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Riciclaggio dei rifiuti

 

Per riciclaggio dei rifiuti si intende tutto l'insieme di strategie volte a recuperare materiali dai rifiuti per riutilizzarli e evitando di smaltirli in altro modo. 

 

Il problema della gestione dei rifiuti

Il problema della gestione dei rifiuti è diventato sempre più di rilevanza nazionale e direttamente sotto gli occhi dei cittadini. La smodata crescita dei consumi e l'urbanizzazione degli ultimi decenni hanno da un lato aumentato moltissimo la produzione dei rifiuti e dall'altro ridotto le zone disabitate in cui trattare o depositare i rifiuti. La società moderna oggi si trova quindi costretta gestire una grande quantità di rifiuti in spazi sempre più limitati. Una situazione in cui si alimenta anche il traffico e lo smaltimento illegale dei rifiuti.

L'uso delle discariche, pur avendo in sé costi bassi, comporta uno spreco di materiale che sarebbe almeno in parte riciclabile nonché l'uso di vaste aree di territorio e non si presta quindi come soluzione ottimale; inoltre crea grandi concentrazioni di rifiuti con inevitabili conseguenze sull'ambiente. I termovalorizzatori (inceneritori), invece, basano il loro funzionamento sull'incenerimento dei rifiuti. Sfruttando la combustione così ottenuta producono energia elettrica (in realtà molto poca) e calore ma hanno costi non convenienti. Inoltre le emissioni tossico-nocive (in particolare di polveri sottili e di diossine) e la gestione di ceneri e scorie anch'esse tossiche che finiscono comunque in discarica, producono conseguenze sull'ambiente e la salute pubblica e quindi forti tensioni sociali con le comunità residenti nei pressi di un termovalorizzatore.

 

La via del riciclaggio

Il riciclo è una strada sicuramente più complessa della logica di smaltimento in discarica o negli inceneritori. Si deve comunque premettere che il sistema del riciclaggio non esclude la presenza delle discariche o dei termovalorizzatori bensì ne limita il ricorso, fatto comunque positivo. Si parla di sistema di riciclaggio perché questo approccio deve necessariamente operare sull'intero processo produttivo e non soltanto sulla fase finale di smaltimento dei rifiuti; questo comporta:

  • per la produzione dei beni, l'uso di materiali biodegradabili che facilitano lo smaltimento "naturale" della materia nel momento in cui il prodotto si trasforma in rifiuto
  • l'uso di materiali riciclabili come il vetro, i metalli o polimeri selezionati, evitando anche i materiali accoppiati, più difficili (se non impossibili) da riciclare
  • la "raccolta differenziata" dei rifiuti, per facilitare il riciclaggio dei materiali, passaggio fondamentale del processo

In questo modo la separazione dei materiali riduce i costi di ritrattamento. Per realizzare una raccolta differenziata efficace è di grande importanza la fase di differenziazione attuata dai singoli utenti.

  • l'adozione di tecniche avanzate per il recupero di ulteriore materiale riciclabile dal rifiuto indifferenziato (ad esempio il trattamento meccanico-biologico)

Il riciclaggio apre un nuovo mercato in cui nuove piccole e medie imprese recuperano i materiali riciclabili per rivenderli come materia prima o semilavorati alle imprese produttrici dei beni. Un mercato che si traduce pertanto in nuova occupazione.

 

Il riciclaggio come terza scelta: priorità a riduzione e riuso

Il riciclaggio è stato spesso criticato per:

  • i costi ambientali del processo della trasformazione dei rifiuti
  • il basso rendimento nella quantità delle materie prime ottenute
  • la bassa qualità dei prodotti finali

Un'ulteriore critica è stata che per come è stato pubblicizzato tra la popolazione, ha diffuso l'idea che esso giustifica condotte consumistiche.

I sistemi più efficaci per la gestione dei rifiuti sono invece quelli basati sulla riduzione dei rifiuti e sul loro riuso (tecnicamente definito reimpiego), in cui una volta terminato l'utilizzo di un oggetto esso non va ad aumentare la mole dei rifiuti, ma dopo un semplice processo di pulizia viene utilizzato nuovamente senza che i materiali di cui è composto subiscano trasformazioni.

L'esempio tipico è quello delle bottiglie in vetro come contenitori di latte ed acqua, che invece di essere frantumate possono essere riempite nuovamente senza passare per costosi (soprattutto da un punto di vista ambientale) processi di trasformazione. Ovviamente è comunque preferibile il riciclaggio al conferimento in discarica o all'incenerimento.

La mancanza per molti stati di politiche di sostegno del riuso con incentivi e disincentivi, fanno sì che al giorno d'oggi la gran parte dei contenitori, delle confezioni e degli imballaggi sia invece ancora costituita da plastica e carta e non possa quindi essere riutilizzata. La scelta delle imprese è ovviamente una scelta economica che cade inevitabilmente su questi prodotti dal costo finanziario ridotto, anche se dall'elevato impatto ambientale.

Uno dei Paesi che applicano significativamente le tecniche della riduzione e del riuso è la Danimarca, in cui, grazie ad una legislazione favorevole, ben il 98% delle bottiglie in commercio è riutilizzabile, ed il 98% di esse torna indietro ai consumatori senza essere riciclato. [1]. La Germania invece raggiunge un tasso di riciclaggio di oltre il 50%.

 

I materiali riciclabili

Le materie prime che possono essere riciclate sono:

  • legno
  • vetro
  • carta e cartone
  • i tessuti
  • gli pneumatici
  • l'alluminio
  • l'acciaio
  • alcune materie plastiche
  • la frazione organica (avanzi di cibi ecc.)

 

Il caso della plastica

Molti tipi di plastica possono essere facilmente riciclati (è il caso del PET), mentre per altri tipi (specie di bassa qualità e/o termoindurenti) la procedura è più complessa, in quanto il costo di rilavorazione è generalmente superiore al costo di produzione di plastica nuova. Pertanto le numerosissime materie plastiche presenti sul mercato non possono essere mescolate fra di loro: un circolo vizioso da cui è difficile uscire, ma non impossibile (basta averne la volontà politica). Impianti a tecnolgia avanzata permettono ad esempio di separare automaticamente le varie tipologie di plastiche in tempi rapidi e quindie conomicamente, e sono già stati adottati in diversi paesi.
Una settore in cui l'Italia è all'avanguardia è la cosiddetta bioplastica, che risulta essere biodegradabile e prodotta a partire da materie prime vegetali anziché petrolifere.


La grande discussione a favore o contro i termovalorizzatori o le discariche trova, pertanto, una sua soluzione volgendo uno sguardo più sistemico al problema e dando priorità alla riduzione degli imballaggi inutili.

Fonte: Wikipedia

 



Ultimo aggiornamento: 2008-04-12

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