23 aprile 2009
Ci rivolgiamo con fiducia alla classe politica emergente locale,con un atteggiamento non pregiudizialmente viziato da steccati di partito: saranno i fatti a dimostrare lo spessore etico delle enunciazioni dei suoi rappresentanti, a cui chiediamo di affermare una linea di discontinuità rispetto al passato.
Questo territorio ha da sempre pagato costi sociali elevati in termini di salute e ambiente, subendo scelte nel bene (occupazione) e nel male…imposte da poteri forti individuabili in quei gruppi che si sono succeduti allo sfruttamento delle risorse (Montecatini-Montedison-Solmine Tioxide, Huntsman, fino ai gestori dell’Inceneritore.) L’inceneritore in fondo è una sintesi storica dell’uso del territorio: è un impianto riadattato da conversioni diverse nel tempo.
Questi poteri hanno conformato ai loro principi la popolazione residente tanto che a Scarlino, Gavorrano e Massa M.ma il problema dell’inceneritore per una moltitudine, non esiste: da sempre la nocività è stata percepita come un rischio necessario per una paga sicura per qualche concessione paternalistica e comunque qualcosa da monetizzare.
Anche le forze politiche locali, a parte la difesa dei livelli occupazionali, spesso si sono limitate a cogestire l’esistente ostentando talora atteggiamenti di indifferenza nei confronti di qualsiasi riflessione sulla difesa dell’ambiente e della salute…senza comprendere che proprio la difesa della qualità del nostro territorio potesse essere occasione di sviluppo per le forze produttive.
La mancanza di una strategia complessiva per uno sviluppo sostenibile si è evidenziata laddove la rendita di posizione ha favorito la formazione di un coacervo di forze (politicanti di varia natura, amministratori,imprenditori, affaristi e tecnici) che attraverso la creazione di un sottosistema hanno permesso scempi urbanistici, architettonici,speculazioni in funzione di interessi di parte e personalistici.
Intendiamo rivolgerci, per questo, alla classe dirigente emergente che vuole veramente abbandonare una logica subalterna e compiere scelte che la vedano protagonista, soggetto attivo attraverso una riflessione seria sul valore delle concrete proposte emerse anche nel corso del convegno del 4 aprile 2009.
Con loro intendiamo confrontarci perché siano in grado di fare scelte responsabili, autonome, coraggiose al di fuori,se necessario,dei centri del potere politico e dei gruppi di pressione e possano quindi prospettare nuovi orizzonti di ricchezza sociale per il nostro territorio.
Il Comitato per il NO all’Inceneritore di Scarlino
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Comunicato Stampa n° 07 del 15.04.2009
Da qualche tempo gira la voce che il Comitato per il NO all’inceneritore di Scarlino, sia vicino a qualche lista o schieramento in formazione a Scarlino e Follonica.
Vorremmo, con questo nostro comunicato rassicurare tutti sul fatto che noi non siamo, per adesso, vicini a nessuna lista e siamo altresì contrariati del fatto che qualcuno, in qualche modo, ci voglia mettere il cappello. Il Comitato è costituito da tante persone appartenenti a schieramenti politici o liste e da tante altre che non hanno una connotazione politica; per il rispetto che dobbiamo a tutti e per scelta politica, non abbiamo ritenuto opportuna una nostra partecipazione diretta alle elezioni di giugno.
Lo stesso rispetto ci aspettiamo da ogni aderente che a titolo personale può comunque schierarsi con chi vuole; contiamo però sulla correttezza di ognuno affinché non voglia far apparire la sua partecipazione come una tacita adesione da parte del Comitato per il NO!
Questo comunicato ci da l’occasione per esprimere con chiarezza un’opinione precisa sulla “Contrarietà all’Inceneritore” sbandierata da tutti gli schieramenti, in questi primi due mesi di campagna elettorale. Il tutte le occasioni pubbliche e no si è manifestata con grande decisione questa contrarietà, con il ripescaggio di comportamenti del lontano passato, un po’ meno con quelli del recente passato: non possiamo far finta d’ignorare l’opportunità politica di schierarsi contro questo impianto che mina le possibilità di sviluppo economico e la salute dell’ambiente e della gente.
Siamo comunque soddisfatti dell’aiuto e del consenso trasversale che si sta coagulando intorno alla nostra causa, grazie anche al dibattito in corso all’interno ed all’esterno degli schieramenti che sta alimentando la volontà di conoscenza ed il dialogo tra i cittadini.
Questa “contrarietà all’Inceneritore”, per noi del Comitato, è però troppo generica e riterremmo indispensabile dare altri elementi di credibilità che dimostrino i reali intenti di ogni schieramento e diano a noi ed alla gente la possibilità di confrontarli con il loro sentire. Il “Nuovo” deve iniziare con la Trasparenza, quindi Impegni scritti resi pubblici! Una elencazione precisa delle Azioni che si intendano intraprendere per una scelta diversa sul problema dei rifiuti e sulla strategia da mettere in campo per fermare l’attività dell’Inceneritore; vorremmo sottolineare che due sono i problemi (rifiuti, inceneritore) e quattro le strategie, considerando che Scarlino è anche Comune sede d’Impianto.
Riterremmo corretto, o meglio più credibile un inserimento di questi IMPEGNI, nel Programma di Governo di tutti i Partiti e liste Civiche dei due Comuni. Siccome sull’argomento abbiamo idee chiare ed il tempo per i programmi stringe, vorremmo metterci a disposizione di tutti gli schieramenti per dare un contributo in confronti programmati che, per la verità, inizieranno già da domani.
Il Comitato per il no all’Inceneritore
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Apertura Convegno del 4 aprile 2009.
Uno degli slogan da noi usato ultimamente è stato CONOSCERE PER SCEGLIERE.
E’con questo semplice concetto che apriamo oggi questo convegno con la speranza che stimoli tutti ad approfondire sempre più i temi che saranno affrontati e che riguardano l’oggi ed il futuro di questa provincia.
E un concetto che ripetiamo oggi e ripeteremo nel tempo; pensiamo che sia uno stimolo alla crescita della volontà di conoscenza, su argomenti e sistemi che possono essere d’aiuto alla risoluzione di uno dei grandi problemi di questo nostro mondo, che è rappresentato dal problema dei rifiuti e delle emissioni in atmosfera.
Sul nostro, splendido manifesto, (fatemelo dire) si parla di NUOVI ORIZZONI di RICCHEZZA SOCIALE…. di Rifiuti come risorsa…. di Alternative all’Incenerimento.
È da questa Alternativa che si sprigionano le possibilità di Ricchezza Sociale, intesa come convenienza e crescita economica; intesa come possibilità di maggiore occupazione; intesa come crescita civile, sociale e culturale ; intesa come salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo; intesa, infine e sopratutto, come rispetto per la salute della gente.
La grafica del manifesto mostra la nostra regione ricoperta di rifiuti ed una trasformazione, nel tempo, che genera un candido gabbiano che vola lontano: non più rifiuti, non più fumi e veleni, non più discariche… questo è la nuova prospettiva da assumere e conservare dentro di noi, dentro coloro che si apprestano a governare questo territorio e di coloro che pensano di fare impresa nel settore.
Mentre noi siamo qui, l’Inceneritore di Scarlino, sbuffando, zoppicando e facendo un gran rumore (a proposito, sarà sanzionato per questo, per aver superato i limiti imposti) è in attesa di Rifiuti da bruciare; ma non i nostri perché per almeno due anni, in provincia non ci sarà produzione di CDR (il famigerato impianto delle Strillaie non è ancora in costruzione), ed allora, se sarà autorizzato definitivamente, brucerà rifiuti che arriveranno da altre parti della Toscana, dell’Italia.. o dalla Tailandia, come avviene ora per i residui della lavorazione dei semi di palma da olio! Quanti? Non si sa; per ora sono previste 100/120 mila t/anno ma la potenzialità é di 360mila t/anno.
Siamo sotto la sua minaccia; da questa vorremmo sottrarci. A tutti gli schieramenti politici, liste civiche, associazioni ed altri che si stanno impegnando in questa lotta, diciamo grazie, grazie di essere qui anche se”colpiti”, in qualche modo, da qualche mia frase di provocazione bonaria che ha lo scopo di spingere al massimo la partecipazione e la conoscenza sulla chiarezza d’intenti e sui problemi.
A noi, non interessa solo chiudere quell’impianto; vorremmo che venisse assunta e condivisa la filosofia “anti.inceneritorista” che aumenterebbe la convinzione e la forza d’urto contro coloro che in nome di un Profitto ad ogni costo, anche in dispregio della salute della gente, oggi sostengono l’impossibilità di rinunciare agli inceneritori.
Non pretendiamo di conoscere oggettivamente tutte le realtà ove essi sono presenti e giustificati da emergenze o transitorietà; d’altra parte i media e non solo, spinti da lobby di potere economico politico, fanno spesso poca informazione e molta propaganda, condizionando o lavando le menti di chi legge.
Noi vorremmo stare ai fatti… ed i fatti ci parlano in continuazione di denunce, sequestri di impianti d’incenerimento per emissioni nocive scoperte dopo mesi se non anni, magari per falsificazione di dati o apparecchiature di controllo; ortaggi, frutta, latte, animali intossicati da diossine o metalli pesanti tossici; studi epidemiologici che parlano di aumento significativi di tumori nelle popolazioni residenti vicino agli inceneritori .
Ascoltatevi un attimo e rispondetevi a queste domande: mi fido di chi conduce, di chi controlla, di chi vuole questi Inceneritori? Di Amministratori che “siedono” sempre al tavolo di questi imprenditori e mai in platea con la Gente? Di chi, quando sceglie un tecnico, spesso accetta i suggerimenti degli stessi proprietari o progettisti degli impianti? Di chi autorizza frettolosamente Richieste di Autorizzazioni, senza pretendere, come si fa con il semplice cittadino, che siano prima rispettate tutti gli adempimenti e le norme di legge?
Questo è il campo dei Decisori, di coloro che determinano e determineranno le SCELTE IN FUTURO.
Noi speriamo, finalmente, che SIANO PER NOI queste scelte, che cambi la Qualità e la Capacità Amministrativa di quelli che verranno; che ci sia la voglia d’Impresa per un giusto profitto, ma in un campo che avrebbe anche tanti RITORNI E RISVOLTI SOCIALI POSITIVI, D’IMMAGINE, anche per gli imprenditori.
Per questo, per parlare di Riduzione, di Raccolta differenziata, di Recupero, di Riciclo, di Rifiuti come Risorsa, come Ricchezza….
Per tutti voi, per tutti noi, per il nostro oggi e per il domani dele nuove generazioni, noi abbiamo qui invitato la signora Carla Poli ed il sig. Alessio Ciacci che ci porteranno le loro esperienze e resteranno a disposizione per soddisfare ogni necessità di conoscenza.
A Convegno concluso:
Secondo programma, era intervenuta al Convegno la signora Carla Poli che ha argomento in maniera esauriente ed ampia le sue esperienze, le caratteristiche e possibilità di impianti come quello di Vedelago e la diffusione che stanno avendo sul territorio nazionale, Colleferro, Caltagirone, Sardegna. Si stanno concludendo accordi, con le Amministrazioni, anche per diversi siti nel Lazio ed in Campania. Ha sostenuto ancora una volta il concetto che non esistono i rifiuti, ma solo materiali che possono essere recuperati o trasformati in prodotto primo/ secondo: il suo granulato o sabbia sintetica. Ha sostenuto che con impianti del genere legati alla raccolta differenziata, non c’è praticamente più nulla da mettere in discarica o da bruciare in un Inceneritore.
Non era prevista invece la presenza di Alessio Ciacci che invece è intervenuto in sostituzione di Marco Borghini che ha dovuto rinunciare per un imprevisto problema personale. L’intervento di Ciacci è stato, al solito, molto preciso ed ha soddisfatto tutti gli argomenti relativi alla raccolta differenziata, vantaggi economici, sociali, occupazionali che si sono verificati e si stanno ampliando nel comune di Capannoni. Un Comune che potremmo definire d’avanguardia, visto le numerose e dettagliate realizzazioni d’interventi a completamento di un progetto che dovrebbe portare al traguardo di Rifiuti Zero, entro poco tempo. Sul territorio si distribuiscono numerosi prodotti alla spina (latte, detersivi), si è intervenuti sulle acque di varie sorgenti con impianti di depurazione che rendono gradevolissime le acque di rete e diminuendo cosi l’uso di acque minerali (acqua il caraffa nelle scuole), si danno sovvenzioni per l’utilizzo di prodotti riciclabili o riusabili (vedi pannolini per bambini), in sintesi si cerca di andare a risolvere tutti i problemi, anche i più piccoli che possono portare ad una produzione di rifiuti difficilmente riciclabili.
All’evento, erano presenti circa 250 persone, molti volti nuovi, rappresentanti di associazioni, partiti e liste civiche, imprenditori, amministratori, sindaci, candidati alle elezioni comunali di Follonica e Scarlino ( Baldi, Bencini, Polemi, Turini, Bizzarri, Meozzi, Ontani ) altri non identificati (erano tante le facce “foreste”),candidati alla provincia. Tra di loro anche Marras, Ricci vice presidente ATO.
Dopo le esposizioni di Alessio Ciacci e Carla Poli, ci sono stati circa 30 interventi di cittadini, rappresentanti di associazioni, politici e candidati. Tra questi interventi segnaliamo quelli di Barzanti, Bizzarri e Rìcci che hanno generato qualche segno d’impazienza e contestazione.
Senza esagerazione, possiamo definire questa giornata (si è iniziato alle 16,30 e si è finito alle 20,15) storica o comunque importante nel suo suscitare tanto interesse e tante richieste di approfondimenti e visite all’impianto di Vedelago, avanzate da persone, politici ed amministratori.
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Inseriamo un testo che ci ha mandato un aderente al Comitato, all'indomani del convegno
RIFLESSIONI PERSONALI DOPO IL CONVEGNO PROMOSSO DAL COMITATO “VERSO NUOVI ORIZZONTI DI RICCHEZZA SOCIALE”
Il nostro convegno è stata un’esperienza istruttiva ed emozionante. Roba da 10 e lode ed umilia il pensiero che di fronte a tanta intraprendenza di singoli e gruppi faccia eco una mortificante stolidità riscontrabile nei rappresentanti. La realizzazione di un progetto come quello che è stato descritto sabato 4 aprile all’Hotel Letizia dalla Signora Poli e dall'assessore Ciacci ha una importanza stratosferica. La realizzazioni di tali scelte può veramente migliorare la vita a tutti noi del comprensorio e alle nostre discendenze future. Il nostro comitato, secondo me, ha allungato il passo passando dalla contestazione ad una fase strategica, propositiva e progressista mentre le forze politiche se ne sono rimaste inchiodate al palo. L'intervento del vicepresidente di ATO Ricci che, di fronte alle prospettive presentate ha sventolato la cifra, secondo lui modica, con la quale si effettuava lo smaltimento ritenendo che a tali prezzi le scelte proposte non erano risultate finora incentivate ha dato idea della pochezza intellettuale di una classe politica giunta alla proprio fisiologico epilogo (finalmente).
Commentare l'intervento del sindaco Bizzarri e il suo patetico tentativo di comizio appare altresì umiliante. Sintetizzando ritengo si sia trattato di un improprio utilizzo di microfono e palchetto oltre alla volontà di gettare discredito sugli antagonisti dopo ben 5 anni di assoluta inettitudine amministrativa. Probabilmente ha fatto figura migliore il candidato alla provincia che ha levato le tende senza neppure attendere la fine dell'intervento di Alessio Ciacci... sembra per precedenti ed inderogabili impegni.
Peccato però, anche Marras non è un vecchio e con questa brusca diserzione ha buttato al vento una buona occasione per imparare qualcosa di utile, per il suo lavoro e per la sua carriera politica.
A pensarci bene magari qualcosa di più poteva esser fatto anche tra le file del nostro comitato.
Magari, credo, avremmo fatto bene a trattenere a Follonica Alessio Ciacci rispedendo in lucchesia il trittico maremmano di Bizzari, Ricci e Marras sperando che la proverbiale avidità lucchese potesse spingere i capannoresi a trattenersi questo stock di individui: 3 al posto di 1
Michele Marchiani
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Immagini del convegno del 04 aprile
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L'efficiente (poco) inceneritore di Scarlino Energia ha abbondantemente superato i limiti di rumorosità, peraltro non ancora risolta. Anche in questi giorni si udiva benissimo il sibilo della turbina.
Inoltre, nelle ultime settimane l'impianto è rimasto fermo per un guasto.
Si stanno forse avverando le problematiche sollevate nelle osservazioni alla VIA ?
Evidentemente, per la dirigenza di Scarlino Energia l'acronimo V.I.A. non vuol dire Valutazione Impatto Ambientale, bensì Violazione Integrità Ambientale
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PUBBLICHIAMO UNA IMMAGINE TRATTA DALLA CAMPAGNA PUBBLICITARIA DELLA PROVINCIA DI FIRENZE.
NELLA PARTE BASSA DELL'IMMAGINE ABBIAMO INSERITO UN COMMENTO DEL NOSTRO AMICO UBALDO.
UN INCENERITORE, NON SOLO E' MANCANZA TOTALE DI BUONSENSO, MA ANCHE UN INSULTO ALL'INTELLIGENZA DELLE PERSONE O MEGLIO..............DEGLI ELETTORI.

Incidenti agli inceneritori.
Sulla scia di quanto successo a Colleferro, mi è venuta la voglia di fare una ricerca sul web, per vedere se trovavo qualche altro incidente: non immaginavo che fossero così diffusi e frequenti anche nella nostra bella Toscana.
Nell’elenco che ho stilato figurano emissioni di diossine superiori anche di vari ordini di grandezza ai valori consentiti, emissioni di particelle, inquinamento di corsi d’acqua, emissione di radiazioni(!), fumi colorati, etc…
Le cause degli incidenti sono ricorrenti:
·La più diffusa è la malagestione finalizzata alla massimizzazione del profitto a discapito della sicurezza;
·L’incapacità di prevenire il danno, per mancanza di strumenti di controllo adeguati;
·L’incapacità di accorgersi tempestivamente che il danno è avvenuto con il conseguente protrarsi nel tempo delle emissioni inquinanti;
·Smaltimento di rifiuti speciali e/o non consentiti all’interno degli inceneritori;
Nel corso del 2008, la Regione Toscana ha emanato una delibera dal titolo “Indirizzi per gli inceneritori” il cui allegato (Criteri direttivi sugli impianti di incenerimento) è reperibile qui: http://www.regione.toscana.it/regione/multimedia/RT/documents/1208438064786_AllegatoA_criteri_inceneritori_definitiva_14_aprile-1.pdf
Il doversi dotare di un atto per definire le precauzioni da adottare con gli inceneritori, avalla la convinzione che molti di essi non erano (e non sono?) soggetti a sufficienti controlli (sempre che si ammetta che esiste un livello sufficiente di controllo).
In Toscana, la nostra bella e “virtuosa” Toscana:
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03-09-2008 Pietrasanta (LU)
http://municipioverde.blogspot.com/2008/09/pietrasanta-inceneritore-truccati-i.html -
23-07-2007 Civitella Val di Chiana (AR) http://www.arezzonotizie.it/index.php?option=com_content&task=view&id=48455&Itemid=2
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21-07-2007 Montale (PT)
http://www.provincia.grosseto.it/giornali/_47_pdf/_476653p1.pdf
http://www.pressante.com/ambiente-e-salute/605-chiuso-linceneritore-di-montale-diossina-6-volte-oltre-i-limiti-di-legge.html -
05-04-2007 Pisa http://gestionecorrettarifiuti.it/sito/modules/myalbum/photo.php?lid=14&cid=3
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24-05-2007 Valpiana (GR)
chiuso - ha bruciato 15 anni praticamente senza controllo e senza filtri -
01-12-2000 Livorno
http://www.inceneritori.org/rischio.htm
http://www.inceneritori.org/arpat10-03.htm -
01-12-1999 Baciacavallo (PT)
http://italy.indymedia.org/news/2002/11/102958.php
Nel resto d’Italia:
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10-03-2009 Colleferro (RM)
http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2009/03/10/999532-colleferro_proteste_inascoltate_regole_vietate_anni.shtml -
07-03-2009 Brindisi
http://www.agoravox.it/Un-nuovo-scandalo-investe-la.html -
23-09-2008 Modugno (BA)
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Stop-all%C2%B4inceneritore-Marcegaglia/2042017 -
17-02-2008 Augusta (SR)
http://www.ecceterra.org/docum.php?id=1388 -
15-01-2008 Terni
http://www.kataweb.it/multimedia/media/1533031
http://stemlog.blogspot.com/2008/01/terniinceneritore-chiuso-dalla.html -
27-09-2008 Vercelli
http://www.alternativamente.info/ambiente/dopo-pietrasanta-lu-anche-a-vercelli-la-magistratura-apre-un-inchiesta-sui-dati-dell-inceneritore.html -
18-12-2007 Brescia
http://www.quibrescia.it//index.php?/content/view/3988/32/ -
24-05-1994 Busto Arsizio (VA)
http://archiviostorico.corriere.it/1994/maggio/24/troppe_polveri_inceneritore_chiuso_dal_co_0_94052411377.shtml
All’estero non va certo meglio:
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e' il sito di tre giovani ingegneri maremmani, interessati alla questione dei rifiuti nel nostro territorio.
Dopo la Conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992, 178 governi di tutto il mondo, tra cui l'Italia, hanno adottato l'Agenda 21, un documento di intenti per la promozione di uno sviluppo sostenibile....
L'Agenda 21 contiene proposte dettagliate per quanto riguarda le aree economiche, sociali e soprattutto ambientali: lotta alla povertà, cambiamento dei modelli di produzione e consumo, dinamiche demografiche, conservazione e gestione delle risorse naturali, protezione dell'atmosfera, degli oceani e della biodiversità, la
prevenzione della deforestazione, promozione di un' agricoltura sostenibile.
Il capitolo 28 della Agenda 21 invita le autorità locali a giocare un ruolo chiave nell'educare, mobilitare e rispondere al pubblico per la promozione di uno sviluppo sostenibile.
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dal sito: http://iltempo.ilsole24ore.com
Le indagini del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri di Roma hanno portato al sequestro di due inceneritori dell' impianto di Colleferro e all’arresto di 13 persone con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falso, truffa aggravata ai danni dello stato, accesso abusivo a sistemi informatici, violazione dei valori limite delle emissioni in atmosfera
Colleferro, proteste inascoltate: "Regole vietate da anni"
Infuriati i gli abitanti di Colleferro che abitano vicino all'impianto, due dipendenti che avevano denunciato gravi irregolarità sono stati sospesi o trasferiti.
Rosamaria da qualche anno ha la tosse. «Una tossetta secca e fastidiosa», dice lei. Non sa con certezza se dipende dai fumi biancastri e densi che la notte sputano le due torri del termovalorizzatore. Ma sa che prima non succedeva. Rosamaria, Giuseppina, Ivana, Paola, Angelina e molte altre sono le «nonne coraggio» di Colleferro. Abitano tutte in via Vittorio Emanuele, nelle case vicine al «mostro» che dovrebbe bruciare rifiuti senza inquinare l'aria. Sono combattenti della prima ora. Hanno dichiarato fin dall'inizio guerra all'impianto che sorge vicino alla stazione della cittadina di ventiduemila abitanti. Non lo volevano allora e non lo vogliono ora. Anche se i loro capelli sono grigi o bianchi, hanno fatto i picchetti davanti ai cancelli, fronteggiato i «celerini», collezionato denunce e minacce, raccontano con orgoglio.
E adesso che i carabinieri hanno scoperchiato la «pattumeria» sono amareggiate ma più agguerrite di prima. «Che produce l'impianto? Puzza e rumore - spiegano - Puzza di plastica bruciata, rumore assordante durante la notte. Noi non siamo medici e però sappiamo che molte persone si sono ammalate di cancro alla tiroide e prima non succedeva. Qui siamo circondati dal benessere tecnologico: viviamo tra l'incerenitore e la centrale elettrica e in mezzo c'è anche una scuola elementare». Sospetti che da ieri si avvicinano alla certezza, visto che nell'impianto si sarebbe bruciato Cdr «anomalo». «Che vogliamo ora? Vogliamo essere risarcite per danno biologico e vogliamo la raccolta differenziata - concludono le nonne coraggio - Noi non siamo retrograde o stupide e non ce la saremmo presa contro l'impianto se avessero rispettato le regole. Ma non le hanno rispettate e anche le istituzioni sono colpevoli, perché non ci hanno ascoltato».
Se i veleni sono stati sparsi nell'aria, qui a Colleferro non se ne ha l'impressione. Il vento spazza via qualsiasi odore e poi tutti dicono che le emissioni avvengono col buio, nentre i cittadini dormono. Ma c'è chi ha potuto verificare di persona che in quel termovalorizzatore le norme venivano ignorate. E ha pagato per la sua onestà. «Era ottobre e mi sono accorto che c'era un innalzamento dei valori di uscita dal camino - ricorda il capoturno Piero Basso - Erano molto anomali, diciamo da 10 a 60. Ho messo in atto tutte le procedure previste per farli abbassare e ho avvertito il responsabile. Abbiamo prelevato insieme il Cdr ed era strano, c'erano cilindri particolai, materiale di risulta. Abbiamo preso un campione e l'abbiamo lasciato in sala. Tre o quattro giorni dopo, mi hanno contattato i carabinieri del Noe. Avevano letto la mia relazione della giornata lavorativa e ho consegnato loro un campione del materiale».
Ai primi di febbraio Piero si vede sospendere dal lavoro per motivi «cautelari». Poi «Gaia» lo mette in ferie. «Io non volevo pubblicità e non la voglio neanche ora - aggiunge Basso - Ma voglio dire che solo i colleghi mi hanno dato solidarietà, dal sindacato neanche un comunicato, niente». Ma Basso non è stato il solo ad accorgersi che qualcosa non andava. «Da anni abbiamo verificato che si bruciavano anche pneumatici e altra roba irregolare - riferisce Angelo D'Arcangeli, operatore della sala controllo - Noi scrivevamo che il Cdr non era conforme e l'azienda rispondeva che era tutto ok. Ma la pezzatura era così grossa che a volte si bloccavano i nastri dell'impianto.
Non pensavamo, tuttavia, che si incenerisse materiale più nocivo delle gomme d'auto, come è invece risultato dalle analisi del campione di Basso». A fargli eco è l'ingegnere Nicola Celli, ex responsabile della manutenzione, al quale dopo l'«attenzione» dedicata al Cdr è stato cambiato l'incarico. «È dal 2005 che vedevo arrivare materiale di pezzature enormi - spiega - E poi era umido, spesso addirittura bagnato, e questo non è normale. Anche con l'impianto tarato al massimo di potenzialità per abbattere l'inquinamento si andava oltre i limiti consentiti, superiori perfino di cinque volte. Abbiamo riferito ai responsabili, a Brida e Meaglia. Il loro "messaggio" è stato: continuate a lavorare, è tutto a posto. Allora ho scritto all'Ama per sottolineare che il Cdr era anomalo. Era l'aprile del 2007. Due settimane più tardi mi hanno destinato ad altro incarico». E il Comune? «Oggi ci siamo costituiti parte civile per tutelare la città - reagisce pronto il sindaco Mario Cacciotti - ma nei dati trasmessi da Gaia e dall'Arpa non risultavano superamenti dei livelli d'inquinamento. Se poi hanno modificato le centraline di rilevamento, questo non lo possiamo sapere...».
I cittadini, però, sono infuriati. E ieri sera hanno occupato l'aula del municipio. «Questa è la città che ha il record di morti di tumore nel Lazio - osserva un ragazzo - Chissà che roba abbiamo respirato. E nessuno ha fatto niente, neanche le istituzioni locali. Anche loro sono responsabili».
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I Comuni di Follonica e Scarlino faranno ricorso al TAR, contro il parere favorevole della Provincia sulla VIA dell'inceneritore.
Finalmente un minimo di buon senso, contro un atto che fa acqua (anzi arsenico, diossina, nanopolveri, ceneri tossico nocive, riduzione dei posti di lavoro) da tutte le parti
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Il prof. Tanelli affermando che nella piana del Casone la presenza di As nella prima falda ha raggiunto livelli altissimi, conferma quello che noi stiamo dicendo da tempo. Non condividiamo invece la declamazione di altri risultati che cercano comunque di confermare, in qualche modo, le teorie e conclusioni riportate nei due precedenti studi
Pensiamo che il lavoro di ricerca su questo territorio non sia ancora concluso in quanto non è mai stata realizzato uno studio organico e di sintesi sull’inquinamento che si è sicuramente espanso oltre i limiti individuati nel passato. Invitiamo quindi Arpat a predisporre una ricerca definitiva sul territorio, assegnando il lavoro a un equipe di specialisti che tenga conto di una parte dei risultati raggiunti ad oggi, ma che non abbia condizionamenti da eventuali necessità di conferma.
Nella conferenza di Scarlino di ieri, il prof. Tanelli ha esordito affermando che gli studi da lui condotti hanno privilegiato l’aspetto scientifico della ricerca prescindendo dall’aspetto normativo riguardante il problema dell’inquinamento da Arsenico.
L’aspetto normativo (D.L. 471 del 1999) prevede invece che vengano ricercati i valori di fondo naturali (back graund) delle aree prossime ai siti inquinati.
Valore di fondo è il contenuto medio di un certo elemento nelle rocce di un certo sito.
Inquinamento è l’apporto ulteriore, al valore di fondo.
Tanelli, nei suoi studi, prende in considerazione i valori di fondo sommati a valori derivanti da parziali inquinamenti antropici. ARPAT e società interessate all’area, fanno riferimento a questi dati, per calarli all’interno delle normative diminuendone le restrizioni.
Siamo ormai alla III convenzione ed ancora si alimentano i dubbi sulla provenienza di questo elevatissimo livello d’inquinamento e sussistono forti dubbi sull’efficacia della caratterizzazione dei siti inquinati.
In dettaglio, le convenzioni Università Arpat, hanno realizzato campionature di varia natura, non solo nella piana di Scarlino, ma anche in aree esterne e lontane dagli areali inquinati ed hanno “perforato” due sondaggi (La Botte e Vetricella).
I due sondaggi (carotaggi) sono stati fatti su due aree contaminate dalla presenza di ceneri ematitiche provenienti dalle lavorazioni della pirite e da graniglia proveniente dalla zona mineraria di Niccioleta.
Nelle campionature, sono stati raccolti campioni provenienti da situazioni contaminate (mineralizzazioni affioranti, lavori minerai, discariche di miniera, strade e piazzali pavimentati con ceneri ematitiche) ed i loro dati analitici vanno a finire nella statistica dei valori di fondo, falsandone il risultato e portando i valori medi in As a 140, 190, 210 p.p.m.
Per quanto riguarda i sondaggi, le campionature delle carote, si sono limitate al solo prelievo di campioni spot e quindi non rappresentativi dell’intera successione dei terreni attraversati; i risultati analitici sono invece stati assunti come valori medi rappresentativi. Vengono quindi forniti dati fuorvianti con la giustificazione di risparmiare sul costo della ricerca!
Non sono stati invece presi in esame dati di altre ricerche provenienti da dodici “carotaggi” eseguiti da Syndial in precedenza nella piana di Scarlino, analizzati nella loro integrità, determinando così con assoluta correttezza di procedimento, un valore medio in As di 50 p.p.m. che si può considerare quindi, quale realistico valore di fondo della Piana di Scarlino.
Il Comitato per il No all’Inceneritore di Scarlino
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SU YOUTUBE IL RUMORE DELL'INCENERITORE DI SCARLINO
(Registrato dopo le modifiche "inefficaci" apportate proprio per risolvere tale problema)
http://www.youtube.com/watch?v=D4dJWzpwprQ
IL "CATAFALCO" E' RIPARTITO E CON ESSO E' RIPRESA ANCHE LA NOSTRA INSONNIA. LA RUMOROSITA' NON E' STATA AFFATTO RISOLTA.
Ultimo aggiornamento: 2009-06-15
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